La notte di Pep

di Alex Campanelli |

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In uno dei rari momenti di respiro dal più classico dei tour de force pre-esami universitari, oggi mi sono trovato a scrivere qualcosa del tipo “Pep e Cristiano nella mia squadra del cuore non avrei mai nemmeno osato immaginarli, nemmeno nei miei sogni più arditi“. Invece la possibilità c’era, c’è ancora, ho (anzi abbiamo) iniziato a crederci davvero quando questo articolo di Luca Momblano ha dato forma e concretezza ai miei sogni, come fece poco più di un anno fa con quest’altro articolo, quello sul 7, che penso di aver riletto almeno 20 volte sino ad impararlo a memoria.

Le notizie si susseguono, Radio Sportiva lo dà per fatto, Lottomatica fa crollare la quota, Sisal chiude le scommesse, corrono voci di una possibile presentazione il 14 di giugno perché, si dice, “hanno sospeso i tour dello Juventus Stadium causa conferenza“. Per la prima volta mi trovo a pormi domande più realistiche: cosa significherebbe Pep Guardiola alla Juve?

L’allenatore che ha cambiato il calcio della nostra epoca nel campionato che forse più di tutti necessita di un cambiamento, di un’inversione di tendenza, di una scossa tellurica paragonabile solo all’avvento dell’Olanda di Cruyff. Pep Guardiola sarà il fautore di una rivoluzione culturale globale o si “limiterà” a provare a cambiare la Juventus, comunque a suo modo un’impresa titanica? O verrà addirittura rigettato dal pallone nostrano come successe a Roma al suo epigono Luis Enrique?

Pep Guardiola alla Juventus significherebbe anche portare nel club che più di ogni altro al mondo brama la maledetta Champions l’allenatore che più di ogni altro al mondo vuole tornare a vincerla. Già, perché mentre il catalano diffondeva il verbo in terra germanica e britannica, a Madrid i suoi nemici portavano a casa quattro coppe dalle grandi orecchie, con metodi che lui definirebbe discutibili. Lui che con Bayern e City non ha mai nemmeno raggiunto la finale, lui che deve scrollarsi di dosso l’ultima, fastidiosa etichetta di chi “ha vinto la Champions solo con Messi“.

A Torino Pep troverebbe Cristiano, un altro signore ossessionato dalla vittoria, un altro che ha bisogno di dimostrare a sé stesso e al mondo di essere ancora lassù, che vuole conquistare la sesta coppa della sua carriera con il suo terzo club per ascendere definitivamente a quell’Olimpo degli Dei che probabilmente già gli spetterebbe.

Tutti gli incastri sembrano quelli giusti, tutte le tessere del puzzle sembrano combaciare, resta solo da aspettare la fumata bianca.
Buonanotte (se ci riuscite).


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