PAGELLIBUS / Tottenham-Juve 1-2: Veni, vidi, vici

di Willy Signori |

Buffon 5
Qualche bell’intervento all’inizio poi il tuffo goffo da gatto di marmo che non gli permette di arrivare a prendere la ciabattata centrale di Kim Jong Son. Nel secondo tempo è attento anche se sul palo i riflessi sono quantomeno rivedibili.

Barzagli 6
Soffre il maledetto coreano come il coyote soffre beep beep. Da terzino non convince, ma non da stasera e la colpa è di chi ancora lo mette esterno contro ragazzini che hanno la metà dei suoi anni e corrono il doppio. Quando passa centrale (sempre troppo tardi) soffre molto meno e alla fine il salvataggio che vale come un gol.

Benatia 5
Nervoso e spiazzato dall’uragano che lo travolge si comporta come Begbie al pub con la bicchierata: mena dò cojo cojo. Entrato “cionco”, sacrificato da Allegri.

Chiellini 7
Assolutamente fuori fase come tutta la squadra in quei 60 minuti di disordinata follia, sempre in ritardo, sempre dietro, sempre a rincorrere con la lingua di fuori e con le braccia sempre pericolosamente larghe. Nel secondo si prende la cattedra e anestetizza Kane ammansendolo.

Alex Sandro 6,5
Dietro è pulito anche nel momento (momento si fa per dire…) peggiore del match, poi la fascia sinistra diventa roba sua.

Khedira 5,5
Ormai è un caso: in mezzo al centrocampo non si vede mai. Gli uomini di Pochettino gli girano intorno, sopra, sotto e lui si limita a girare la testa come ad una partita di tennis. Praticamente si gioca in 10, impresentabile a certi livelli.
Essendo però un giocatore di classe superiore quando tocca il pallone ancora è letale e mette un assist perfetto per Higuain che ribalta totalmente la partita, e la qualificazione.

Pjanic 4,5
Che bruttura… peggiore partita in maglia bianconera. Non ne azzecca una (il centrocampo del Tottenham si prende gioco con disarmante facilità dei 3 della Juve), si innervosisce, mena rischiando il rosso e prendendo il giallo che gli farà saltare i quarti (anche se quando viene ammonito la CL 2017/18 sembra finita). Migliora un po’ quando cambia la scena e c’è da difendere il vantaggio.

Matuidi 6
Ovunque, si danna per 3 visto che Pjanic è sequestrato e Khedira in moviola. Salva una palla su Kane pazzesca, uno dei pochi a reggere il ritmo degli Spurs anche se spesso disordinato e casinista.

Dybala 6,5
Primo tempo intermittente ma di quelle intermittenze che quando è presente rimpiangi l’assenza (voto 2)
Nella ripresa si sveglia e mette, da convalescente, il secondo gol/macigno in 2 partite.
Due gol che valgono molto più dei risultati ottenuti.

Higuain 7,5
Decisivo nella partita che conta. Non si perde, non sparisce, non molla.
Segna il gol del pareggio (non era facile, la tocca in maniera sublime) fa una cosa da capitano, che emoziona sempre: si mette il pallone sotto braccio dopo il gol e lo riporta a centrocampo e 2 minuti dopo mette l’assist perfetto per Dybala. Fantastico trascinatore.

Douglas Costa 7
È l’unico vivo in mezzo agli zombie della prima tragica ora. Si guadagnerebbe un rigore che l’arbitro non vede, spinge e spaventa. Giocatore dalle potenzialità incredibili.

 

Asamoah 6
Più palleggiatore di Matuidi, gioca con più fosforo il pallone, corre meno ma pensa di più.

Lichtsteiner 7
L’uomo che non ti aspetti, ribalta la partita con un assetto meno scriteriato e uomini messi nei loro ruoli. Si prende i palloni, le responsabilità, si lancia in avanti con intelligenza antica, entra con merito nell’azione del pareggio.
L’uomo giusto al momento giusto, nel tempio del football per il suo addio al calcio (o forse no?)

Sturaro sv
Non si estranea dalla lotta.

 

Allegri 7
Mette in campo la formazione che sembra più logica, anche se direi che l’esperimento “Barzagli terzino” si può dichiarare ufficialmente concluso e fallito per sopraggiunti limiti di età.
Ma la Juve non c’è e gioca uno dei peggiori primi tempi degli ultimi 7 anni, il peggiore in Europa con Allegri timoniere: reparti scollati, sembriamo una fisarmonica inceppata col mantice che non si richiude e in quella desolazione banchettano senza creanza gli Spurs. Uomini fuori posizione, calci da fermo buttati via regolarmente, condizione fisica allarmante per una squadra che da agosto viaggia col mantra “vedrete a marzo” mandato a memoria manco fosse il motto o lo sponsor sulla maglia.
Nel tempio del football assistiamo ad un primo tempo che è una messa nera… una spremuta di Juve, col Tottenham che fa da estrattore e si beve il succo che esce dalle nostre bellissime maglie.
Si comincia a pensare al campionato, agli squalificati che salteranno la prima partita del girone 2018/19. Si riparte un’ora dopo con la solita solfa, gli inglesi comandano e noi subiamo come Rocky contro Ivan Drago… ma “non fa male!” stavolta non lo dice nessuno.
Poi l’epifania, la folgorazione di sant’Allegri da Livorno a cui appare la scritta “in hoc signo vinces” che tradotto dal greco antico significa “metti Lichtsteiner terzino e sposta Barzagli in mezzo”.
Da lì in poi quello che accade sfugge alla logica: la Juve diventa concreta, offensiva improvvisamente e in 3 minuti ribalta il risultato e fa gioco partita incontro.
Il Tottenham è stordito, deve capire cosa stia accadendo, deve pensare a buttarsi in avanti per recuperare senza beccarsi la mazzata che chiuderebbe il discorso.
Il calcio è semplice e inspiegabile: uomini messi ai loro posti, inerzia ribalta, reparti che si stringono di nuovo, la fisarmonica riprende a suonare, l’estrattore inglese becca il nocciolo della Juve, che è duro “tosto” come un sasso e si rompe il meccanismo.
E così la Juve di Allegri torna da Londra come Andy Dufresne, “che attraversò un fiume di merda e ne uscì fuori pulito e profumato”. Andy Dufresne, diretto verso il Pacifico, la Juve diretta verso i quarti di finale, tra le migliori 8 d’Europa.
Questa Juve non muore mai, dimostra per l’ennesima volta che si può vincere anche quando gli episodi arbitrali girano storti e aspetta il sorteggio, sperando che le condizioni fisiche siano migliori tra un mese, quando ci giocheremo l’ingresso tra le top 4.