Onore a te Fratello Andrea Fortunato

di Maurizio Romeo |

Carissimo Andrea,

ti do del tu perchè in fondo hai solo 4 anni più di me e anche se non ci siamo mai conosciuti sento che siamo molto vicini. Uso il presente e non il passato perché sei ancora vivo nei nostri cuori. Avevo poco meno di vent’anni il pomeriggio in cui da un TG arrivò come un pugno nello stomaco la notizia più triste: il tuo sorriso si era spento per colpa di quella stronza della leucemia. Avevi lottato come un leone, ma purtroppo non era bastato per avere la meglio su di lei.

Piansi a dirotto, lo ricordo benissimo, nemmeno 24 anni erano davvero troppo pochi per andarsene. Troppo presto, ma le malattie purtroppo non guardano in faccia nessuno e tantomeno controllano la carta d’identità. Quel giorno ricordo che trovai una forte motivazione per prendere una importante decisione: decisi che sarei diventato donatore di midollo osseo ADMO. Non accettavo che non si potesse fare nulla: se c’era anche solo una possibilità che il mio midollo potesse salvare una vita a qualcuno, anche dall’altra parte del mondo anche io dovevo fare la mia parte. Nessuna paura di sentire dolore per l’eventuale prelievo di midollo, anche il solo pensiero di poter aiutare qualcuno a salvare la propria vita mi diceva che non dovevo averne. Furono il tuo esempio e la tua dignità a darmi lo stimolo e il giorno dopo andai nella sezione del paese vicino per iscrivermi.

Ma come si diceva, il destino e la malattia non guardano in faccia proprio nessuno e sanno essere beffardi e così 12 anni dopo quel giorno, nell’estate 2006 mi fu diagnosticato un Linfoma non Hodgkin, un tumore del sangue diverso dal tuo, ma non per questo meno cattivo. Fu un enorme schiaffo in faccia, ma mi venne subito in mente la dignità con cui avevi affrontato tu la tua battaglia e decisi di affrontare la mia a viso aperto, senza paura. Mai come in quei giorni ti capivo, mai come in quei giorni ti sentivo vicino.

A dispetto del tuo cognome fra noi due alla fine sono stato purtroppo solo io il più fortunato. Non sai quanto avrei voluto lo potessimo essere tutti e due, quanto avrei voluto esultare con te prima fuori e poi ancora in campo, segno di una battaglia vinta.

Purtroppo il destino ha voluto che non fosse così e il tuo sorriso è andato a illuminare la terra degli angeli e ora mi piace immaginarti lì ad insegnare loro a giocare con un pallone correndo sulla fascia sinistra.

Ovunque tu sia, voglio solo dirti: Onore a te Fratello Andrea Fortunato. Sempre con noi.