PAGELLIBUS / Juve-Tottenham: 2-2 i santi hanno marciato a Torino

Buffon 4
Dolce/amaro, ma alla fine rimane solo l’amaro di una barriera messa un po’ così e lui posizionato in un modo che sembra molto un omaggio a Sportiello.

De Sciglio 6,5
Bravo ragazzo, uno dei pochi. Spinge e difende e non sbaglia nulla.

Benatia 6
Molto bene su Kane, lo limita per quello che si può fare contro uno in stato di gratia plena.

Chiellini 5,5
Lo condannano gli episodi sui gol inglesi, ma combatte alla Chiellini e salva spesso la baracca.

Alex Sandro 5,5
Fa il suo e guai ad andare un cm più in là. In CL decisamente poco.
È come portare fuori la donna a cena per san valentino al MacDonald: è pur sempre un’uscita, ma non memorabile. Soprattutto se alla fine si fa alla romana.

Khedira 2
Dov’è Wally in braille sarebbe più facile che trovare tracce del tedesco in campo.
Peggio di una canzone degli stato sociale. Questi ritmi e queste condizioni bastano a malapena col Benevento, in Europa sono perfette per non raccattare figuracce, ma solo perché nessuno si accorge che sei in campo.

Pjanic 5
In affanno come un sub che si dimentica le bombole; dopo due minuti decide di tornare a riva stile cagnolino. La pressione inglese lo mette in apnea.

Bernardeschi 5,5
Evanescente a parte un tiro. Messo a fare il dirimpettaio di Mandzukic è limitato davanti e scoperto dietro, dove “sai quanti cereali sottomarina si deve mangiare ancora”. Si procura un rigore ma resta la sensazione di potenziale utilizzato male.

Douglas Costa 5,5
Due lampi nella notte, poi il buio di una partita castrata a cercare di fare il Dybala su consegna di Allegri. Sembra masterchef vip dove gente brava in altri campi si cimenta in cucina: si alternano cose pregevoli a sublimi porcherie.

Mandzukic 5
Esce perché zoppo ma gioca come se lo fosse dall’inizio.
Da ampiezza e allarga la difesa inglese quando Costa si accentra nei primi scintillanti 15 minuti, poi la carrozza ritorna zucca e la realtà di un ex attaccante prestato alla manovalanza pedatoria in mezzo al campo torna davanti ai nostri occhi.

Higuain 7
So lonely… ci sono dei momenti in cui la Juve si dimentica di lui.
Inizia da 10 in pagella, poi 2 errori (contropiede e rigore tirato oscenamente) che potrebbero pesare quintali qualora la CL dopo Wembley diventasse passatempo da divano.
Resta l’unico a giocare sempre a pallone.

 

Bentancur 5,5
Fatica, fa quello che può, triste e spaesato come il ragazzo apprendista nipote di Villaggio in “Camerieri”.

Sturaro sv

Asamoah sv

 

Allegri 4
Breve bigino: la Juve gioca 15 minuti, il Tottenham 75.
Allegri ha permesso alla quinta squadra d’Inghilterra di venire ad apparecchiarsi la tavola in casa della Juventus, disponendo del centrocampo subito, terra desolata che i bianconeri hanno abbandonato con troppa accondiscendenza.
Attendere l’avversario e rinculare come i russi può pagare forse in Italia, non certo in Europa dove le squadre che incontri sono mediamente molto più forti di quelle che si trovano in giro per lo stivale.
Non sfrutta, o sfrutta poco, il punto debole del Tottenham nei cambi di campo, da cui tra l’altro nasce il rigore del 2-0.
Due dati che fanno riflettere: la Juve gioca un quarto dei palloni degli inglesi e fa il 33% di possesso palla. Non dicono tutto, non dicono poco.
E di tutti quei 200 circa palloni giocati la maggiorparte sono con la speranza di un coniglio che esca dal cilindro. Un po’ poco per la coppa dei campioni.
Discorso diverso per la condizione fisica: a parte gli infortuni (ovviamente pesano Matuidi Cuadrado e Dybala a scaldare la tribuna) si corre ma a vuoto.
Sembra una maratona fatta dopo un pranzo di matrimonio, la corsetta svogliata all’inizio dell’ora di educazione fisica… d’altra parte cosa vuoi correre se non sai dove andare?

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