PAGELLIBUS / Monaco-Juve 0-2: Montecarlo Gran Casinò

di Willy Signori |

Buffon 8
L’ennesimo clean sheet stagionale (alla presenza 100 in Europa) è in gran parte merito suo. Il primo tempo prende in pancia un tiro al volo dopo inserimento perfetto di Mbappé. Qualcuno dirà “ha sbagliato il francese”. Sarà ma non è un caso se Gigi si fa trovare sempre al posto giusto… si chiama piazzamento.
Altro gioiello poi al 90º

Barzagli 6,5
Primo tempo fa fatica contro i ragazzini del Monaco che potrebbero essergli figli, poi se la cava come sempre d’esperienza, la marea si abbassa e gestisce senza ansie i ritmi degli avversari storditi dalla doppietta di Higuain.

Bonucci 6,5
Tiene alta la testa riuscendo a cavarsela senza patemi, tranne forse all’inizio nella fiammata monegasca. Leonardo è un altro di quei giocatori che fa sembrare le cose semplici, per cui, almeno in patri, verrà sempre sottovalutato.
Prende un giallo che molto probabilmente ci farà passare i 90 minuti del ritorno con la strizza.
Errata Corrige: dallo scorso anno la regola è cambiata, servono 3 gialli per saltare la finale. La squalifica scatterebbe solo in caso di rosso nella partita di ritorno (per questo tifiamo tutti per la rissa al Calderon…)

Chiellini 6
Un paio si svarioni da batticuore, poi la solita grinta e concentrazione è una decina di porte sbattute senza pietà in faccia agli attaccanti di Jardim, mancava solo il gesto del dito alla Dikembe Motumbo “not in my house”.

Alex Sandro 5,5
Sembra Evra. E potremmo fermarci anche qui.
Poco audace in avanti, incartato dietro.

Pjanic 6
Centrale nel gioco della Juve, il fulcro. Nel primo tempo in uscita però è lento e soporifero come un simposio di Saviano. Questo dolce dormire costa un paio di pericoli. Partita di estremi: è il primo per palloni persi e recuperati.

Marchisio 6,5
Avrebbe meritato il gol, per il calvario passato. Resta una partita piena, spessa. Palloni giocati tutti bene e regge i ritmi alti che il Monaco prova a imporre.

Dani Alves 8,5
LEADER.
2 assist che pesano come 2 gol: tacco di dio e lancio al millimetro per l’argentino là davanti (deja vu).
L’uomo delle stelle, quelle della CL…


Bei tempi quando lo si poteva maledire perché troppo “gigione”.

Dybala 7
Diobala. Giochi di prestigio, sparizioni apparizioni. Colpo al cuore quando si tiene l’inguine, per fortuna era un gesto scaramantico. Il trucco sul primo gol è da lustrarsi agli occhi.

Mandzukic 5,5
Anonimato, sembrava un pentito che rilascia un’intervista, mancava solo il viso oscurato e la voce camuffata.

Higuain 7,5
Doppietta dell’uomo “mai decisivo quando conta”
Inizia bolso, goffo come se avesse la sciolta, un paio di incontri ravvicinati col pallone da periodo della vita “non la butto dentro manco con le mani”.
Però è Higuain, non perdona due volte e su due pepite di Alves fa la cosa per cui è stato pagato: la mette dentro.
In questa occasione però vale la pena fare una riflessione su di lui: l’impressione che si ha guardandolo nelle ultime uscite è che la spia della riserva sia accesa, fissa sul rosso.
Il ricordo vola immediato a 2 anni fa e a un altro argentino che arrivò spompato alla finale di champions. Forse, visto da fuori, con lo scudetto in fase di incasso sarebbe il caso di metterlo sotto vuoto, conservarlo per le prossime (speriamo) 2 partite di coppa campioni

Cuadrado
Il grande escluso della vigilia entra a 15′ dalla fine, ha un pallone buono e semina il panico in area, solo Subasic alla disperata lo ferma.

Rincon sv

Lemina sv

 

Allegri 8
Col Monaco solito inizio ruggente, da partita che sembra facile, poi gli altri si svegliano e si balla un po’. Ci siamo passati varie volte ormai.

Andrebbe studiata la precisione chirurgica con cui la Juve affronta ogni partita con la forza necessaria per arrivare in porto, più un altro metro e basta.
Allegri ne esce come uno di quegli ingegneri che calcolano quanto carburante caricare negli aerei: il giusto quantitativo, più un tot di sicurezza, poi stop.

Alle ore 18 la sua scelta di tenere fuori Cuadrado fa urlare al “cagon!!!” mezza Italia bianconera… in realtà si rivela la scelta azzeccata, tanto per cambiare: Barzagli terzino blocca o quantomeno inibisce Lemar, Dani Alves esterno dove avrebbe dovuto giocare il colombiano fa la partita straordinaria che tutti abbiamo visto. In conferenza poi dirà candidamente di averci pensato un attimo dopo l’ammonizione di Khedira al Camp Nou…

Non è una squadra che ruba sempre l’occhio, non è l’album che ti piace al primo ascolto, il vino invecchiato che puoi bere senza lasciar ossigenare. Non è una squadra semplice da capire, soprattutto per gli avversari. Cambia modulo in pochi secondi, ribalta situazioni di gioco in un attimo. Sembra addormentata in realtà sta preparando la zampata, è sorniona, a volte indolente, can che dorme da non svegliare. Proprio come il suo allenatore.
PS prossimo impegno: guadagnarsi la finale e preservare Higuain.