Nuovo format Champions League – Razionalità o Suggestione

di Andrea Mangia |

Ragione o irrazionalità? Qui vi voglio.

La Champions League quest’anno terminerà in un modo assolutamente inedito ed inaspettato.

Fuori tempo (in pieno agosto), fuori “luogo” (tutti insieme fin dai quarti di finale) e soprattutto fuori format (dai quarti in poi partita secca). Come vi trova questa consapevolezza? C’è qualcuno fra di voi che sta pensando che forse gli auspici potrebbero essere buoni per portarla a casa, anche in una stagione claudicante e transitoria, alzandola là, a casa del Re?

C’è qualcuno che ha pensato ad un finale in linea con la storia dei nostri successi europei, per i nostri detrattori, pronti (beceramente) a sminuire anche questa eventuale vittoria con le solite, tristi affermazioni del tipo “una col sangue, una col doping e adesso una col Covid”? Sarebbe un esito quasi “salomonico”, che chiuderebbe in modo perfetto i 10 anni della presidenza Agnelli, fotografando perfettamente la nostra gloria e l’altrui travaso di bile.

Oppure siete portati a pensarla in modo totalmente opposto, e a riferirvi alla nostra storia di in-successi europei, legati alla nostra cronica difficoltà a vincere le finali, pensando che quest’anno, di finali, dovremo praticamente giocarne almeno tre? Eh sì, perché tralasciando l’ottavo di finale di ritorno con il Lione (che in realtà ha già di per sé il sapore autentico di una sorta di finale, per entrare là, nell’élite del calcio europeo in cui dovremmo stare quasi di diritto), il format della Champions di quest’anno ci mette di fronte bene  altre due partite da dentro o fuori, prima di immergerci nella consueta psicosi pre-finale. Forse troppe per le nostre caratteristiche e per la nostra tradizione? È altrettanto lecito domandarselo.

Oppure la terza via. Quella della razionalità pura e semplice. Quella che ti mette davanti agli occhi una squadra spenta, con pochissimi guizzi e poche idee offensive, incapace di essere pericolosa e anche, a tratti, di mostrare il cosiddetto occhio della tigre, quella scintilla che ti permette di rubare quei “centimetri che fanno la differenza tra la vittoria e la sconfitta” di Al Paciniana memoria. Semplicemente, non pare il nostro anno, diranno alcuni di voi.

Eppure tutto è ancora da scrivere, in un finale di stagione in cui davvero non si sa cosa aspettarsi. Molte squadre arriveranno alla Final 8 di Champions dopo aver giocato una volta ogni 3 giorni per il prossimo mese e mezzo, altre ci arriveranno dopo 5 mesi senza partite ufficiali e altre ci arriveranno con un titolo in tasca già oggi.

Troppe variabili, troppe incertezze (anche interne alla nostra squadra, purtroppo). Non possiamo far altro che sederci ed osservare. Possibilmente remando tutti dalla stessa parte.


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