PAGELLIBUS / Juve-Milan 4-0: All In Juve

di Willy Signori |

Buffon 6,5
Dirimpettaio del suo delfino pronto per la successione (che stasera è sembrato più una tinca) non sbaglia nulla, nel poco che il Milan riesce a produrre.
Un “wishful finking”? Togliergli 10 anni di vita e di stress.

Cuadrado 6,5
Ci sbilanciamo: per il terzino destro 18/19 siamo a posto così. Se resterà Allegri probabilmente non giocherà sempre in quel ruolo da titolare, ma resta una grande alternativa su cui puntare e lavorare. Puntare perché si lancia davanti e da solo o in sovrapposizione sono sempre guai per gli altri. Lavorare perché ancora si vede che con la testa è un uomo d’attacco e ogni tanto si perde l’avversario o si fa saltare semplice ma c’è materia, facciamola fruttare che potrebbe essere una rivelazione manco troppo a sorpresa.

Barzagli 7,5
Si perde solo una volta in mezzo a Cutrone e Calhanoglu poi tira su la lampo come Ben Stiller in “Tutti pazzi per Mary” e chi c’è c’è si chiude bottega, non passa più nulla, a costo di farsi male. 37 anni ieri e non sentirli, non sempre.

Benatia 8,5
Cutrone ci lascia le penne subito come un pulcino nidiaceo abbandonato dalla madre e portato via da un rapace. Nel secondo tempo però inizia la caccia grossa, gol da uomo di altura, dove osano solo le aquile e ancora mossa da rapace sulla papera di Donnarumma versione saponetta. Non male per uno ai margini della rosa con le valigie già fatte…

Asamoah 6
Per un attimo sembra di rivedere il fantasma di Evra che trasformò Suso nel fantasma di Garrincha. Poi prende le misure, anche se con la lingua di fuori, ma lo contiene e Doha reloaded non si verifica, applausi.

Khedira 6
Diesel imballato, c’è con la testa negli inserimenti ma il corpo non lo segue, dopo due minuti ci mette il piede: tira con forza ma gli esce una mozzarella. Dev’essere così la vecchiaia. Il secondo tempo il motore si scalda, le giunture si ungono e va tutto meglio, anche per l’andamento della partita che definire “in discesa” è fin troppo riduttivo. 

Pjanic 6,5
Buono come il giocatore del subbuteo che serviva solo per battere gli angoli, stasera sui piazzati ha dato il meglio fornendo due assist, uno per Benatia e un altro per il vecchio cuore bianconero Kalinic. Partita mediamente sottotono.

Matuidi 6
Si elide con Kessie ma lo asfissia, lo strangola piano piano lo anestetizza. L’unico pericolo sull’autopalo d’autore.

Douglas Costa 7,5
In certi momenti sembra Bud Spencer nelle risse quando gli montano tutti addosso. Calamita su di se 2/3 milanisti, ma riesce sempre ad andarsene scalando una marcia e attaccando il turbo. È una fuoriserie col kick down switch di serie, quando decide di partire non c’è modo di tenerlo. Spettacolare sul secondo gol, realizzato dopo un bello scambio featuring Donnarumma.

Mandzukic 6
Non c’è, ma stasera è festa, come natale e siamo tutti felici e buoni. Mario butta via una bella occasione nel primo tempo, corre poco e spesso male. Però fa una cosa buona: molesta ogni difensore della linea milanista, dal capitano che stasera non si sciacqua la bocca a tutti gli altri, li irretisce, li irride, li manda fuori giri.

Dybala 8
Saltano subito agli occhi un paio di giocate nel secondo tempo dove si prende l’occhio di bue e sparisce tutto il resto dal centro dell’Olimpico fino almeno al Vaticano, il tempo si ferma e tutto viene inghiottito in un buco nero color albiceleste.
Protagonista del gioco, secondo tempo di rara bellezza, una specie di masterpiece, l’opera d’arte annunciata da Christopher Walken riguardo a Denzel Washington in Man on Fire. 

 

Bernardeschi 6
Entra bene come sempre, ma la coppa aveva già i nastri bianconeri.

Higuain sv
Avvelenato come una iena per la panchina, bene così.

Marchisio sv
Dentro per alzare la coppa, se lo merita. Bel gesto di Buffon.

 

Allegri 9
Più volte l’abbiamo criticato, l’ho criticato.
Stasera però è il tempo di tirare la riga e le somme: Quarto anno, quarto double, qualcosa di storico e unico, qualcosa di insensato, la cui reale portata la capiremo solo tra qualche tempo, forse purtroppo, quando tutto questo sarà finito. Dominio totale e assoluto, continuato, come l’orario di un centro commerciale.
Questa Juve, allenata dal più vincente tecnico della sua storia numeri alla mano, ha dimostrato una voracità che molti tifosi avevano perso.
Niente basta, mai, c’è sempre un’altra partita da vincere, un’altra stagione da provare a dominare, come avviene da 4 con Allegri e 7 in totale.
Bello vincere, bello farlo così anche se con un primo tempo in tono minore, meglio ancora sospeso, diminuito.
Una nota su tutti, l’esclusione coraggiosa di Higuain che risulterà decisiva per sprigionare il potenziale di Dybala. Scelta coraggiosa, chapeau.

Restano i carri su cui salire e scendere a piacimento, le critiche (possibilmente costruttive) per alcuni momenti condotti in maniera criticabile, poi però vincere è l’unica cosa che conta.
Resta da sapere se questo matrimonio s’ha da continuare, ma non oggi, non stasera: ora è solo il momento di festeggiare questa bellissima Juventus.