DAI LETTORI – Nuove leve per il centrocampo

di Juventibus |

di Claudio Menichelli

L’arrivo di Pjanic, il riscatto di Lemina, peraltro non sicuro della permanenza e le conferme dei soli Marchisio, Khedira e (facciamo gli scongiuri) Pogba: tira aria di rivoluzione nel centrocampo bianconero, soprattutto per ciò che concerne le seconde linee. Il diktat sembra chiaro: sfoltire la rosa a livello numerico ed aumentare la qualità a disposizione di Allegri.

Facile a dirsi, un po’ meno a farsi. Padoin raggiungerà Storari a Cagliari, ma il resto resta un enigma: Pereyra piace in Premier al Watford ed all’onnipresente West Ham, per Hernanes si spera in qualche destinazione “esotica”, Asamoah ha perso appeal per i troppi infortuni e Sturaro ha evidenziato grossi limiti tecnici. Questa situazione rende difficile ricavare dalle cessioni togliendo dal mercato il solo Lemina, giocatore che terrei volentieri ma che sembra aver suscitato offerte di alto profilo.

Contando su un lavoro in uscita al limite del miracolo di Marotta e soci, dovrebbe esserci spazio per inserire un paio di pedine di buon livello in mediana.
Il presupposto fondamentale per capire in cosa investire è stabilire in che modo il tecnico bianconero schiererà il proprio undici: Il 352 rappresenta il modulo base ma la mia impressione è che nel momento in cui Allegri avrà a disposizione tutte e quattro le sue stelle di centrocampo sarà difficile fare a meno di una di esse, facendo propendere l’allenatore livornese per un ritorno al suo 442 a rombo.
È quindi ipotizzabile un centrocampo formato da 7, massimo 8 elementi, che si alterneranno nei due moduli più utilizzati negli scorsi due anni.

Ci sono, inoltre, linee guida economiche da seguire: essendo il mio primo obiettivo un grande attaccante per il dopo-Morata (Sànchez, come vi ho raccontato nel mio precedente articolo) propenderei per l’acquisto di due profili economicamente non proibitivi (in modo da non precludere l’arrivo di un big davanti), in grado di accettare la panchina e crescere alle spalle dei campioni che sono in rosa. L’ideale sarebbe prendere un giocatore abile nei movimenti davanti alla difesa, ed un altro in grado di agire da mezzala ed eventualmente da trequartista.
Per quanto concerne il primo profilo, si è parlato a lungo di Mascherano, giocatore senza dubbio straordinario ma che per diversi motivi (età, ingaggio e costo del cartellino) rischia di diventare utopia. Nello stesso ruolo vorrei invece soffermarmi su un paio di calciatori molto più giovani che mi hanno colpito in positivo.

Il primo nome è Amadou Diawara, 19enne mediano guineano del Bologna che nella scorsa stagione in A è sceso in campo 34 volte, dimostrando di saper abbinare quantità e qualità. Esplosività, grande abilità nel recupero palla e una buona tecnica soprattutto nel gioco corto, lo rendono uno dei prospetti migliori del nostro campionato; la quotazione è intorno ai 15 milioni, vietato non pensarci, detto da uno che ha sempre preferito vedere un regista puro in quella zona.
L’altro giocatore, che sicuramente ricorderete contro la Juve in due match di questa Champions League, risponde al nome di Mahmoud Dahoud, tedesco di origini siriane, centrocampista estremamente versatile del Borussia Mönchengladbach: classe ’96, tecnicamente molto valido, più offensivo del bolognese e ipotizzabile anche come mezzala, neanche lui costituisce il prototipo del regista classico ma è un giocatore moderno dotato di visione, dinamismo e di un buon tiro dalla media distanza. Valutazione che qui però potrebbe sforare i 20 milioni.
Per quanto riguarda il secondo profilo, sono rimasto stregato dalla stagione di Piotr Zielinski, centrocampista 22enne dell’Udinese che abbiamo visto all’opera nell’ultimo campionato ad Empoli; 35 presenze, tanta corsa e fosforo, buona qualità con entrambi i piedi, ottimi tempi di inserimento ed una discreta vena realizzativa confermata dalle cinque reti messe a segno; mezzala di destra ed all’occorrenza trequartista. Su Zielinski ho un unica perplessità: è un giocatore prevalentemente di movimento, che non possiede una qualità di palleggio straordinaria, cosa che risulterebbe invece importante nel gioco di Allegri. Ma certamente è un prospetto da seguire. Quotazione anche qui sui 15 milioni.

Insomma, nuove leve per la Juve da far crescere alle spalle di campioni già affermati, tutto questo senza dimenticare che la dirigenza bianconera ha già prelevato Rolando Mandragora dal Genoa, giocatore che quest’anno ha fatto intravedere buone qualità sia quando schierato davanti alla difesa, sia da centrale difensivo, nel Pescara.
E poi, se il colpo in attacco dovesse essere meno costoso, o se si dovessero rivelare più favorevoli le condizioni per un suo trasferimento chissà che il nome di Mascherano non torni in auge improvvisamente.