PAGELLIBUS / Juve-Genoa 2-0: un altro tridente è possibile

di Willy Signori |

Szczesny 6
Un’ora passata a congelarsi a -1 poi per sua fortuna entra in campo anche il Genoa.

Lichtsteiner 9
Tutto il repertorio per la partita d’addio al calcio dello svizzero:
Giallo per protesta, pericolo procurato, avvio del contropiede avversario, cross in curva.
Unico neo della serata il velo per Dybala sul gol, che presumibilmente gli varrà il rinnovo.

Barzagli 5
2/3 disattenzioni che se Ballardini non avesse deciso di venire a farsi la scampagnata natalizia nella città di Cavour avremmo potuto pagare caro.

Rugani 6
Primo tempo giocato ad altezza centrocampo, ritrova Galabinov che lo aveva scherzato in campionato qualche mese fa. Lo soffre ma almeno stavolta lo digerisce. Non ancora totalmente convincente.

Asamoah 5,5
Follia che solo il VAR corregge, la sua scampagnata in mezzo all’area col pallone tra i piedi che ricorda l’esame pratico di guida di Hooks in scuola di polizia.
Il Genoa gioca cortissimo e lui si spinge in avanti duettando con Costa.

Marchisio 6
Cerqueti mode on ‘L’enfant de pais ha la scions en passant per giocarsi il recupero della maglia da titolare e lo fa bene, ma solo il primo tempo, poi cala’ Cerqueti mode off
Ottimo rivederlo a certi livelli, in mezzo ne abbiamo bisogno.

Bentancur 6,5
Se avessimo giudicato solo la prima metà sarebbe da 7 abbondante, ma cala fino a quasi sparire. Si perde per strada come un film di Mazzacurati.
Concentriamoci sulle cose buone: presenza in entrambe le fasi, testa alta sempre, visione di gioco, zero fretta e nessuna paura di ricevere i palloni.

Sturaro 5
Terzo di centrocampo così così, anello debole. Buono per la Coppa Italia.
C’è l’impegno (fallo pure giocá senza impegno…) ma sbaglia troppi controlli, troppi palloni, troppi passaggi semplici a 2 metri.
Chi risponde a questa considerazione dicendo “eh allora Birindelli, Pessotto, DiLivio” non ha torto sulla questione “gregari” in genere, semplicemente non ricorda bene come giocavano i Birindelli Pessotto DiLivio ecc. O forse non realizza ancora la qualità straordinaria di questa rosa.

Douglas Costa 6,5
Convincente anche se dimentica di tirare giù il freno a mano. Si muove bene e parla la stessa lingua con Asamoah.

Dybala 6,5
Punta nelle ipotesi, falso nove nella realtà.
Manca in area un paio di volte quando arrivano dei palloni che un Mandzukic (ma anche un Matri) avrebbe spedito in rete. Lavora preziosamente per gli altri creando spazi per gli inserimenti di Bernardeschi e Costa grazie al suo filaccione dentro fuori dall’area per slabbrare le già deboli resistenze genoane.
Perla sul gol, con la gemma del primo controllo mancino.

Bernardeschi 7
Miglior partita dei suoi primi mesi bianconeri: il più attivo e intraprendente, ha una voglia che lo porta via, giustamente.
Mette due assist che gli altri non capiscono, sfiora il gol, si assidera come tutti nel secondo tempo.

 

Higuain 7
Entra, segna, ciao.
Perfetto.

Chiellini sv

Matuidi sv

 

Allegri 6
Di difficile comprensione l’allenatore Allegri:
Uno che la pagnotta la porta a casa sempre. Il risultato, sporco o pulito lo ottiene e questo è un merito.
È uno di quelli che un po’ lo ami è un po’ lo odi e sono convinto che verrà il momento in cui lo rimpiangeremo, e verrà quel momento.
Se allenasse un’altra squadra probabilmente lo vorremmo da noi; adesso che è da noi, lo vorremmo altrove. Capita.
Mette in campo una bella formazione, viva, frizzante, che si diverte a giocare.
Primo tempo che sarebbe stato gradevole anche senza il gol di Dybala, il tridente dei “piccoletti” come lo chiamano senza ragione in Rai, incanta e gioca bene, anche se bisogna fare la tara all’avversario, che viene a giocarsela con le riserve.
Secondo tempo invece è un sequel che non convince, si smette di giocare, a centrocampo l’aria è rarefatta e l’ossigeno non arriva più: si perdono i segnali di vita di tutti e 3 i centrocampisti che calano nettamente.
Qui Allegri rispolvera due classici del suo vasto repertorio:
Urla e fa la paraculata.
Urla perché urla, e si sente perfino con lo stadio pieno che, tra un coro contro Napoli e l’altro (bah…) intona anche qualche canto a favore della squadra.
La paraculata sta nello stravolgere la formazione facendo la cosa più conservativa: mette Higuain per chiudere la partita, Chiellini al posto di Licht ormai in apnea e Matuidi a tappare il buco in centro.
La squadra perde il bel senso del primo tempo, Sturaro passa ala e non diciamo altro, ma la nave arriva in porto sana e salva. Chapeau.