Oblak e Szczesny, la sfida dei giganti di ghiaccio

di Alex Campanelli |

oblak szczesny

Della dicotomia tra portieri caldi e portieri freddi avevamo già parlato in questa occasione, commentando il rigore parato da Szczesny a Higuain, e Atletico Madrid – Juventus ci offre un’ottima occasione per tornare sul tema: da una parte Jan Oblak, forse il migliore della categoria da diversi anni a questa parte, dall’altra il pretendente al trono che sta vivendo sin qui una stagione incredibile dal punto di vista tecnico e psicologico.

La Juve ricorda sin troppo bene il primo incontro con Oblak: primo maggio 2014, Benfica – Juventus, ai bianconeri basta un gol per ribaltare l’improvvido 2-1 maturato in Portogallo, ma l’allora squadra di Conte non riesce a sfondare il muro eretto dal portiere sloveno, ben coadiuvato da Luisao e Garay. La finale vedrà il numero 1 delle aquile uscire sconfitto, ma a stretto giro di posta Oblak potrà comunque esultare dato che verrà acquistato dall’Atletico Madrid per 16 milioni di euro, quello che ora possiamo definire un vero e proprio furto con scasso.

A quattro anni e mezzo di distanza, Oblak è considerato uno dei migliori portieri del mondo, probabilmente il meno reclamizzato del gruppo dei migliori ma nello stesso tempo il più continuo, il più stabile, il più glaciale, agli antipodi rispetto a un De Gea, capostipite dei portieri caldi. Mentre lo sloveno scalava l’Olimpo dei numeri 1, il nostro Szczesny lasciava la Premier per approdare in Serie A, con l’ottimo biennio a Roma in prestito dall’Arsenal che ha convinto la Juve a puntare su di lui per affiancare, e poi sostituire, l’eterno Gigi.

La prima grande differenza che separa i due sta proprio nel loro percorso di crescita, a dispetto dell’età (classe ’93 Oblak, 3 anni più vecchio Szczesny): mentre di Oblak ci sembra ormai di sapere tutto e non abbiamo dubbi nel porlo su in alto insieme ai migliori, il profilo di Szczesny sembra cambiare stagione dopo stagione. L’ascesa non è stata delle più repentine, come quella di Alisson per capirci, ma nemmeno tra le più lente: contestato all’Arsenal, titolare nella Roma, miglior portiere del campionato 2016/17, riserva di Buffon, sostituto del miglior portiere dell’era moderna, tutto nel giro di 4-5 stagioni.

Parliamo in ogni caso di due portieri simili, che fanno della continuità di rendimento il loro punto di forza, con pochi rivali al mondo dal punto di vista psicologico (chi altro avrebbe retto in una squadra ipertesa e ansiogena come quella di Simeone? Chi avrebbe potuto raccogliere l’eredità di Buffon senza venir schiacciato dal paragone e dalle aspettative?), più compatto nel fisico Oblak (187 cm x 89 kg) rispetto a Szczesny (196 cm x 90 kg), ma entrambi esplosivi e capaci di esaltarsi sui tiri ravvicinati, quelli che maggiormente ne mettono alla prova esplosività e riflessi.

Sarebbe sbagliato, oltre che limitante, porli a confronto prendendo in esame reti subite o gare chiuse a porta inviolata, numeri fin troppo condizionati dal rendimento delle rispettive retroguardie, quindi proviamo a prendere in esame gli altri parametri oggettivi che abbiamo a disposizione.

Il palmarès dei trofei, soprattutto quelli personali, pende decisamente a favore dello sloveno, che può vantare 3 premi Zamora, 2 presenze nella Top 11 stagionale della Champions League e una in quella dell’Europa League, un premio come miglior portiere della Liga e 4 riconoscimenti al calciatore sloveno dell’anno, oltre a un’Europa League, una Supercoppa Europea e una di Spagna con l’Atletico, più tutti i titoli portoghesi col Benfica. Per Szczesny, solamente un Gloden Glove relativo alla stagione 2013/14, due FA Cup e un Community Shield con l’Arsenal, più la doppietta Scudetto/Coppa Italia della scorsa stagione e la Supercoppa recentemente conquistata.

Tra le caratteristiche predominanti dei due, i numeri di Whoscored.com confermano la bravura di entrambi sui tiri ravvicinati e ne elogia la concentrazione, portandone però alla luce due difetti distinti: Szczesny denota una certa tendenza nel subire gol sui tiri dalla distanza, mentre Oblak difetta nei lanci lunghi. Mentre risulta complicato verificare un effettivo problema del polacco sulle conclusioni da fuori, possiamo facilmente mettere a confronto l’abilità dei due estremi difensori coi piedi.

oblak

I due portieri sono coinvolti nella stessa misura nel gioco di Atletico e Juventus, ma la tabella evidenzia in maniera netta la superiorità del bianconero nel gioco coi piedi. Oltre ad essere molto più preciso di Oblak negli appoggi in generale, Szczesny è migliore nei lanci lunghi e riesce addirittura a metterne a segno di più (6,8 contro 6,2) pur tentandone complessivamente di meno.

Tra le altre statistiche quantificabili abbiamo i calci di rigore, che potrebbero risultare fondamentali a partita in corso ma anche nel caso in cui la gara dovesse andare oltre i supplementari della partita di ritorno:

oblak szczesny

Qui Oblak si fa preferire al nostro numero 1, pur avendo subito un numero minore di rigori, con scalpi eccellenti come quelli di Falcao, Messi e Thomas Muller; dal canto suo, Szczesny può vantare salvataggi dagli 11 metri su Rooney, Neymar e, recentissimo, su Higuain. Le ultime 3 stagioni da titolari (escludendo quindi la scorsa per Szczesny) mostrano però i miglioramenti di Wojciech, sempre più vicino all’illustre collega: 6 rigori parati da entrambi, a fronte degli 8 gol subiti dal portiere colchonero e degli 11 da quello juventino.

La doppia sfida degli ottavi di Champions sarà una ghiotta occasione per Szczesny per mettersi a confronto con uno dei migliori 3 portieri del globo, una prova per capire a che punto è l’estremo difensore bianconero rispetto ai conclamati grandi del ruolo. Atletico – Juve ci dirà se anche Wojciech potrà sedersi al tavolo dei migliori.