Nove passi verso la leggenda

di Nevio Capella |

inter-juve squadra

Quanto sono  lunghi  nove anni?
Semplice, 108 mesi, 432 settimane, 3282 giorni.
Numeri che negli ultimi giorni abbiamo imparato a memoria ma non sufficienti ad abituarci all’idea, divenuta realtà matematica sabato pomeriggio, di dover scucire quel compagno di viaggio a tre colori dalle nostre magliette.
Nove anni di gioie, qualche dolore (pochi ma forti), esultanze, scariche di adrenalina smisurate.
E come per ogni bilancio che chiude un viaggio, ecco i nove momenti più indimenticabili che ho selezionato per ognuno dei “triangolini” conquistati.
Nove passi verso la leggenda.

CAMPIONATO 2011-2012 – Il primo, il più desiderato.
Tra i più belli dell’intera storia bianconera, il primo della serie è uno scudetto di intensità ineguagliabile, in una stagione caratterizzata dal fatto che senza impegni europei si giochi ogni sette giorni, e appena l’arbitro fischia la fine di una partita, siamo tutti così carichi da non vedere l’ora che arrivi il weekend successivo.
Imbattuti, orgogliosi e a petto in fuori, non dimenticheremo mai il momento in cui stava per vanificarsi una rincorsa lunga mesi, sul più bello.
Ed è stato in quel preciso istante che ci ha pensato ancora una volta Lui, Alessandro Del Piero.

CAMPIONATO 2012-2013 – Il secondo, il più normale.
Normale, sì.
Perché questo forse è l’unico dei nove scudetti che abbiamo vissuto con maggiore tranquillità, nel senso che eravamo ancora ebbri del precedente e quindi, qualsiasi cosa fosse successa, l’avremmo probabilmente accettata senza fare drammi.
Per tutto il campionato non si intravedono crepe o avversari tali da mettere in pericolo la riconferma juventina fino ad inizio marzo, quando Emanuele Giaccherini, uno dei simboli principali della Juventus di Antonio Conte, inizia e conclude una triangolazione con Pogba che ci manda a +9 sul Napoli, obbligandoci a prendere nuovamente ago e cotone.

CAMPIONATO 2013-2014 – Il terzo, il più dominato.
102 punti su 114 punti disponibili, uno dei tanti record costruiti in questo decennio (solo in questo campionato la Juventus ne realizzerà 14 di vario tipo).
Una squadra arricchita in estate dall’arrivo di Carlos Tevez che, superando ogni più rosea previsione sul suo rendimento, la prende letteralmente per mano dopo la batosta di Firenze guidandola in una striscia incredibile di vittorie consecutive che si rivelerà poi decisiva per il tris.
Striscia che rischia seriamente di essere interrotta ad un terzo del percorso, contro un’Udinese superata all’ultimo respiro dalla zampata del Re Leone, Fernando Llorente.

CAMPIONATO 2014-2015 – Il quarto, il più sorprendente.
La sorpresa non sta tanto nel quarto scudetto di fila, ma nell’essere riusciti a vincerlo dopo lo scisma di luglio 2014, il burrascoso addio di Conte e l’arrivo di Allegri, una combo che avrebbe steso chiunque.
Non la Juventus, che dopo aver respinto un paio di volte i tentativi di assalto della Roma, scava il vuoto sui giallorossi in inverno (come spesso accade nei nostri campionati vincenti).
Il vero “turning point”, soprattutto mentale, arriva a fine novembre quando sotto il diluvio Andrea Pirlo risolve un derby in cui, complice l’inferiorità numerica, un pareggio sarebbe stato oro colato.

CAMPIONATO 2015-2016 – Il quinto, il più inimmaginabile.
E’ lo scudetto che ci consente di eguagliare la mitica Juventus 1930-35, a margine di un’altra pioggia di record, tra cui l’imbattibilità di Buffon (973 minuti e 10 gare).
Un sogno inimmaginabile ad inizio percorso, nel 2011, quasi utopistico dopo due mesi di campionato, quando la Juventus giace languidamente al dodicesimo posto in classifica e distante 11 punti dal primo.
Lo scudetto sarà deciso dal mitologico gol di Zaza che consente di battere nello scontro diretto e superare per la prima volta in classifica il Napoli, in una partita che è l’ultima di una striscia mostruosa di quindici vittorie consecutive, iniziate quasi quattro mesi prima, così.

CAMPIONATO 2016-2017 – Il sesto, il più snobbato.
Il sesto lo vedo uno scudetto “snobbato” nel senso che dopo la faraonica campagna acquisti estiva e la razzia fatta alle due principali antagoniste di questi anni con Pjanic e Higuain, lo scudetto è visto quasi come una formalità, mentre il vero sogno ha il nome di una città gallese, Cardiff.
Sarà in effetti così, in una cavalcata quasi perfetta e una stagione che di momenti entusiasmanti ne regala tanti.
Quella superiorità nei confini nazionali di cui siamo tutti convinti, si palesa in modo disarmante in un Juventus-Roma deciso da colui che la rappresenta, Gonzalo Higuain.

CAMPIONATO 2017-2018 – Il settimo, il più adrenalinico.
Nella mia personale classifica, dopo il primo, viene assolutamente questo.
Uno scudetto che nei primi mesi sembriamo quasi non aver voglia di vincere, perché le ferite di Cardiff sono ancora aperte, e che una volta raggiunto e superato il solito Napoli, sembriamo voler buttare al vento come i più folli kamikaze.
Il gol (ennesimo) del “core ingrato” Higuain nel suo ex stadio che ci tiene a galla in inverno o la magia di Dybala a Roma contro la Lazio che rende possibile il sorpasso ad inizio primavera, sarebbero già meritevoli di podio, ma il primo posto non può non appartenere ancora al Pipita, nella notte milanese del 28 aprile 2018.
Essere sopravvissuti a quei minuti finali, è già uno scudetto.

CAMPIONATO 2018-2019 – L’ottavo, il più malinconico.
Credo che l’ultimo firmato Allegri, sia uno scudetto malinconico per vari motivi, per quanto sembri paradossale usare questo termine nell’anno della sbornia per l’arrivo del più grande di tutti, Cristiano Ronaldo.
Eppure è malinconico il modo in cui si chiude questo campionato e in generale tutta la stagione, con le ultime partite che sono quasi un supplizio, l’addio di Allegri a fine stagione e soprattutto la cocente eliminazione europea.
Malinconico anche perché è l’ultimo scudetto normale, vinto da Juve.
Il momento più bello è quello in cui nel giro di mezz’ora Ronaldo prende in mano la squadra e ribalta il Napoli, apparentemente l’avversaria più accreditata.
Quel pomeriggio capiamo di essere ancora anni luce avanti a tutti, anche se non durerà molto…

CAMPIONATO 2019-2020 – L’ultimo, il più difficile.
“Difficile” è il termine giusto con cui fotografare il primo campionato condizionato dal Covid, in cui in panchina c’è una allenatore inviso a gran parte della tifoseria per i suoi recenti trascorsi.
Il torneo si spezza in due tronconi, il primo dei quali per la Juventus risulta decisivo per mettere fieno in cascina e punti che si riveleranno fondamentali in estate, quando l’inedito campionato di luglio ci consegnerà il nono scudetto di fila, l’ultimo.
Su tutti quelli conquistati nello scontro diretto con l’Inter, grazie anche a questa giocata di Paulo Dybala.


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