PAGELLIBUS / Torino-Juve 0-1: forza vecchio cuore bianconero

Szczesny sv
Assente giustificato. Il toro, quello del vecchio cuore, del tremendismo, dei valori, delle fatine volanti e favole affini, non lo impegna mai.

De Sciglio 6,5
Il ragazzo si sta facendo. Pulito su ogni intervento, ottimo coi piedi, bravo quando capisce che è il momento di sprecare il giallo.
Sembra uno uscito con successo da una clinica di disintossicazione che ha voglia di raccontare la sua storia al mondo… come diceva Jannacci:
“E sarà ancora bello
Quando guardi il tunnel
Che è ancora lì vicino e non ci credi ancora
Ne sei venuto fuori e non ci credi ancora
E ci hai la pelle d’oca e non ci credi ancora”

Rugani 6,5
Buon per lui che Belotti sia in giornata stitica e non becchi un pallone che sia uno, anche grazie alla sua guardia da mastino (lui ci mette i denti, Chiellini la bava).
Chiude bene ed è il forte dei due centrali, prestazione buona, dopo il letargo forzato.

Chiellini 6
Casinista professionista, la mette sul fisico vincendo tutti i contrasti.
Si lancia talvolta in fughe per la vittoria come già visto a Firenze ma con inferiori risultati, stavolta niente gerarchi nazisti in piedi e niente standing ovation.
Soliti lanci in tribuna per gradire invece.

Asamoah 7
La fascia sinistra della Juve è un meccanismo oliato che trapassa la resistenza tremendista granata. Asa torna su livelli antichi, sfiora il gol, è perfetto in entrambe le fasi.

Khedira 5
Cercasi Sami disperatamente… “who’s that pirl?”
Poche apparizioni, ma mai miracolose. 0 tiri 0 assist o dribbling 0 intercetti, 30 passaggi.
La bussola che ha impiantata nel cervelletto gli conferisce un’intelligenza superiore e gli permette di trovarsi spesso al punto giusto, in una giornata tuttavia tranquilla in cui il centrocampo granata pascola per il terreno.

Pjanic 6
Come descritto sopra, la scarsa pressione del Torino incide e lui si adatta: bassi ritmi nel primo tempo, una bottarella di vita il secondo ma niente di che. Si mette però a fare la massaia in mezzo al campo, rassettando la manovra come si fa con la cucina.

Sturaro 6,5
Schierato nei 3 di centrocampo se la cava più che bene, facendo gridare al miracolo molti. Il rischio di confonderlo con Rincon era scongiurato dal colore delle maglie, Stefano ci mette del suo correndo come una lepre dietro a tutti ma con sobrietà, ragionando. Riesce anche a tenere il pallone tra i piedi più del solito e delizia il pubblico con un colpo di tacco dei suoi tanto da far sembrare la sua prestazione una puntata di Altered Carbon.

Douglas Costa 6,5
Parte come ala destra per il gabbiano Gonzalo, poi passa come falso centravanti dopo 15 minuti, in generale svaria per tutta la zona avanzata finendo spesso anche a sinistra: in pratica la carriera di Capezzone al contrario.

Higuain sv
Sirigu lo placca dopo un quarto d’ora e col suo corpicione lo secca al primo contatto.

Alex Sandro 7
Esterno basso morale basso, esterno alto morale alto. Prestazione direttamente proporzionale alla posizione assunta in campo, AS ritorna lui, diverte, si diverte, ridicolizza De Silvestri con un sombrero che ricorda Cafù in un altro derby.
Imprendibile, gestisce tempi e ritmi a piacimento. Ah… e poi segna il gol.

 

Bernardeschi 7
Acciaccato entra dopo 15 minuti per sostituire Higuain nell’11 ma Costa nello schieramento. Si dimostra uomo prezioso e prezzemolo finendo in mezzo a quasi tutte le situazioni pericolose: assist per il gol, un altro per Dybala.
Strepitosamente “Ozilico” (cit Scutiero)

Dybala 5,5
Spreca 3 occasioni buone buone, gli manca la confidenza, la ritroverà presto.

Lichtsteiner sv

 

Allegri 7
Nessuno poteva saperlo che Higuain si sarebbe fermato subito, tantomeno sperarlo.
Bravo il mister e lo staff a far scaldare 12 giocatori; Bernardeschi è subito pronto e si vede.
Oggi Allegri azzecca tutte le mosse, non ripropone un centrocampo a groviera, non abbandona l’assetto più redditizio, avanza Alex Sandro ad ala dove rende al meglio.
Era difficile tirare fuori una formazione sensata con quelli a disposizione perché va bene la panchina lunga ma pure l’infermeria è bella nutrita. Il rischio concreto era quello di andare in campo con una squadra di gente che si adatta a giocare in altre posizioni rispetto alle consuete ma si sa… il passo da adattati a disadattati è brevissimo.
La stazza di Sirigu e la caviglia di Higuain hanno ingigantito l’effetto difficoltà, bravo sempre Allegri a ridisegnare logicamente gli 11.
Uscire con 6 punti da Firenze e dal derby nella settimana della Champions è un risultato notevole e un trappolone schivato, unica pecca l’aver lasciato la partita aperta fino all’ultimo, in uno dei derby più paciosi di sempre, contro un Torino ordinato ma evanescente.

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