PAGELLIBUS / Juve-Napoli 3-1: Altra categoria

di Willy Signori |

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Szczesny 7
Pochi interventi, tutti importanti, specie quando la Juve decide sul 2-1 di buttare via i remi e Callejon per poco non fa 2-2

Cancelo 6,5
Sempre sopra la media, sempre un pericolo, sempre un incubo per gli avversari.
Fino all’anno scorso la fascia destra era come la corsia di emergenza in autostrada: deserta, utilizzata solo in rarissimi, disperati casi. Quest’anno è la via della seta, dell’oro, del calcio. #cancelodelpopolo

Bonucci 5
Stavolta la bonucciata costa grossa, col compagno a 5 metri mette una palla in mezzo che è un assist per il Napoli, bravissimo in queste circostanze, e così la Juve sonnecchiante dei primi 15 minuti piglia lo schiaffone. Rimedia in parte il gol nel finale ma il dato errori per partita comincia a preoccupare.

Chiellini 6,5
Immarcescibile.

Alex Sandro 6,5
Salva un gol che vale come uno segnato. È diventato un eccellente terzino difensivo (manco a dirlo prende il solito giallo stupido),  in attesa di rivederlo anche in fase offensiva.

Emre Can 6,5
Altalena di cose buone e meno buone però e programmato per rimediare agli errori che di tanto in tanto commette e regge quasi da solo il centrocampo. Inamovibile.

Pjanic 6,5
Inizia sonnolento più di tutti, poi prende una scarpata e da allora non sbaglia più un pallone. Movimento costante con continuità. Avesse messo la sveglia un quarto d’ora prima sarebbe stato perfetto.

Matuidi 6,5
“Gli manca solo la parola” si dice dei cani particolarmente intelligenti. “Gli mancano solo i piedi” si dice dei giocatori come lui.

Dybala 6
Il suo lavoro di raccordo è senz’altro importante ma meno imprescindibile del passato. Una tecnica per castrare tori e vitelli e quello di legare un laccio stretto alla base dello scroto dell’animale, i testicoli cadranno poi da soli. Dybala in questa situazione è il toro.

Mandzukic 7,5
4° gol fatto, tutti importanti, marchiati a fuoco sul groppone degli avversari.
Quando si fa trovare nel suo habitat rende al meglio.

Cristiano Ronaldo 8
Alieno. Alieno nei piedi e nella testa. È l’unico a tenere la barra dritta nell’inizio tempestoso in cui la ciurma viene colta nel sonno più profondo.
Si prende la squadra in collo, la sveglia a forza di giocate, come quando inebetisce Hysaj con 2 finte, lo molla a contemplare la vastità dell’infinito e mette in mezzo un pallone per Mandzukic che è un gol già fatto.
Mette il piede negli altri 2 gol. La vittoria è sua, i gol arriveranno ma per adesso non è assolutamente un problema. GOAT.

 

Bentancur 6
Fa i compiti a casa

Beranrdeschi 6
Ingresso concentrato nel momento in cui la squadra sembra mollare di testa.

Cuadrado sv

 

Allegri 7
C’è poco da dire su questa Juve fortissima che eguaglia un record che durava da 88 anni: 7 vittorie in 7 partite (di campionato). 21 punti su 21.
Che je voi dì?
Due cosette: si sperava in un approccio alla gara leggermente diverso, invece è sembrato di vedere un replay del match del 22 aprile. La Juve è passiva, in costante e inspiegabile attesa della mossa dell’avversario su cui vanno spese due parole: il Napoli interpreta benissimo la partita, è concreto, gioca un bel calcio, bello non tanto per un canone puramente estetico ma perché concreto, Ancelotti è stato bravo e intelligente a tenersi tutto ciò che di buono gli aveva lasciato in eredità Sarri e ripartire da quel punto.
Tornando agli uomini di Allegri non capendo questa passività iniziale rimane ancora più incomprensibile vedere la squadra mettere i remi in barca dopo l’espulsione di Rui, in vantaggio, quando invece sarebbe il caso di accelerare con criterio per provare a chiuderla perché certe partite possono anche finire tanto a poco e non è vergogna. Per fortuna c’è CR7 e tutti gli altri, perché la Juventus vince questa partita semplicemente perché è più forte, troppo più forte.

 

Marotta 10
Nel giorno in cui annuncia l’addio vanno messe in ordine alcune sillabe su uno dei dirigenti migliori (se non IL migliore) della storia bianconera:
Da amministratore delegato la prima mossa fu chiamare DelNeri. In molti pensammo che non avesse capito bene dove fosse arrivato. Ha sfruttato perfettamente i successivi 8 anni per dimostrarci il contrario.
È arrivato in uno dei momenti più cupi della storia bianconera, passo dopo passo ha portato Juventus FC al livello dei club più importanti del mondo, e se oggi siamo a commentare un campionato che potrebbe morire in culla è anche merito suo.
La prossima stella allo stadium è già prenotata.