PAGELLIBUS / Juve-SPAL 4-1: La Juve di Zeman

di Willy Signori |

Szczesny 6
Mi hanno detto che c’era. Unico sforzo a 10′ dalla fine.

Lichtsteiner 4,5
La ciliegina sulla torta la mette alla mezzora quando nell’ordine: si dimentica di salire e mettere Paloschi in fuorigioco; si dimentica del pallone; si dimentica come si marca l’avversario (con la stazza metà della sua). Gol della Spal.
All’inizio del secondo tempo cerca il bis, ma per fortuna il guardalinee becca i cm di fuorigioco.
Peccato perché aveva cominciato bene, ma poi si rovina. Fa lo stesso effetto di quando alla radio parte una canzone carina con un intro che ti ricorda qualcosa… “Sembra All of my love dei Led Zeppelin” pensi. Poi comincia la strofa ed è Brucerò dei Negrita. Anche no grazie, meglio RadioMaria.

Barzagli 7
Provvidenziale più di una volta, cosa che alle ore 20, col panino con la salamella in mano avremmo fatto fatica a credere, non tanto per lui, quanto per l’avversario. È ancora una sicurezza: avendo 36 anni non so se essere contento o preoccupato.

Rugani 6,5
Preciso e sicuro. Niente di trascendentale la Spal, ma quando l’acqua sale non va in confusione.

Alex Sandro 6
La fascia sinistra con lui e Costa è qualcosa di unico in Italia e raro in europa, godiamocela nelle serate in cui c’è concesso il privilegio di ammirarla.
In un tripudio di over e underlapping (se come me non avete capito una mazza vi rimando qua) i 2 si scambiano alla perfezione e fanno ciò che vogliono su quella striscia. Sandro difende anche discretamente… non senza qualche immancabile svarione. Da ritestare in partite più complicate.

Bentancur 5,5
Non inizia bene, perché si nasconde e quando si fa trovare sbaglia cose non da lui. La notizia positiva è che resta sul pezzo e va in crescendo.

Khedira 6
Per partite come queste basta la presenza.

Bernardeschi 7
Gol da sigla tv, scosciate della Leotta, copertina dell’album figurine Panini ma col colore della maglietta rigorosamente cambiato.
Ottima partita, di carattere cercando la palla e di qualità giocandola bene, resta un mistero il minutaggio tirchio che gli riserva Allegri.

Dybala 5,5
Ormai s’è capito che batte i rigori da 18 metri. Poi è l’imitazione sbiadita di se stesso. Ci si aspetta di più però, anche in serate meno appariscenti, invece sembra che ti stia facendo un favore.

Douglas Costa 7
Cross cross cross. Cross ovunque, cross da dovunque. Tutti perfetti e telecomandati.
Armati da una velocità di gambe e pensiero stile Beep Beep.
Manca la poesia delle romantiche spizzate, ma ce ne possiamo fare una ragione: la fascia sinistra dev’essere sua.

Higuain 6,5
Segna un gol, facciamo 2, corre bene alla ricerca di una forma fisica che sta per arrivare ma rischia di diventare la rincorsa più lunga di sempre. Aveva giocato meglio a Udine anche senza segnare. È l’unico del reparto avanzato che gioca sempre pensando prima di tutto alla squadra. Impossibile non apprezzarlo anche per questo.

 

Cuadrado 6,5
Entra con le idee chiare, non sbaglia quello che deve fare, anche perché è più difficile farlo quando ti arrivano palloni perfetti.

Pjanic 6
È come una secchiata d’acqua fredda in faccia alla vecchia addormentata nel prato.

Marchisio sv

 

Allegri 5,5
Dal vangelo secondo Massimiliano oggi leggiamo il brano della resurrezione:
I nostri hanno riprodotto per l’ennesima volta il miracolo, stavolta resuscitando la Spal, ormai data per morta da tutti.
Questa Juve di Zdenek Allegri versione 2017/18 è un coito interrotto: si parte alla grande, si mette la partita in discesa e poi si va a far festa in anticipo, troppo anticipo.
E così gli avversari si svegliano mentre tu hai già aperto lo champagne.
Il gol preso è colpa di una disgrazia del singolo, il calo di tensione però è generale, come generali sono le disattenzioni che portano ai molti errori che si vedono a centrocampo e che scoprono la difesa.
Stasera all’inizio del secondo tempo Barzagli deve fare un salvataggio alla disperata e poco dopo abbiamo dovuto ringraziare il guardalinee per aver visto il fuorigioco centimetrico di Paloschi altrimenti avremmo assistito ad un’Atalanta bis.

Non basta buttare via il cappotto, almeno non più: con la Spal ti salvi ma quando arriveranno partite più complicate (leggi sabato ma non solo) un attimo di distrazione potrebbe costare salatissimo, in campionato e ancora di più in champions’.
Il mantra è “basta farne uno più degli altri” oppure “mi va bene vincere sempre 4-1”.
La teoria però è che non puoi segnare sempre tanto: a volte fai molti gol, altre volte devi fartene bastare uno (curiosità: l’anno scorso le partite più calde vinte sono state tutte di misura), e finora uno non basta, come raccontano i 10 gol presi in 10 partite.
Allegri sembra averlo capito, speriamo.