PAGELLIBUS / Roma-Juve 0-0: La settima meraviglia

di Willy Signori |

Szczesny 6
Praticamente inoperoso. Bravo a lui che ha accettato un ano da secondo, a scaldarsi la numero 1 2018/19

De Sciglio 6,5
Controlla bene El Sharawy anche se con la lingua di fuori, almeno per 45′, poi le acque si sono calmate.

Barzagli 7
A 37 anni è ancora il mastro di chiavi della difesa. La roma parte bene, lui chiude la porta col catenaccio.

Rugani 6,5
Prende bene le misure a una bestia come Dzeko, not bad.

Alex Sandro 6
Under ogni volta che mette la freccia nel primo tempo lo brucia senza appello. La partita dura 71 minuti e lui si barcamena.

Matuidi 5
Gli vediamo sbagliare cose che non sono accettabili per un giocatore di serie A; appoggi, passaggi a 5 metri, sponde. Da un po’ va così. Va bene che non doveva nemmeno giocare, ma sarebbe anche il suo lavoro.

Pjanic 5
Il voto è arrotondato per eccesso, molto eccesso. Sbaglia tanto, si addormenta col pallone tra i piedi e rilancia i suoi ex compagni. Come ha detto qualcuno: “grande operazione di Monchi il ritorno alla Roma di Pjanic”..

Bernardeschi 6
Ancora fiacco ma volenteroso. Che sia diventato definitivamente un giocatore della Juve lo capisci da come si avvelena per ogni pallone, ogni rimessa laterale.

Dybala 6,5
Secondo tempo, come mercoledì, in crescendo totale. Tiene il pallone e lo difende come una tigre difende i piccoli, si prende mille falli, fa salire una squadra che sale alla velocità del bradipo. Il gol in mezzo fuorigioco (giusto annullarlo) è un pezzo di bravura rara.

Mandzukic 5
Altro voto approssimato per eccesso. Allegri ha detto che quando entra è sempre un disastro… a volte anche da titolare. Probabilmente rispetto all’anno scorso rappresenta il più grosso downgrade della rosa e la partita anemica di stasera è un ottimo riassunto della stagione.

Higuain 5,5
Un grande lancio, per Dybala, un liscio davanti ad Alisson. Partita complicata, anche per il piano-gara che era chiaramente un piano-cottura per il biscotto. I conti di stagione li facciamo col Verona.

 

Douglas Costa 6,5
Dopo 60 secondi è già il migliore in campo, peccato che la partita da quando entra, duri solo 2 minuti.

Bentancur sv

 

Allegri 6
Partita furba, paracula, da “quanto basta”, allegriana:
La Roma deve chiaramente fare un po’ di teatro inizialmente e gioca meglio la partita, la prova a vincere anche se le conclusioni sono poche. La Juve si tiene senza manco troppa fatica. Nel secondo tempo la musica cambia, ma solo un po’, fino al 68°: Nainggolan si becca il secondo giallo e Allegri fa manda un chiaro messaggio  alla Roma “a noi il punto ci basta, se va bene anche a voi s’abbracciamo, sennò vi facciamo male”. Di Francesco strizza l’occhio: s’abbracciamo.

Serviva un punto, è arrivato un punto. 100% succo di Allegri.

Siamo quindi allo scudetto numero 36 per la contabilità juventina, 34 per quella dell’albo d’oro (che comanda come la briscola) ma soprattutto il settimo di fila, uno dei più belli di sempre perché sembrava perso appena 3 settimane.
Il quarto per Allegri che in alcuni momenti si è complicato la strada da solo, non tanto per la vicinanza dal Napoli, a cui va reso tutto l’onore delle armi per quello che ha fatto, ma per aver dato l’impressione di non aver sfruttato tutto il potenziale di questa rosa straordinaria che troppe volte ha speculato sul gol di vantaggio pur avendo una potenza di fuoco come mai prima d’ora (110 gol in stagione). Una squadra che ha cavalcato la giocata del singolo piuttosto che accompagnarla.

Una stagione potenzialmente da zero titoli si è trasformata in una bellissima stagione da celebrare. Quindi celebriamo.