PAGELLIBUS / Lazio-Juve 1-2: Non manifesta superiorità

di Willy Signori |

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Szczesny 7
Perfetto sui tiri dei laziali, sul fuoco amico ancora deve lavorarci.

De Sciglio 6
Preciso e ordinato come un boy scout.

Bonucci 6
Si fa male subito poi si trascina mezzora per il campo sciancato

Rugani 6,5
Sbavature contro Immobile (intelligente quando capisce le intenzioni del laziale e va a coprire la porta salvando il gol) ma partita da meccanico che ha voglia di sporcarsi le mani, di buttarsi in mezzo, lasciare il fioretto per prendere la clava.

Alex Sandro 6
Gioca tranquillo perché davanti c’è già l’altro brasiliano a fare casino.

Bentancur 6
Inizia rallentato tipo moviola poi prende bene le misure risultando il più arzillo del disastrato centrocampo bianconero.

Emre Can 4
Una bella camminata lenta per Roma non si nega nessuno. Sembra il protagonista di un lunghissimo piano sequenza di Sorrentino. Che riflesso però sul calcio d’angolo (a proposito: che problemi ha Can coi calci d’angolo?)

Matuidi 5
Lotta e insegue i laziali come un setter inglese corre dietro a starne e beccacce.
Le similitudini col cane da caccia in questione però non finiscono qui: ha anche lo stesso controllo di palla. Sbaglia tantissimo e lascia voragini grandi come le buche delle strade romane.

Douglas Costa 5,5
Il treno del futuro, extra lusso e super veloce lanciato a mille all’ora. Ma non passa per la tua stazione.

Dybala 5,5
Tempi duri per Dybala, costretto a scrivere poesie in trincea.
La cantautrice impegnata che sale sul palco di un bordello: avrebbe molte cose da dire ma tutti da lei vogliono altro.

Cristiano Ronaldo 5,5
Almeno stavolta non sbaglia il rigore, perché il fenomeno sa pesare anche quelli.
Non da mai l’impressione di soffrire la pressione del momento.

 

Chiellini 6
Controlla il traffico intenso, buttandola in caciara ogni tanto, come da manuale del perfetto vigile urbano.

Bernardeschi 7
Di queste prestazioni si nutre, Svaria su più fronti e abbatte le resistenze dei giocatori azzurri. Decisivo il suo strappo nell’occasione del pareggio.

Cancelo 7,5
Cambia la partita come l’alcol cambia una festa.
Gol, rigore, un gol fumato per troppo inutile altruismo, altre occasioni in cui scartavetra i difensori laziali che boccheggiano come tinche per stargli dietro.
Devastate come esterno d’attacco.
Non siamo ai livelli di Cedric Soares ma c’è speranza.

 

Allegri 4
Sbaglia formazione o azzecca i cambi?
E se la risposta per una volta fosse “chi se ne frega?”

La Juve vince in Italia perché è sideralmente più forte delle altre e può permettersi anche di giocare male, senza un senso, può lasciare per 70 minuti buchi neri a centrocampo dove gli uomini di Inzaghi si infilano a meraviglia come in una stargate bianconera che trasporta gli avversari da una trequarti all’altra in un attimo, e vincere lo stesso la partita.
Wallace e Immobile danno una mano sbagliando 2 gol quasi fatti;
scherzano col fuoco e graziano una Juve addormentata ma non morta e alla fine pagano carissimo i loro errori con la tassa più amara possibile nel calcio: perdere giocando la miglior partita possibile contro un avversario che gioca la peggior partita della stagione.

Con questa Juve siamo sempre alle solite: le critiche vanno pesate perché parliamo pur sempre di una squadra che sta tenendo una media irreale, è a + 11 sulla seconda e rischia di chiudere il discorso scudetto prima dell’arrivo della primavera ma… resta sempre quel “MA…” che per alcuni è incubo per altri è pippa mentale:
Si può giocare così male con una rosa del genere? Si può aspettare un’ora e 10 per capire che Can davanti alla difesa non ci può giocare?
Si deve mortificare il talento di Dybala ancora per molto tempo?
Giocare “bene” con principi ordinati e ripetuti oggi aiuta a giocare meglio domani.
Il pericolo invece è che affidarsi costantemente solo alla stella dei singoli accontentandosi della mediocrità, del minimo indispensabile, della ricerca estrema del limite più basso di giri che il motore bianconero può fare avanzando lo stesso, in una sorta di avarizia tattica, instauri un pericoloso circolo vizioso da cui è difficile uscire e senz’altro impossibile farlo da un momento all’altro.
Non inizieremo a giocare “bene” tra un mese automaticamente solo perché si scalda l’aria, la preoccupazione è tutta qua.