PAGELLIBUS / Juve-Valencia 1-0: Il mago Cristiano

Szczesny 7
Braccio di marmo e riflessi da Neo di Matrix sulla fucilata di Diakhaby per cucirgli il numero 1 sulle spalle, direttamente sulla pelle.

Cancelo 8
Top player. Destra o sinistra, davanti o dietro, bosco o riviera… è dominante, sempre.

Bonucci 6,5
In questo momento gli tocca il ruolo di Sancho Panza a fare da scudiero a Giorgio Quijano. Allegri dice che ha saltato un anno; non vale solo per la fascia di capitano.

Chiellini 7,5
Insuperabile. Non perde MAI la bussola. Ha raggiunto un livello che rasenta la perfezione.

Alex Sandro 6,5
Molto ordinato, finché è rimasto dentro.

Bentancur 7
Ultimo mese e mezzo di pura supremazia fisica tecnica e tattica. Non gli mette pensiero avere il pallone tra i piedi, prendere a spallate compagni e avversari per segnare il territorio. Nella collezione possiamo mettere anche l’immancabile cartellino giallo.

Pjanic 5
Se avesse la continuità di un Chiellini, la testa accesa sempre senza avviarsi in modalità provvisoria sarebbe a bussare alle porte dell’olimpo.

Matuidi 6
Un levriero afghano che corre felice nei prati. Per i tecnicismi ci si rivede più in là.

Dybala 6
Nei 3 davanti è l’“io tra di voi” di Aznavour, quello che, di troppo, fa un passo indietro restando imbrogliato nell’ingorgo a croce uncinata che il Valencia organizza volontariamente in mezzo. Va molto di fisico ricordando Spud di trainspotting nella rissa al pub.

Mandzukic 6,5
Cecchino.
Beneficia del sacrificio di CR7 come Puff Daddy beneficiò della dipartita di Notorious Big. Una sorta di simbiosi in cui il portoghese fornisce assist e crea spazi per Mario e lui lo ricompensa facendogli fare le foto col suo cane.

Cristiano Ronaldo 7,5
Diciamo la verità, cosa si prova ad avere il giocatore più forte (o uno dei due) dalla propria parte? È come essere amici di superman.

 

Cuadrado 6
Esilia Cancelo, si prende la destra sostituendo AS gambizzato. Se la cava senza grosse lodi ne infamie.

Douglas Costa SV

 

Allegri 6
L’assurdo del calcio (ma non cosa rara) è che stasera ci troviamo a commentare una vittoria pur avendo faticato di più ma sofferto molto meno che con lo UTD.
Il Valencia è un cane di piccola taglia rognosissimo, innocuo solo in apparenza che rischia di mordere la Juve al tramonto del primo tempo.
Allegri era stato profeta impeccabile: aveva detto “4-3-caos” e caos è stato.
Caos calmo però: la Juve continua a ruminare calcio con la flemma delle vacche nei prati e insegue il risultato come nonno Simpson con la tartaruga
Stavolta non si rischia, ma che sudata (anche per merito degli avversari) portarla a casa. Resta ancora materia per Adam Kadmon come una squadra che produce così tanto converta così poco le azioni in gol.
Ultima tappa in Svizzera a guadagnarsi il primo posto.