Cruciani: ”Orsato-Pjanic, ritorno al medioevo” e Pirlo rincara la dose.

di Giordano Straffellini |

Nel consueto appuntamento pomeridiano del Lunedì di Casa Juventibus, sul canale Twich Juventibus, si parla d’attualità, non solo del momento difficile della squadra ma anche della comparsata di Orsato da Varriale, trasformatasi  da svolta epocale che permette agli arbitri di parlare in tv a teatrino anti Juve con l’analisi di un episodio di 4 anni fa che nulla ha a che vedere con l’attualità del campionato. Una grande opportunità resa vana dal sentimento popolare, e così come spesso accade si passa dall’avere l’occasione di fare giornalismo sportivo e cronaca, a ridurre la serata ad un attacco frontale gratuito, senza altri elementi considerati nel contraddittorio, che riducono la stampa del giorno dopo a titolare di un  Orsato  che finalmente ammette la seconda ammonizione di Pjanic  e  dello scudetto “rubbato” dalla “Giuve“. Cruciani come al solito sentenzia senza appello:

La prEmessa era: Si esce dal medioevo parlano gli arbitri e invece si ritorna al medioevo parlando di un episodio di quattro anni fa che era già chiaro allora. Il noto giornalista di Radio 24 aggiunge un elemento sicuramente interessante, in quella partita dopo quell’ammonizione mancata  l’Inter prima passa in vantaggio, poi domina per 30 minuti fino al 42′ creando più volte occasioni per fare il terzo gol salvo poi suicidarsi con 2 errori clamorosi che portano la partita nel giro di 5 minuti ad essere completamente ribaltata. A nostro parere poi, in un contesto dove eventualmente si vuole far chiarezza, è buona norma considerare la partita nella sua interezza e in tutti gli episodi che la compongono, quindi se si fosse voluta veramente analizzare la partita con obiettività si dovevano analizzare anche il resto degli episodi della partita, come ad esempio il fallo di Cancelo su Matuidi nel primo tempo antecedente alla famigerata seconda ammonizione di Pjanic. La mancanza di obiettività,, l’ambiente dove si è svolto il contraddittorio e le domande poste all’arbitro oggettivamente non fanno sperare in un futuro migliore. Nella conferenza stampa pre Juventus Spezia, incalzato dalla domanda di un giornalista sugli arbitri in tv, anche Mister Pirlo con la solita compostezza rincara la dose:” Lo trovo molto giusto, è una cosa nuova che può tornare a favore di tutti. L’importante è che si parli di episodi della partita che c’è stata poco prima e non di episodi di tre-quattro anni prima.

Che si parli di episodi effettivi successi durante la gare della domenica” Anche su questo non possiamo che essere d’accordo se l’AIA dà la possibilità ad un arbitro di intervenire in una trasmissione per fare chiarezza le domande vanno poste sull’attualità, valutando la gara nella sua interezza e cercando di capire il perché di certi errori o di certe decisioni. Poi se proprio si voleva rivangare il passato, magari contestualizzandolo all’attualità, una domandina interessante per  Orsato, per capire l’Aia il mondo arbitrale e le dinamiche al loro interno, poteva essere questa: Come mai da quella famosa partita non ha più arbitrato l’Inter?, alla fine sono passati quasi più di tre anni, la cosa non sembra normale o quantomeno non casuale. Ma forse queste domande al pubblico anti Juventino non interessano molto, ed infatti dal giorno dopo parte la campagna mediatica sul torto finalmente certificato e sullo scudetto che sarebbe sicuramente andato al favoloso Napoli di Sarri, che non avrebbe poi sicuramente perso a Firenze, sconfitta  chiaramente determinata dall’ammonizione di Pjanic.

L’impressione è che si sia persa un’occasione d’oro per rasserenare l’ambiente calcio e si sia utilizzata ad arte uno spazio pubblico televisivo per creare ulteriori polemiche su un campionato finito, sepolto e vinto dalla squadra più forte. Nulla di nuovo sotto il sole siamo abituati, qualcuno ha addirittura scritto un libro sui 3000 giorni della Juventus campione d’Italia e alla risposta dei media nei confronti di questi continui trionfi. La puntata di Juventibus, a dire il vero poi come spesso accade, prosegue parlando di campo, delle oggettive difficoltà della Juventus a fare gioco ed a vincere le partite, del mercato estivo forse non così negativo negli elementi arrivati, quanto carente nel fornire a Pirlo le giuste soluzioni per sviluppare il gioco che aveva in mente. Si amici, c’è un mondo in cui si parla di calcio giocato, in cui non si sintetizza l’esito di un’intera partita se non addirittura di un intero campionato, riconducendolo ad un singolo episodio, in cui si parla con tifosi di squadra avversarie, ascoltando il loro punto di vista, magari anche sfottendosi,  ma sempre con lealtà e con il sorriso sulle labbra, per chi non lo sapesse si chiama Juventibus e per essere spiegato  nel migliore dei modi, per decretarne la sua genuinità e cercare di descriverlo almeno parzialmente ci tocca utilizzare il titolo di una famosissima trasmissione di Gianni Boncompagni, NON E’ LA RAI.


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