La panchina dell’Under 23: chi c’era, chi c’è stato e chi continuerà ad esserci?

di Danilo Salvato |

La Juventus Under 23 nasce con l’obiettivo di costruire una vera e propria palestra del talento. Il processo è semplice: prendere giovani promettenti e lanciarli nel professionismo della Serie C, una categoria complicata e competitiva, dove si lotta e si combatte fino all’ultimo punto con calciatori “veri”. Un campionato che garantisce una crescita più veloce rispetto a quello Primavera. Un progetto ambizioso che non limita il suo raggio d’azione ai ragazzi in campo ma anche a coloro che hanno il compito di guidarli dalla panchina.

In un mercato sempre più competitivo, raggiungere i palcoscenici più importanti del calcio europeo rappresenta un’impresa difficile per ogni allenatore emergente. Le seconde squadre dovrebbero arricchire il loro background ed allo stesso tempo fungere da vetrine importanti per consentire ai mister di esprimere al meglio il proprio credo di gioco e la propria personalità. Negli altri grandi campionati europei non mancano di certo esempi che confermano come i club siano sempre più inclini a modellare l’allenatore del futuro trasferendogli valori e modus operandi durante la sua esperienza in seconda squadra, per poi affidargli la gestione della prima. Basti pensare all’allenatore che, forse, più di tutti ha condizionato e modificato il gioco del calcio nell’ultimo decennio: Pep Guardiola. Lo spagnolo dopo appena una stagione al Barcelona B viene promosso in prima squadra per il dopo Rijkaard riuscendo a vincere tutto ciò che era possibile. Esempio più recente, invece, quello di Zinedine Zidane che dopo 18 mesi come allenatore del Madrid Castilla viene scelto per sostituire Benitez e salvare la stagione blanca. Scelta azzeccata considerando i molteplici titoli che le Merengues hanno conquistato da quel momento. Scelte rischiose ma efficaci. E gli allenatori della Juventus Under 23?

Mauro Zironelli

Il tecnico friulano, dopo aver sbalordito tra i dilettanti approda nei professionisti trascinando il suo Mestre in Lega Pro, vincendo e convincendo. Ricerca ossessiva del possesso palla, manovra veloce e gioco votato all’attacco ne fanno uno degli allenatori con più appeal della categoria, soprattutto per un progetto nuovo e che ha come obiettivo la crescita dei giovani. Un anno difficile, caratterizzato da poche vittorie ma che pone le fondamenta per lo sviluppo di ogni singolo calciatore nonché del disegno nel suo complesso. Dopo l’esperienza bianconera la sua carriera non decolla, una breve esperienza a Modena dove raccoglie appena 15 punti in 16 partite, pochi per chi punta a salire di categoria. Dopo un periodo di inattività a ottobre 2020 l’allenatore firma con la Sambenedettese, sostituendo proprio una bandiera bianconera, Paolo “Pigna” Montero, con la consapevolezza che dovrà fare qualcosa in più per confermare le aspettative sul suo conto e meritarsi un posto ai piani alti.

Fabio Pecchia

La sua carriera iniziava in Serie B con il Gubbio, molto probabilmente, quando non era ancora pronto. Esonerato dopo 10 partite, si rimbocca le maniche ed inizia la sua esperienza come Vice di Rafael Benitez: prima a Napoli, poi a Madrid e Newcastle. Dopo una gavetta di tutto rispetto gli viene affidata la guida del Verona con cui raggiunge la massima serie al primo anno, seppur il suo credo calcistico non viene mai pienamente apprezzato. In seguito alla breve esperienza giapponese, abbandonata per motivi personali, arriva alla Juventus Under 23 conducendo un campionato da protagonista e agguantando la storica conquista della Coppa Italia di Lega Pro. Nonostante ottimi risultati, sia come trofei che come numero di ragazzi lanciati in prima squadra, Fabio Pecchia è in cerca di panchina e nessuna società, per il momento, sembra voler puntare su di lui.

Lamberto Zauli

Il percorso dell’ex trequartista è alquanto altalenante, molte esperienze nella terze serie, condite da altrettanti esoneri. Dopo la stagione al Teramo in Lega Pro, decide di dedicarsi alle giovanili dove sembra aver trovato la sua dimensione centrando la promozione con l’Empoli. Due anni in Toscana sono sufficienti per attirare l’attenzione della società bianconera che lo sceglie per guidare la Prima. L’allenatore al momento ha conquistato 13 punti in 9 partite nel Girone A di Serie C. Un’ annata certamente complicata a causa della pandemia, con l’augurio che il futuro di Zauli possa essere diverso, rispetto a quelli dei suoi predecessori.

E poi c’è Pirlo…

Percorso inverso e certamente più veloce, rispetto ai suoi colleghi che si sono seduti sulla panchina bianconera quello di Andrea Pirlo. Il “Maestro”, infatti, fu ufficializzato alla guida della Juventus Under 23 il 30 luglio e presentato il giorno dopo dal presidente Andrea Agnelli come il futuro allenatore della Juventus. Quando la competenza incontra l’opportunità tutto è possibile, solo 9 giorni dopo il campione del mondo è stato “promosso” per riportare quello stile Juve che tanto è mancato nella stagione vincente ma per nulla convincente di Maurizio Sarri. Un processo rapido, ambizioso e rischioso che rispecchia a pieno la lungimiranza di una società orientata al futuro ma che non perde mai di vista il presente. Un percorso diverso rispetto a Zironelli, Pecchia e Zauli, ma che ci auspichiamo più duraturo, perché vorrebbe dire ricco di successi per la nostra Juventus.


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