Panita, amore e fantasia

di Juventibus |

Date la palla al Panita Cuadrado. Qualcosa di buono arriva sempre.

La vittoria nel derby contro un Torino in crisi (ma che qualche fastidio lo ha creato nella parte centrale della sfida) ha comprovato ulteriormente che nella Juve di oggi esiste un giocatore centrale come pochi: Juan Cuadrado con l’ennesima prestazione sontuosa: abnegazione (7 tra contrasti vinti, intercetta e spazzate), quantità (69 passaggi, primo in campo) e qualità (gol e assist).
Una costante con Sarri, che lo ha piazzato terzino prima per necessità, poi per efficacia. Una costante con Allegri, che ha usato il colombiano su tutta la fascia o in alcuni casi interno.

Per disponibilità e applicazione, Cuadrado è il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero. In pochi mesi e nonostante le titubanze iniziali, smorzate dalla cura Barzagli che ha limato qualche incertezza in marcatura e qualche scivolata di troppo, il Panita è diventato il profilo del terzino moderno che sa proporsi stabilmente fin dentro l’area avversaria, correndo senza palla, aprendo gli spazi in avanti e mostrando fiato per tornare rapidamente in copertura a ricomporre la linea dei quattro.

Poi ci sono i numeri che contano, quelli di assist e gol che decidono non solo le prestazioni personali ma anche il risultato: suo l’assist per l’1 a 0 di Dybala, sua la rete del raddoppio. Sono tre i gol della sua stagione e sei gli assist della sua stagione da terzino, che potrebbe risultare alla fine la migliore per rendimento in bianconero.
Nella partita col Milan, Cuadrado potrebbe superare la soglia dei 3000 minuti in campo, stakanovista dell’undici titolare e un comprimario che fa la differenza. Panita, amore e fantasia.

Di Mauro Bortone


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