PAGELLIBUS / Juve-Atalanta 2-0: Disarmanti

Buffon sv
Nel 2018 in serie A il portiere della Juve sta diventando un optional.
630 minuti senza prendere gol, 1 rete subita nelle ultime 15 partite.

Lichtsteiner 6
Sei a cena con vecchi amici che non vedi da anni. Con loro sei cresciuto, hai passato la giovinezza, sei stato ragazzo, hai riso come un ragazzo, hai fatto il cretino come solo ad una certa età può essere cretini. Ti sei sentito immortale insieme a loro.
Il tempo è passato ma certe cose non cambiano mai: ridi e scherzi come una volta, sembra che il calendario si sia incollato quando una ragazza che anagraficamente potrebbe essere tua figlia ti da del lei e ti chiama “signore”.
La bolla si rompe, tutti gli anni tornano di colpo a pesarti sul groppone.
Così dev’essersi sentito lo svizzero quando dopo un discreto primo tempo uno sbarbato di nome Mancini lo sovrasta e gli gira intorno.
Buona partita per il resto.

Benatia 5
Quer pasticciaccio brutto… ma non in via Merulana, Medi lo combina in difesa con qualche passaggio rischioso. Dopo un incontro di lotta greco romana in area con DeRoon si becca il giallo che lo esclude dalla trasferta di Ferrara.
Un po’ spento da qualche partita.

Chiellini 6,5
Calamita in testa, calamità coi piedi, ma come raccontato da Scutiero qua cambia molto nel 2017/18 il suo coinvolgimento nella rifinitura rispetto al passato, lo si vede in avanti con maggiore frequenza come quando causa il secondo giallo di Mancini.
Se fosse riuscito a segnare di tacco nel primo tempo avrebbero dichiarato chiuso il campionato stasera stessa.

Asamoah 6,5
L’uomo che conta più resurrezioni nella sua vita che tutte quelle narrate nel vangelo gioca una partita di controllo totale. Non rischia, gestisce, fa cose vede gente: è un cruise control umano, Allegri imposta la velocità e lui la tiene dal primo al 90esimo.

Pjanic 6
Un mio vecchio e pragmatico allenatore quando doveva far capire al suo difensore che tipo di marcatura volesse riservare a un avversario diceva testualmente “stagli attaccato al culo”, un modo elegante per fargli intendere che la marcatura doveva essere stretta.
Devono essere state queste grosso modo le consegne di Gasperini a De Roon per il bosniaco, che soffre, arretra lasciando gli inserimenti a Matuidi e prova a impostare ma gioca una partita che è un omaggio al celebre gruppo Hip Hop dei Sottotono.

Matuidi 7
Wilma, dammi la clava! Non va per il sottile Blaise, si mette a far legna subito e il suo dinamismo è molto utile contro squadre come la Dea che pressano per 90 metri di campo su 100.
Conferisce alla linea a 2 di centrocampo qualcosa che non è la natura morta osservata quando gioca Khedira.

Douglas Costa 7
È semplicemente troppo veloce per gli altri, tutti gli altri.
L’accelerazione che porta all’assist per Higuain spacca in 2 l’Atalanta: è l’uomo che va alla velocità del Bullit.
Continuo e concreto, imprescindibile. Finalmente titolare soprattutto.

Dybala 6
Nota positiva: la condizione fisica è in miglioramento costante.
Il centrocampo è quasi sempre in inferiorità e lui si abbassa a prendere i palloni per mandare in disordine il pressing ordinato dell’Atalanta.
Ci vorrebbe un suo clone da schierare davanti…

Mandzukic 9
Passeggia per il campo;
Non salta l’uomo, e farebbe fatica pure con le sagome per le barriere;
Sbaglia i passaggi più semplici;
È mollo nei contrasti.
Non attacca;
Non difende;
Non rifinisce.
Una risultato del genere è più difficile che fare zero alla schedina, chapeau!

Higuain 7,5
Giocatore d’attacco totale: spazia per tutta la metacampo bergamasca, segna, fa segnare i compagni e sognare i tifosi.
Giocatore emozionante.

 

De Sciglio 6
Bravo a coprire dietro, latitante davanti, tanto che Costa che corre per due.

Alex Sandro 5
Nervoso e sconclusionato, e questo solo per citare gli aspetti positivi.

Barzagli sv

 

Allegri 7
Ha forgiato una Juve disarmante, a 2 rigori e 2 traverse dal punteggio pieno.
Non tanto per il gioco che non ruba l’occhio (ormai l’abbiamo capito), ma per la capacità di stare sempre sul pezzo nonostante gli infortuni che costringono alcuni agli straordinari.
Il recupero contro l’Atalanta era delicatissimo, c’era il rischio di fare un mezzo passo falso, di rilassarsi, di pensare “va bene così, tanto siamo sopra” dopo mesi passati a inseguire.
Invece c’era da azzannare il campionato e la Juve di Allegri lo fa senza tanti convenevoli, addormenta la squadra di Gasperini che fa zero (ZERO) tiri in porta, colpisce impietosamente quando c’è da farlo.
Competerci contro dev’essere una delle cose sportivamente più frustranti possibili

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