PAGELLIBUS / Juve-Pescara 3-0: Higuain come Pieraccioni, Cuadrado è il cane Muttley di Allegri

di Willy Signori |

Neto SV
La vita del portiere è anche questa: serate in attesa di un pericolo da sventare che non arriva. Conta esserci, lui c’era, anche se in caso di totale assenza non se ne sarebbe accorto nessuno

Rugani 6,5
Bravo attento, cresce in personalità. Si perde Caprari a metà pt ma è bravissimo a recuperare la posizione disturbando in maniera decisiva ma pulita l’avversario. Sta nella mischia senza paura.

Bonucci 6
Serata tranquilla come un giovedì sera passato sul divano. Nulla da segnalare.

Evra 6
Difensore nel DNA, prende residenza nella sua metà campo e ci mette le radici.

Lichtsteiner SV
Parte come un treno in stazione, piano piano, poi gli “scismi bellissimi dentro di me” gli impediscono di continuare la partita.
Cose che accadono anche ai migliori, vedi Paulo Roberto Cotechiño.

Khedira 7
La nazionale tedesca è la sua piscina di cocoon; torna rinvigorito come dopo una scarica di adrenalina. Sempre al posto giusto e mai in mezzo ai piedi.
Buona notizia, visti gli impegni all’orizzonte. Nel gol fa l’inserimento che può fare uno che vede calcio con 5 secondi di anticipo rispetto agli altri come dimostra anche la soluzione di tirar di punta.

Hernanes 6,5
Primo tempo più timido poi esce e si impone a centrocampo. Il suo rendimento è anche causa dei suoi compagni che danno a volte l’idea di non fidarsi di lui.
Se si mettesse a realizzare gol del genere più spesso potrebbe anche ambire finalmente a lasciare il titolo di gemello separato alla nascita di Tiago Mendes.

Asamoah 6
All’ennesima risurrezione torna in campo con le bende ancora da sciogliere. In ritardo di condizione (e non vedo come potrebbe essere diversamente) cala nel secondo tempo dove sembra non tirare il fiato coi denti, ma serve il cross del 2-0

Alex Sandro 6,5
Quando parte c’è da salutarlo col fazzoletto bianco in mano: ciao ciao e tanti saluti.
Sgroppa come furia il cavallo del west e semina avversari con leggerezza.
Ancora rivedibile la prestazione quando difende e quindi stasera, siccome manca Dani Alves, tocca a lui ricevere la targa di gigione. Consegna il premio mister Allegri.

Mandzukic 7
Anche lui rinasce dopo la nazionale e stavolta risulta decisivo: assist e gol e un tacco da lacrimoni che apre ad un contropiede poi sfruttato male.
Piedi buoni, grande cuore e testa sopra la media mondiale; non si esce da un periodo complicato come quello che stava passando Mario se non sei fortissimo dentro.

Higuain 5
“Io vi sciupo i rullini, non ci son portato…” diceva Pieraccioni ne i laureati.
Lo ripete Gonzalo al mister che lo fa giocare tra le linee, lontano dalla porta, a sostituire Dybala.
Higuain è ammirevole e ci prova, l’impegno è da applausi ma quel ruolo nonostante la sua tecnica elevatissima non è cosa sua, fa una fatica immane ed è uno spreco tenerlo così lontano da una zona del campo in cui si muove con la naturalezza di un leone nella savana.
Mi ricorda molto mio zio Massimo quando usava la sua BMW nuova per accompagnare le vecchiette a fare la spesa e bestemmiava perché glie la sporcavano.
Verranno tempi migliori.

Cuadrado 6,5
Entra per lo scagazzante Licht e dà subito vita ad una fascia che sembrava chiusa per lavori, inutilizzabile.
Non sempre preciso, a volte si dribbla da solo ma almeno si dà da fare, ha delle idee, ci prova.
Allegri ormai lo chiama in causa come Dick Dastardly faceva col cane Muttley quando la situazione era “complicata” al grido di “fa qualcosa!!!”

Sturaro SV
Io non ce l’ho con lui, ma con chi lo mette in campo.

Kean
Dargli SV all’esordio è brutto, e allora gli diamo una pacca sulla spalla, e con una punta di invidia gli diciamo “goditela”.
Perché il ragazzo, uscito di fabbrica con l’etichetta FENOMENO (dura da portare) sta vivendo qualcosa, alla sua età, che la maggioranza di noi potrà solo immaginare giocando a FIFA.

 

Allegri 6,5
La partita è da coefficiente di difficoltà non calcolabile per eccesso di ribasso.
Il pescara cambia e scende in campo più coperto, regge bene la botta e crolla solo nel secondo tempo.
Il mister, il vero gigione della rosa, si maschera lasciando a riposo qualche titolare in vista della sfida più importante della stagione, e sfrutta il turno agevole presentando un centrocampo da mannequin challenge (la citazione è di Vincenzo Marchetta).
Ma i risultati, che nel calcio sono il 99,9% gli danno ragione per ora: in casa fanno 23 vittorie di fila, con 112 punti conquistati su 123.
Ingiocabile, per gli altri.