PAGELLIBUS / Juve-Napoli 0-1: I know it’s over

di Willy Signori |

Buffon 6
“Barbarism begins at home”
Nell’anno, che si spera a questo punto, dell’addio subisce una serie di delusioni che la metà bastano.
Se supera anche questa diventa un highlander. Non può nulla sul gol.

Howedes 6
È uno capitato lì di passaggio che ha giocato pochissimo con gli altri. Inizia terzino ma passa subito centrale, regge e fa bene.

Benatia 5
Adesso vi racconto la storia di quell’elettricista che chiamai per rifarmi l’impianto e fece un lavoro straordinario, salvo poi, all’ultimo, dare fuoco a casa. Oh però che lavora che aveva fatto…
Partita perfetta fino al gol, dove si perde come un pollo Koulibaly.

Chiellini sv
“still ill”

Asamoah 5,5
È uno che sta dando il fritto da troppo tempo ormai. Un segugio sguercio dietro a Callejon, questo è stasera.

Khedira 6
Resta sempre con la testa in una partita giocata senza testa.

Pjanic 6
Quello più lucido. Ci prova sempre, ma “predica nel deserto” non è un concetto che spiega abbastanza bene il nulla totale che si gli presenta davanti quando alza la testa e deve decidere cosa fare.

Matuidi 6
Il più dinamico. Davvero non si ferma mai, correndo anche a vuoto, ma tutto quello che ha ce lo mette.

Douglas Costa 6
È davvero l’unico che palla al piede può inventarsi qualcosa, e per quello che abbiamo visto diciamo pure che anche saltare un uomo è già molto. Uno dei più attivi e infatti Allegri lo sostituisce.

Higuain 5
Mandato in avanscoperta da solo, catturato e lasciato solo. Begli amici che si è scelto.

Dybala 4,5
Can you hear me major Paulo?
Se sì batti un colpo.

 

Lichtsteiner 3
Da tutto quello che ha. Uno che era già ai margini della rosa due anni fa e tocca ancora confidare in lui . Non è colpa sua se siamo ancora costretti a chiamarlo in causa 700 giorni dopo quando suona la sirena. Però in campo ci va lui e tranne rari casi è sempre una disgrazia tra rilanci sbagliati e marcature in ritardo fatte a 10 metri. Il giorno che darà l’addio al calcio per l’ultima volta speriamo di essere capaci di fare la tara di questi suoi ultimi, disperati, disperanti, tragicomici anni.

Cuadrado 5
Non incide, anche perché i suoi numeri comincia a farli sulla trequarti difensiva e quando arriva dall’altra parte è più spompato di un SÌ della piaggio con 50mila km.

Mandzukic 5
Ad un certo punto avrei pure sperato in un suo ingresso in campo, ma non al posto dell’unico che era in grado mettergli un pallone buono sulla testa. Infatti confinato a pascolare sulla fascia non combina nulla. Non c’ha più voglia e si vede lontano anni luce.

 

Allegri 4
“oh mother i can feel the soil falling over my head”
Era lì lì per compiere il miracolo dei miracoli: rinunciare a giocare uno scontro diretto e nonostante tutto non perderlo.
C’è andato vicino, peccato.
Quando una gomma si fora, anche se non te ne accorgi subito, impiega poco tempo per sgonfiarsi e afflosciarsi. La Juve ci ha messo 11 giorni. Mai in 7 anni (tatomeno negli ultimi 4 se ci limitiamo alla gestione Allegri) uno scontro diretto era stato affrontato con questa mollezza, questa rinuncia a fare la partita, questa aria da “finché la barca va” così sfrontata che alla fine invece del pezzo di Paolo Belli avrebbero dovuto mettere quello della Berti, vero inno della serata e non solo.
A parziale discolpa, in un atto di magnanimità estrema, possiamo considerare l’infortunio di Chiellini e l’assetto difensivo inedito, ma non basta a spiegare il nulla proposto in campo e il nulla in risposta alle (scontate) mosse di Sarri.
Le sostituzioni: incomprensibile quella di Costa che di fatto ha tolto dal campo l’unico in grado di fare cross buono
Il Napoli gioca bene (ma non fa la sua migliore partita) e merita gli applausi, la Juve non gioca per niente e questo è imperdonabile.
Ci sono mille modi per finire le storie: la Juve di Allegri, quella che in primavera doveva correre e invece cammina, sta scegliendo il peggiore, con gli scricchiolii prima e la botta poi.
Mancano 4 partite, fare 12 punti sembra un’impresa più ardua che ribaltare l’andata contro il Real… la fidanzata d’Italia in questo momento sembra più che altro “girlfriend in a coma”.