Obiettivo 150 palloni per Pjanic: ma come?

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Simone Giacomo Belvisi

Vorrei vedere Pjanic toccare centocinquanta palloni a partita”: sono queste le parole pronunciate da Maurizio Sarri durante la conferenza stampa di presentazione. Il tecnico toscano ha spiegato in breve le idee di gioco che tenterà di applicare durante la sua prima stagione sulla panchina della Juventus: “Io organizzo la squadra nei primi settanta metri e poi lascio libertà negli ultimi trenta”. Insomma, come ci aspettavamo, con poche parole Sarri ha fatto capire che non cambierà assolutamente il modo di esprimere calcio. È ben risaputo che il nuovo allenatore della Juventus ama affidare le redini del centrocampo e della squadra principalmente ad un solo giocatore; quindi, risulta chiaro che sarà il bosniaco al centro del progetto. Il numero 5 della Juve ha ricoperto lo stesso ruolo anche con Allegri, ma eravamo ben lontani dai centocinquanta palloni a partita. Il centrocampo bianconero spesso faticava a costruire gioco a centrocampo. Durante la scorsa stagione sono state proposte diverse soluzioni. Il tecnico livornese ha sempre optato per interni di centrocampo verticali, con buone caratteristiche di inserimento.

In questo modo, si rendeva il reparto ultra-offensivo, per poter sfruttare la superiorità numerica in attacco e finalizzare con più uomini durante la fase offensiva. Questo modo di giocare, purtroppo, dava molta meno qualità alla squadra. Come è possibile far giocare a Miralem una media di centocinquanta palloni a partita? Il primo suggerimento, per dare una risposta a questa domanda ce l’ha suggerito proprio Sarri. Sì, perché anche lui si rende conto che, avendo gli stessi interpreti, sarà molto difficile raggiungere queste cifre esorbitanti; infatti, in conferenza stampa ha aggiunto:”Dobbiamo allenare la capacità dei compagni di squadra a dargli sempre la palla”. Effettivamente, Pjanic potrebbe essere l’interprete corretto; ha dimostrato di avere delle buone qualità da palleggiatore e anche una buona visione di gioco. Dopo le parole pronunciate dal tecnico ex-Chelsea tutte le voci sul suo possibile trasferimento sono scomparse, ed è chiaro quindi, che anche la dirigenza appoggia la scelta di affidare a lui le chiavi della squadra.

Rimane quindi solamente scegliere chi affiancare nel classico 4-3-3. Ricordiamo che l’obiettivo è quello di creare gioco, quindi, inizierei ad escludere Matuidi. Grande giocatore con una riserva di corsa infinita, sicuramente però, non è possibile puntare su di lui per costruire gioco. Tentando sempre di escludere centrocampisti, che non rientrerebbero nelle caratteristiche richieste, potremmo citare Khedira, perché ormai l’età e la forma fisica non permettono di includerlo nel terzetto titolare. Rimangono dunque disponibili dalla scorsa stagione due giocatori: Emre Can e Rodrigo Bentancur. Il primo ha dimostrato di essere prettamente un giocatore difensivo: nella sua ultima stagione al Liverpool era stato uno dei migliori giocatori per palloni recuperati, e in quella passata ricorderemo tutti la sua importanza nella rimonta contro l’Atletico Madrid, dove aveva praticamente ricoperto il ruolo di terzo centrale in modo eccezionale; il secondo potrà essere in futuro un buon centrocampista con qualità di palleggio superiori alla media, ma, essendo molto giovane e non avendo molto esperienza, non può essere un giocatore di riferimento.

A questo punto, capiamo che il mercato effettuato è fondamentale per poter sviluppare le idee di gioco proposte da Sarri. Pochi giorni fa è stato presentato Rabiot, il secondo acquisto Juve della stagione a parametro zero. Un giocatore con indiscutibili qualità tecniche nel smistare palla a centrocampo, e soprattutto ottime qualità a livello fisico, che risolverebbero la carenza del collega di reparto. Non arriva da una stagione positiva: a Parigi è stato completamente escluso dal progetto del tecnico Tuchel a causa di questioni extra calcistiche, ma quello che deve interessare in questo momento è la qualità che può portare al centrocampo juventino, e Sarri è consapevole che potrà avere margini di miglioramento.

Il primo acquisto della Juve a parametro zero è stato però Aaron Ramsey, giocatore che ricopre ancora un ruolo come interno di centrocampo e che può benissimo affiancare Pjanic e Rabiot, in quanto ha dimostrato di saper dialogare con i compagni a centrocampo e di sapersi inserire bene durante le fasi offensive. Pare quindi che in casa Juve la rivoluzione a livello di gioco passerà soprattutto dal centrocampo; verranno cambiati gli interpreti rispetto all’anno precedente, innestando i nuovi acquisti e tenendo comunque in considerazione che, in caso di turnover, Sarri avrebbe a disposizione Bentancur come vice-Pjanic e Emre Can che potrebbe sostituire sia Rabiot che Ramsey. Sembrerebbe ormai palese il trio titolare nel reparto di centrocampo nel classico 4-3-3 di Sarri. Solo nel caso in cui si dovesse verificare l’acquisto di Pogba o l’eventuale cessione di Pjanic, potrebbero cambiare le gerarchie in campo. Sarri punterà su questi tre giocatori avendo come gioiello e punto di riferimento il numero 5 juventino; poi spetterà a lui, come ha detto in conferenza, allenare i compagni, per fargli arrivare i famosi centocinquanta palloni a partita.


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