PAGELLIBUS / Napoli-Juve 3-2: Gonzalo e quel silenzio del SanPaolo che si è sentito fino a Torino

di Willy Signori |

Neto 4
Fini al minuto 61 fa una partita da 7, con interventi perfetti e nel caso di Callejon provvidenziale. Riapre virtualmente la partita con quel liscio che serve l’assist e Mertens per il 2-2 e resuscita il Napoli tramortito, costringendo la Juve ad un finale stressante. Preoccupante perché va giù di testa dopo quell’errore.

Dani Alves 5,5
Soffre Insigne che gli gira intorno, ma lo costringe spesso al giro largo. Non spinge quasi mai.

Bonucci 6,5
Senza patemi, agisce da centrale e da regista. Milik è tenuto a bada. E in generale ferma chiunque gli passi davanti.

Benatia 5,5
Va un po’ in difficolta, si fa saltare come un birillo da Calljon. La Juve lo riscatterà, a patto che la smetta di comportarsi da ostaggio.

Alex Sandro 6,5
Orfano di Sturaro che vive spaesato come nella famosa gif, spinge qb, ma sempre in maniera significativa. Gran numero nell’azione dell’1-2. Gestisce alla grande il confronto con Zielinski e Callejon che lo mettono alle corde, o almeno ci provano.

Rincon 6
Il gol che si divora a inizio partita è il viatico per la scomunica di ogni tifoso bianconero davanti alla porta. Tantissima quantità, si fa volere bene come la compagna di classe che ti fa gli occhi dolci e ti passa i compiti a scuola, ma a te piace un’altra.

Khedira 6
Diga efficace e silente davanti alla difesa e prima opzione quando la Juve riconquista palla. Altra prestazione di grande spessore dopo domenica.

Cuadrado 7
Spina nel fianco, non è Lemina (che aveva giocato domenica nel suo ruolo), Ghoulam non sa più che santo bestemmiare per tutte le volte che se lo trova davanti. Bravo ad allargare le maglie del Napoli, che era il disegno di partita del mister. Infine perfetto nell’assist a Higuain.

Dybala 5
Opaco, pochi palloni gestiti così così, tranne quello da cui nasce il secondo vantaggio. Peggiore in campo.

Sturaro 5,5
Nella ripresa esce dai radar, ok, non è la sua posizione, gli va riconosciuto il merito di aver contenuto, anche se a fatica, Hysaj.

Higuain 8,5
Tu fischia che io canto. Gonzalo è intimidito dai fischi del SanPaolo, probabilmente se non lo fosse stato ne avrebbe fatti 4.
Straordinario il primo gol nella velocità di reazione e pensiero, la precisione da biliardo nel mettere la palla dove il bell’addormentato Reina non può arrivare. Il secondo è da mandare a memoria: inserimento e tiro perfetti.
Dicevano che era sparito. Era, appunto.

 

Pjanic 5
Entra a gestire il traffico e ci riesce, nel marasma però il voto è per il giallo che prende e gli farà saltare la finale.

Barzagli 6,5
Per questo aveva lasciato il ritiro della nazionale anzitempo: per farsi sto quarto d’ora finale della seconda trasferta partenopea. Non molla un cm, un pallone, un metro cubo d’aria. Si piazza a blindare la difesa come un buttafuori all’entrate di un locale, e chiude le porte.

Lemina sv

 

Allegri 7
Meriterebbe 9 per la conferenza stampa (in Italia attualmente è il top per quanto riguarda la comunicazione), ma veniamo ai meriti di campo:
Terza finale di coppa Italia, mai nessuno come lui.
Paga la strategia di domenica, è un’altra Juve quella che scende in campo, altra mentalità e strategia. Dispone del Napoli come vuole, coi tempi che ritiene più opportuni. Emblematico l’inizio del secondo tempo: pareggio degli azzurri, la Juve riprende in mano il gioco e va a segnare il 2-1.
Al resto pensa Neto che ci ricorda il famoso adagio allegriano “quando si esce da una partita è difficilissimo rientrarci”
Alla fine possiamo dirlo: aveva ragione lui, ha avuto ragione lui.