Osservare e non bruciare Andrea Pirlo

di Simone Navarra |

Mettendola in musica, la Juventus ha un allenatore che fino a pochi mesi fa non si immaginava di dirigere una orchestra filarmonica, ma un complesso bandistico, una scuola d’archi od ottoni. Se invece vogliamo girare tutto nel verso della cronaca sportiva va ricordato che la società ha supportato una compagine oggettivamente appesantita dagli anni passati con una campagna acquisti dal portafoglio abbastanza pieno, visto che sono arrivati tra i migliori giovani talenti dell’ultimo torneo: si legga Federico Chiesa e Dejan Kulusevski. Si discute delle scelte nel mondo pallonaro. Lo si fa spesso e volentieri se l’oggetto è la Juventus. E’ cosa nota. Eppure qualcuno non dovrebbe dimenticare che mister Andrea Pirlo è un esordiente e tra le squadre di vertice i bianconeri sono gli unici ad aver deciso il cambio di guida tecnica. Gridare, lasciarsi andare, togliersi il cappotto e gettarlo all’aria, non fa parte del personaggio. Lo si sapeva all’inizio e certamente sarà stata una caratteristica apprezzata tra coloro che sono stati chiamati a decidere, ma anche a quelli che devono essere governati, direzionati.

Tornando all’esempio dell’orchestra si deve poi tenere a mente quel film meraviglioso di Federico Fellini del ’79, in cui tutti i vizi e le storture dell’autogestione sono sottolineate, messe alla berlina. Ma non solo, anche il dirigismo dell’autorità è preso in giro, così come il suo essere incomprensibile, burocratico. Pirlo dovrebbe fargli vedere qualche film alla squadra. A cominciare da quelli che raccontano che in una vita c’è sempre una seconda volta. Si sbaglia e si viene condannati nel caso, ma c’è sempre una possibilità di rialzarsi in piedi, di colpire e affondare l’avversario. Bisogna avere coraggio, però. Alla Juve tremebonda, degli schiaffi presi in qualche campo di provincia, certamente avrebbe fatto bene. Perché ci vuole conoscenza e sapienza per vincere. L’affermazione è sempre una risposta, giusta o sbagliata che sia, diceva il vecchio generale.

Pirlo ha tempo e modo di cambiare le cose? Almeno fino alle partite di Champions con il Porto, dice qualcuno. Gli verrà dato quel che si è guadagnato sul campo, rispettando quell’adagio ben noto a Torino e non molto più in la. Pirlo deve imporre scelte chiare? A noi che non abbiamo tutti gli elementi a sua conoscenza può apparire troppo eterogeneo il suo modo di procedere. Si premia uno o due giocatori e poi si torna indietro da quelli che si è lasciati in panchina. Resta certamente che non si intravedono quei segnali di insoddisfazione, palese o meno, che pure si erano registrati con Allegri prima e Sarri poi. Giocatori scocciati per il non essere impiegati o stressati per l’essere costretti in un ruolo non riconosciuto. Pirlo è ancora l’ex compagno, l’amico di spogliatoio? Potrebbe esser positivo, ma anche portatore di rischi. E’ stato valutato? Questa gente che spende e spande milioni di euro è così ingenua da farsi ammansire da un amico degli amici? Si manda al massacro così l’uomo che si è scelto?

Siccome nel calcio pochi guardano al passato, più o meno recente, bisogna rileggere il breve percorso di Ciro Ferrara nella Juventus di Diego e Felipe Melo, Amauri e Criscito per capire che i soldi si possono bruciare anche in un attimo se non ci sono fondamenta, gruppo unito e fortuna dalla propria. Perché Ciro fu giubilato il giorno dopo l’esclusione rocambolesca in coppa e dopo partite che non convincevano. Peccato poi che Zaccheroni, che venne dopo, ebbe una media punti peggiore della sua. E malgrado l’acquisto di altri giocatori al mercato invernale, a partire da Antonio Candreva. Tornando all’odierno, con l’Inter, nel serale di domenica 17 gennaio anno 2021, è andata in scena una squadra stanca oltre il dovuto. Colpa di un richiamo di preparazione? Oppure di cambi non effettuati? A Ciro Ferrara non venne dato tempo, in fondo. La sfortunata parabola professionale in panchina è figlia tutta di quella manciata di mesi in bianconero. Bruciò lui o fu lasciato bruciare, mandato contro tutti senza armi? Questo l’interrogativo o spauracchio che dovrebbe far riflettere, dentro e fuori la Continassa.


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