Orsato-var, lo strano caso dello scandalo che non è scandalo

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Massimiliano Cassano

Succede che un ex capo della Procura federale sportiva, Giuseppe Pecoraro, rilasci un’intervista a un quotidiano. Mettiamo da parte che il soggetto in questione sia, per sua stessa ammissione, sostenitore del Napoli e che la testata sia Il Mattino di Napoli. “Non c’entra nulla di che squadra sono tifoso“, lo dice lui stesso. E siamo d’accordo, non c’entra nulla. Il tifo non è una colpa, se non influenza il lavoro. Detto che siamo dalla parte di Pecoraro, non possiamo però stupirci di fronte alla sua accusa. “Chiedemmo all’Aia e alla Lega i dialoghi audio-video tra Var e arbitro della partita Inter-Juventus del 2018. Ce li fornirono mesi dopo, ma era sparita la parte che più ci interessava: quella della mancata espulsione di Pjanic“. Un complotto in piena regola, sembrerebbe. L’episodio cruciale della gara, sparito dalle registrazioni.

Fortuna vuole che, come in ogni episodio che si rispetti, arrivi in nostro soccorso il caro vecchio Regolamento (che alleghiamo in pdf, nel caso qualcuno voglia consultarlo).

Capitolo sul protocollo VAR, pagina 153, sezione 1, comma 1.C: “Il VAR può assistere l’arbitro soltanto in caso di chiaro ed evidente errore in relazione a espulsione diretta (non seconda ammonizione)”. Semplice. Il tanto discusso episodio di Pjanic altro non era che un fallo da ammonizione. Orsato – sbagliando – concesse soltanto il calcio di punizione, “risparmiando” lo juventino. Poco conta che fosse la seconda ammonizione, se il protocollo non lo prevede. Ancor meno conta l’intervento del VAR sul fallo di Vecino nel primo tempo, che trasformò un giallo in un rosso proprio perché ritenne l’intervento dell’uruguayano da espulsione diretta.

Il dialogo VAR-arbitro di quell’episodio manca perché semplicemente…non c’è. E non deve esserci. Lo ammette, più avanti, lo stesso Pecoraro: “Il motivo per cui mancava quella parte? Mi dissero che non c’era e basta”. Ma allora perché tanto clamore? Risulta difficile credere che un ex Procuratore non conosca il regolamento. “Sono certo che non ci sia stato dolo, ma ero obbligato a procjanicedere – aggiunge Pecoraro – anche perché dovevo dare delle risposte a quegli esposti. Alla fine ho archiviato”. La verità è che del “fallo di Pjanic” ormai si è detto e scritto tutto, nonostante sia un episodio meravigliosamente semplice: un’ammonizione, non data. Un errore. Continuare a ricamarci intorno, sviare, vedere complotti e omissioni ovunque non fa altro che rendere più complicato un qualcosa che complicato non è.


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