Notte (prima) degli esami di Coppa

di Sandro Scarpa |

“Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra. E un pianoforte sulla spalla”. 

Il ragazzo con la chitarra è chiaramente Bernardeschi, che stasera vorremmo vedere strimpellare solo in panchina o, al massimo, produrre i suoi assoli  improduttivi solo nei minuti finali, in quella surreale girandola da 5 cambi che fa molto amichevole col Lucento.

Quello col pianoforte sulle spalle è Higuain, generoso e fragile, tecnico e sfigato, che scatta ormai come avesse davvero un pianoforte a coda sulle spalle, ma gli si vuole bene lo stesso.

“Come pini di Roma, la vita non li spezza
Questa notte è ancora nostra”.

I pini di Roma sono Bonucci e de Ligt, alti e solidi contro l’attacco mini e guizzante del Napoli, che potrebbe essere già in forma, come gli atleti brevilinei, rispetto a fisici più massicci. E questa notte, speriamo sia ancora nostra, come le ultime 4 Coppe Italia di fila, prima dello stop dell’anno scorso.

Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni“.

Il giovane attore è sicuramente Rodrigo Bentancur, astro luminoso nel cuore del calcio di questa Juve, nato per aggredire alto, cresciuto per giostrare sia da play che da interno, e a cui manca l’ultimo passo -inserimenti e finalizzazione-, il trovarsi pronto e concreto in quell’area svuotata dai nostri avanti che la attaccano da lontano.

Le pizze fredde ce le offrono tutti gli altri nostri centrocampisti, per limiti fisici, tecnici, mentali, tattici: un sapore gelato, senza profumi, calore e gusto dei nostri migliori anni: il mitologico e rimpianto Pirlo, Pogba, Vidal o il sottovalutato Marchisio, Pjanic, Khedira.

Notte di sogni, di coppe e di campioni
Notte di lacrime e preghiere”. 

La Coppa Italia non è più un nostro sogno, e storicamente non lo è mai stato – da Galia in poi-, eppure questa ha un valore diverso: la ripresa tra indifferenza ed entusiasmo, quel calcio che sembra la cosa meno importante ora eppure una di quelle che più ci mancava in un tempo senza emozioni effimere che diventano giganti.

Le lacrime e le preghiere ci saranno, perché in condizioni normali questa Juve dovrebbe imporsi in modo sicuro sul Napoli malandato, rianimato da Gattuso, ma questo è un anno, una fase e una gara sui generis: tutto è possibile, e l’unica certezza è, come nella sgambata col Milan, che ci saranno momenti di gioco alti e promettenti ed altri bassi e tremolanti.

La matematica non sarà mai il mio mestiere

La matematica (e le scienze bancarie) erano il suo mestiere extra-panchina, ora invece è il momento in cui Sarri smetta di farsi girare le scatole per le sue promozioni (notevoli) dall’Eccellenza e riempia la prima casella dei trofei “italiani”, pallina pesante nell’insaziabile pallottoliere Juve.

Esame di matematica per Sarri, di chimica per Bonucci e de Ligt, di mitologia greca e latina per Alex Sandro e Danilo, dioscuri ritrovati, gemelli di fascia su cui ricadrà l’onere di tutte le prossime partite.

Esame di francese, tedesco e inglese per la batteria in mezzo: Matuidi, Rabiot, Khedira, Ramsey, tutti precari da qui alla fine dei giochi.

Esame importante di Progettazione e Costruzioni per Pjanic che si vede in blaugrana dietro Messi, dopo 18 mesi senza un lancio verticale per Cristiano.

Proprio Cristiano e Buffon sono all’ennesimo esame di Storia, scritta e vergata da due fenomeni sulla cresta da due decenni, che li fa bruciare dentro e li rende ancora affamati.

Esame di Educazione Fisica e Scienze Motorie per Douglas Costa, quello delle 3 partite e poi stop, che magari coi 5 cambi potrebbe avere una nuova dimensione di utilizzo conservativo.

Infine esame di Disegno e di Poesia per Paulino Dybala.

“Si accendono le luci qui sul palco
Ma quanti amici intorno
Mi viene voglia di cantare
Forse cambiati, certo un po’ diversi
Ma con la voglia ancora di cambiare” 

E poi, esame di passione e calcio per tutti noi. Abbiamo ancora voglia di soffrire, gioire, godere e starci male e bene per dei tizi sull’erba, senza tutto il contorno di cori, urla e curve?

Sapremo in parte stasera “se l’amore è amore”. 

Buona finale a tutti e a tutte.

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