Il pallone è nostro: chi va in campo dimostri chi è!

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Il pesce puzza dalla testa. Questa sera però nessuno può avere alibi, i calciatori per primi perché è ugualmente vero anche l’altro vecchio detto che “l’allenatore è importante ma in campo ci vanno i calciatori”.

Non può essere sempre e solo colpa del mister, si svilisce il lavoro, le tecnica e l’intelligenza di 23 professionisti che non sono telecomandati dalla panchina come fosse la PlayStation, ma agiscono autonomamente e che, quando hanno voluto, ci hanno incantato.

Ci si aspetta quindi di più da tutti quei 16 che entreranno in campo perché con la Lazio, dopo i risultati delle altre, le chiacchiere stanno a zero. Un’altra volta, incredibilmente.

La squadra non sarà formato dal nostro personalissimo Dream Team, ma basta e avanza per poter battere questa Lazio e cominciare a pensare come mettere la testa su una Champions che, senza dover arrivare alle squadre ostiche che ci ha riservato l’urna, potrebbe riservarci anche qualche brutta figura fin da subito.

Con questi stimoli e per certe partite debba bastare il famoso occhio della tigre che solo un giocatore può avere, a prescindere da chi c’è in panchina e che non può e non deve mancare, a prescindere da chi c’è in panchina! Il bello di essere una Squadra è che tutto deve funzionare e ognuno deve dare il suo. Tutti, non solo l’allenatore, non solo i calciatori.

E’ tempo anche per noi tifosi di abbassare i battiti e di fare tutti insieme un passo avanti, non è tempo di fare i conti, arriverà anche quel momento… ma non è oggi. Mettiamo da parte polemica e pregiudizi, su questo o quel giocatore (che comunque non ci è mai piaciuto, a prescindere dal mister, diciamoci la verità) e non cadiamo nel tranello di chi da 9 anni ci guarda dal basso e che per spirito di sopravvivenza umano, qualcosa, per forza, ce la dovrà pur dire.

Non dimenticatevi, c’è chi da 10 anni che tutto quello che alza è… la tavoletta del wc, per evitare che la moglie lo sgridi, proprio mentre Barrow segna l’ 1-2 del Bologna in 10 a San Siro. DIECI ANNI (provate a ripetervelo ad occhi chiusi mettendo a fuoco).

C’è chi si tatua la Coppa Italia.
C’è chi ne ha 7 in bacheca… ma di anni consecutivi sul divano il martedì e il mercoledì.
Insomma, è tutto nelle nostre mani, una volta di più, il pallone è nostro e siamo noi a fare il bello e il cattivo tempo, a casa e in campo.

E allora forza ragazzi, tutti e 16, nessuno escluso, dovete pensarci voi, com’é giusto che sia, perché il pesce puzza sì dalla testa ma solo “chi corre può fare di te la squadra che sei”!

di Guido Tolomei