Ovunque Proteggi. L’ennesimo ritorno di Giorgio Chiellini

di Willy Signori |

Guess who’s back verrebbe da dire. Giorgio is back.
Se nell’assenza si percepisce il valore di ciò che manca allora mai come in questo anno e mezzo la Juventus ha capito davvero cosa significa avere Giorgio Chiellini dalla sua parte.
Ci siamo abituati tutti ad averlo dalla nostra parte, a godere della sua protezione, come un santino incollato sul cruscotto.

Chiellini è tornato e si è ripreso la Juve come fanno i campioni: con naturalezza, con autorevolezza, senza chiedere perché non c’è bisogno. Senza imporre niente a nessuno perché non serve imporsi sugli altri quando è il gruppo stesso a riconoscere la leadership. La fascia è la sua è nessuno gliel’aveva mai tolta, sulla titolarità forse qualche dubbio era sorto per un ragazzo straordinario dal punto di vista della professionalità, ma mortale come tutti e che compirà 37 anni il prossimo 14 agosto.
Ci sorprende sempre (ma forse non dovrebbe la sua capacità di rinascere da infortuni, ricorrenti o unici, a dimostrazione di una condizione mentale ancora superiore a quella fisica.
Proprio la sua intelligenza gli ha permesso di migliorarsi negli anni, di diventare nevralgico nel gioco della Juve, ha imparato a saper sfruttare la sua dote di mancino naturale. Ha saputo crescere, non accontentarsi dei suoi punti di forza lavorando al contempo su quelli deboli e diventando importante in fase di possesso palla, laddove fino a poco meno di 10 anni fa era carente, individuato dagli avversari come l’anello debole della BBC su cui andare a fare pressing per recuperare il pallone, come spiega bene Jacopo Azzolini nel suo libro Il Muro Invalicabile.

Pirlo lo aveva messo dentro nella complicata sfida di Milano in casa dell’Inter il 17 gennaio, allora la prestazione fu insufficiente da parte di molti ma l’unico a tenere la barra dritta sembrò essere proprio il numero 3. Da allora 3 partite eccezionali del capitano che hanno riportato in cima alle gerarchie un giocatore che sembrava destinato ad una stagione à la Buffon, da riserva di lusso ed esperienza. Partendo dalla SuperCoppa per arrivare fino alla sfida di Marassi contro la Sampdoria in cui Giorgio ha preso residenza sul palcoscenico nel secondo tempo quando i bianconeri sono drasticamente calati. In una Juventus che crea molto ma fatica ancora a concretizzare Chiellini ricopre il ruolo della massaia che risparmia dove gli altri sprecano e mette toppe dove gli altri strappano. Un equilibratore, l’elemento che rende possibile la reazione chimica.
Un santo, un apostolo, il protettore della linea più estrema di difesa, il nostro patrono, “Ovunque Proteggi”.
Le ultime sue prestazioni costringono Pirlo a rivedere le gerarchie per le prossime partite, se mai avesse avuto dubbi. E a chi di noi non è venuto il desiderio adesso di vederlo al fianco di DeLigt?

Ovunque proteggi, proteggimi nel male
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

Oltre al lato tecnico di Chiellini però colpisce anche quello umano, specie quando le testimonianze arrivano da chi ha avuto modo di frequentarlo, anche se per poco, per esempio in nazionale.
L’ultimo in ordine di tempo è Barella, uno dei giocatori migliori del campionato, oggi all’Inter e anche lui come il difensore bianconero cresciuto moltissimo grazie a Conte, a riconoscerne il ruolo e l’importanza.
In un’intervista rilasciata a DAZN ha definito il 3 bianconero “la mamma della nazionale” sempre pronto ad accogliere i nuovi, a farli sentire benvenuti e accoglierli nell’ambiente azzurro.

Una riconoscimento importante proprio da parte di un avversario che milita in una concorrente diretta in Italia, utile a definire ancora una volta in maniera chiara la statura dell’uomo oltre a quella del giocatore che possiamo osservare ogni volta che scende in campo. Il riconoscimento della grandezza che va oltre il colore delle maglie e le rivalità, oltre le dichiarazioni copia incolla da calciatore davanti a una telecamera e le convenienze che il tifo impone in certi ambienti e che forse proprio per questo vale ancora di più.
Perché non si diventa Giorgio Chiellini a caso.


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