Odio il calciomercato, volevo tornasse Galderisi

di Simone Navarra |

galderisi

Odio il calciomercato. Sono un nostalgico e odio il calciomercato, le trattative che cambiano, trasformano, liquidano questo o quel giocatore in omaggio ad una idea di cambiamento, miglioramento, perturbazione. Servirebbe stabilità, senso del tempo, chiusura della porta di casa e rilancio delle tradizioni, delle cose che non passano e restano sulla pelle, dentro la pelle. Il calciomercato è invece stagionale come l’influenza, suadente come quella o quello che ti passa accanto con abiti succinti. Come fai a non guardarlo, a non interessarti.

 

Ogni volta, ogni anno, d’estate, mi tornano in mente quei ragazzi mandati via, accompagnati alla porta e mai più fatti tornare. Per decisione del nuovo direttore generale o perché bisogna guadagnar qualcosa per poi comprare quell’altro che si è visto in qualche filmato e se ne parla tanto bene lassù o laggiù, la dietro o qua davanti. Odio il calciomercato per tutte le volte che ha preso l’entusiasmo dei tifosi e lo ha fatto infrangere contro la logica, il senso. Odio gli esperti di calciomercato con i numeri di telefono degli agenti che raccontano stupidate.

 

Volevo tornasse Galderisi. E’ cominciata così la malinconia terribile che provo quando compro certi giornali, vedo alcune trasmissioni. Una volta ridevo, c’erano Aldo Biscardi e Gianni Brera, Vladimiro Caminiti e Bruno Bernardi, uomini e storie, che raccontavano di pallone e campi, di idee e passioni, che sapevano tenere il confronto con la politica, l’economia, con il gioco e la spensieratezza, l’alto e il basso come scriverebbe il professore Alberto Abruzzese, che ha spiegato a tutti come si pensa davanti ad un televisore acceso.

 

Si guarda al passato e si chiede una speranza per il domani. Ibrahimovic? Perché sei andato via? Maledetto procuratore riportalo indietro. Vorrei rimettere indietro il tempo e avere ancora Enzo Maresca al centro, a dettare i tempi. Guarderò l’Ascoli per vedere se un giorno lui, questo ragazzo che ha vinto due Europa League come fosse nulla, può tornare a Torino. Lo volevo lì nel mezzo, a dettare i tempi prima dell’avvento di Andrea Pirlo, che ci hanno dato invecchiato e in Piemonte è come ringiovanito. E’ il calciomercato, con illusioni e Gastaldello che non arriva mai.

 

Nella mia squadra digitale giocano ancora Goldaniga, Padoin, Ariaudo, Zaza, Giaccherini e Pepe. C’è spazio per Castiglia e Giandonato, Rigoni, Giovinco e Matri. La Juventus che c’è dentro la testa del tifoso è con i ragazzi allevati sui campi di Vinovo e comprende tutti quelli che hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo, comunque andasse. Perché conta il senso e non solo la traiettoria. Per questo non avremmo mai mandato via Vialli e Ravanelli dopo quella coppa lì. Ferguson l’ha detto e scritto. Certe squadre si copiano e certe altre si mantengono, fregandosene dell’anagrafe. Odio il calciomercato.

 

Gareth Bale da Cardiff lo doveva portare Bettega insieme con Benitez e Alonso. Erano periodi di trattative sfortunate. Perché poi chi comandava scelse altro e rottamò i vecchi campioni e quei giovincelli cresciuti troppo in fretta. Perché poi l’estate diventò autunno e fece schifo pure quello. Adesso veniamo da primavere che annunciano il bel tempo e inizi di vacanze a dribblare sfottò. Cerchiamo di non rovinarci le ferie perdendo a Roma contro la Lazio…