Pandemia Juventus

di Sandro Scarpa |

“Il Calcio Italiano è malato, ma la patologia si chiama Juventus”.

(cit: un Assessore (di cui non dirò il nome) di un’importante città (di cui non dirò il nome.)

Un normale tifoso ogni giorno apre web, tv o stampa e si informa del suo club o atleta di riferimento: i Lakers vincono, i Red Sox fanno un mercato sbagliato, Nadal si fa male, il Bayern va in ritiro. 

Un tifoso della Juventus, ogni giorno apre web, tv o stampa e apprende che la sua squadra è la patologia dello sport mondiale, l’origine di tutti i mali della società e la responsabile di tutti i crimini del Paese.

Esagerazione?

Ecco alcuni lanci di ieri:

In un giorno la Juve viola le norme Covid-19 (“FAKE!”), il caso Mayorga si riapre (“FAKE!”) e l’audio su Pjanic sparisce di nuovo (“FAKE!”) e un giovane virgulto di Firenze tradisce la città e scappa dai bianconeri. Tutto ciò dopo la bufera Juventus-Napoli, dopo il caso “Han” con la Juve che viola le sanzioni ONU (“FAKE!”) e il caso Suarez, con la Juve che esercita pressioni per un esame farsa (“FAKE!”).

Crimini Juve, vergogne bianconere, accuse, veleni e polemiche spuntano così velocemente su così tanti fronti che la Gazzetta confonde “audio spariti” e “labiali! (“FAKE!”) e ripropone questo tweet:

Anche nel caso Juventus-Napoli, grazie alla difesa a oltranza del Napoli (giusta, populista o opaca che sia) su quotidiani e TV (la RAI scatena una contro-offensiva pazzesca), alla fine genera solo insulti ad una Juve “cinica, approfittatrice, sprezzante del momento” e poco “empatica“.

Questo è il messaggio che arriva anche oltreoceano (FOX Sport Messico, 2 milioni di followers):

La Juve non solo ne esce “colpevole” (cinica e poco empatica e sta manovrando per avere i 3 punti), ma anzi, il giorno dopo, quando il club stesso segnala l’allontanamento dalla “bolla” dei Nazionali, tutti i media NON spiegano la situazione (sono anni che nessuno spiega nulla) ma fanno titoloni del tipo “Fanno i rispettosi delle regole ma la loro bolla si è dissolta”. 

In 15 giorni la Juventus froda (“Paratici… o Cherubini?…chiama il Rettore, non della Stranieri, l’altro…per fare pressioni…o per ringraziare delle info?), viola sanzioni ONU norme anti-COVID-19 e frega 3 punti al club “più ligio di tutti“, già derubato anni fa con l'”audio sparito“. Gli juventini poi sono fuorilegge che scappano, infettano e hanno trascorsi di violenze varie.

Da anni la Juve non si limita a rubare, comprare arbitri e SIM e fare abuso di farmaci. Il campo non basta più. La Juventus è diventata una Spectre con capacità di delinquere tipica del crimine organizzato, con ramificazioni estese ed etica marcia. Dagli arbitri comprati alle regole distorte (“i falli di mano“), dai designatori alla tecnologia corrotta (“telecamere che falsano prospettive, VAR che deforma i contatti“), dalle squadre che si scansano ai club complici in giri di plusvalenze farlocche per salvare un club virtualmente fallito e pieno di debiti; dai tifosi razzisti e violenti agli affari con ‘ndrangheta e assassini, da calciatori sleali a criminali di guerra, evasori e stupratori, dal pagare il guardalinee al comprare rettori e docenti.

Ogni giorno centinaia di siti sono alla ricerca di nuovi crimini bianconeri: gli Agnelli e i parenti fino al quinto grado, la dirigenza, i calciatori, gli ex, gli obiettivi: un ex del vivaio ha evaso le tasse, un vecchio obiettivo tenta una rapina, un presunto tifoso è coinvolto in una rissa, qualcuno in maglia Juve rubato una bici o provoca un incendio. Dovunque, dai ladruncoli della provincia italiana beccati in tuta acetata bianconera ai boss del narcotraffico con la maglia di CR7.

Da dove arriva tutto ciò? Due fattori: Accelerazione dei media, Polarizzazione socio-culturale.

L’accelerazione dell’informazione porta alla sintesi estrema, la gente ha 10 secondi per leggere qualcosa, per cliccarci sopra. Una volta in pochi leggevano e gli altri blateravano nei bar. Ora TUTTI “leggono“, ma in realtà guardano solo titoli e immagini (i finti labiali e le maglie Juve), nessuno ha tempo, voglia e capacità di approfondire, capire e confutare. In questa velocità c’è una perversa uguaglianza delle fonti: l’analisi di un esperto o di un giornalista serio ha sul web la stessa dignità di un pezzullo di un non-giornalista che riporta frasi sguaiate di un signor nessuno. Pari dignità, autorevolezza e credibilità per il lettore che “legge” e si (dis)informa: informazione di qualità accostata a catene whatsapp o post anonimi di Facebook.

L’informazione fake e scadente ha poi maggiore presa: facile, diretta, scandalosa, monodirezionale. Le faticose argomentazioni sono meno lette di un sciocchezza detta su un’infima radio locale. Un tempo alcune dichiarazioni avrebbero avuto il (giusto) peso di una scorreggia nel vuoto pneumatico, ora hanno più visibilità (e clic) di interventi autorevoli e non sono dissimili da frasi di ex-decani del giornalismo o post di queruli haters travestiti da opinion leaders. 

Queste dinamiche della comunicazione e del dibattito attraverso i social network -che rilanciano e distorcono ancora di più le stesse news scadenti-, hanno contribuito a radicalizzare e polarizzare le posizioni in un contesto in cui non si punta a comprendere visioni diverse o convincere qualcuno. Lo scopo è rafforzare le proprie idee fasulle e distruggere (“blastare”, “asfaltare”) quelle avverse

Accade in tutti gli ambiti -politica, economia, cultura-: disinformazione e accelerazione/aggregazione di news e fonti e polarizzazione/radicalizzazione di opinioni e posizioni.

In Italia poi c’è una differenza.

Come disse Churchill: “Gli Italiani considerano la guerra come fosse una partita di calcio, e una partita di calcio come fosse la guerra”. Ecco perché la Juventus, dopo un decennio di dominio assoluto, ora è più che il Nemico di una guerra totale, è diventata l’origine e il concentrato di tutti i mali, a tutti i livelli e in tutti i campi. Pandemia Juventina.