Antonello Angelini: i pregi e i difetti di Conte

di Antonello Angelini |

E’ bello sentire De Rossi , che stimo molto come uomo perchè dice spesso cose fuori da coro, sostenere che la migliore difesa al mondo sia composta dagli uomini della Juventus. Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini. De Rossi nel 2008 già disse una verità che era sotto gli occhi di tutti, ma che il suo stesso presidente Rosella Sensi non aveva il coraggio né il potere di dire e che anche il Capitano Totti non disse mai: “ Se la Juventus avesse combinato quello che ha fatto l’Inter ai nostri danni, sarebbe venuto giù di tutto”. L’Inter divenne immeritatamente campione d’Italia con una dozzina di furti arbitrali e a Roma si ingoiò il boccone amaro senza un fiato. Eccezion fatta per De Rossi. Chapeau.

Questa Nazionale non entusiasma nei nomi, ma Conte si. Conte il trascinatore, Conte il testadura , Conte quello del fortino “soli contro tutti”. Noi Juventini lo conosciamo bene nei pregi e nei difetti. Ma è l’ unico che è riuscito nel primo obbiettivo di passare il girone senza problemi come primo. Cosa non riuscita ad altri come Donadoni, Prandelli , Trapattoni , Sacchi con delle nazionali 10 volte più forti. Conte ha preso il blocco Juve dietro e ha messo nei restanti posti quelli che credono in lui. Schema semplice. Unico allenatore assieme a Simeone che riesce a vincere con squadre più deboli contro squadre più forti. Il primo scudetto della Juventus del quinquennio ne fu l’ esempio eclatante. Però Conte ha anche difetti e io ne ho da sempre visti tre: 1) Non riesce ad ammettere di avere sbagliato. Capitò con Giovinco rivelatosi un flop totale e nella partita contro la Svezia con Pellè che era decisamente in “giornata no” ha seguito nella sua testardaggine. Tutti sapevamo che Zaza avrebbe cambiato la partita ma lui ha aspettato a farlo entrare. Zaza è entrato e toccando tre palloni ha cambiato la partita. Lo stesso dicasi per Thiago Motta , un giocatore inutile , quasi dannoso alla squadra. Lui insiste con Motta che entra e l’ unica cosa che riesce a combinare è prendere un giallo. 2) Ossessione di Conte di non poter cambiare prima del 65’ per non dire 70’. Me lo sono sempre chiesto il perché. Questo è un difetto comune con Allegri e tanti altri. Unica eccezione Marcello Lippi, il mio preferito da sempre. 3) Cambia poco modulo in relazione agli avversari.

Detto questo, i pregi di Conte li vediamo e conosciamo tutti. Come telecomandi i giocatori dalla panchina, la grinta, la capacità di creare un GRUPPO e la sua bravura nel non convocare finalmente quei due giocatori che ci hanno condizionato (quasi sempre in negativo) negli ultimi 10 anni: Balotelli e Cassano. Bravo Conte nel lasciarli a casa, davvero non ne potevo più di sentire parlare di loro. Due pipponi assoluti oltre che immaturi, che hanno fallito ovunque. Finalmente l’Italia ha un ALLENATORE. Prandelli non mi era mai piaciuto per non parlare di Trapattoni, Donadoni, Maldini e Vicini. Unici che ho stimato sono stati Lippi, Conte, Sacchi e Zoff. Conte di tutti questi ha la squadra largamente inferiore (ha solo la difesa). Centrocampo senza Marchisio e Verratti vale pochissimo e l’ attacco ancora meno. Se arriverà ai quarti sarà come aver raggiunto la finale. Ma non escludo che possa arrivare più in là: nelle gare secche tutto è possibile, anche se il tabellone sembra studiato apposta per Francia e Germania. Chissà perché in Europa funziona sempre tutto così. Sarà un caso.