Perché non è tutto così nero

di Simone Navarra |

Juventus, Barcellona e Bayern in queste ultime settimane paiono imbolsite, ancora un po’ in vacanza, acciaccate per le assenze. I bianconeri, inoltre, sembrano aver perso solidità e sicurezze. Il trainer degli ultimi 4 scudetti quattro è tornato quel ragazzo di Livorno arrivato dall’esonero al Milan e reduce da una sconfitta cocente contro la squadra di Antonio Conte. Sembra tutto sbagliato, tutto da rifare. Il calciomercato invernale poi non ha portato quei colpi tanto annunciati dai media che contano ed anzi si è portato via quel Benatia che per muscoli ed esperienza prometteva di poter fronteggiare i bomber delle sfide continentali. Se questa è la situazione a febbraio forse è bene mettersi l’anima in pace e prepararsi come si deve all’anno che verrà, casomai smaltendo un po’ qualche sovrannumero in rosa e ripescando dei vecchi-giovani amici che hanno provato avventure, leggi Paul Pogba. 
Ma forse non è tutto così nero, negativo, perdente. Perché? Primo perché è ancora presto. C’è tempo per perdersi e per ritrovarsi, senza perdersi ancora. Mancano ancora almeno 100 giorni alla fine del campionato di A e dunque a un nuovo storico obiettivo Le squadre, le Juventus che hanno fallito sul traguardo, a quest’ora erano in forma. Quella di Ancelotti che crollò sotto la pioggia di Perugia era scarica da diverse settimane, ma sempre in primavera. In inverno correva. Altroché. Lo stesso l’anno successivo. I punti di vantaggio sulla seconda, adesso, non saranno da record come erano fino a pochi giorni fa, ma si può ancora mettersi al riparo. Ci sono partite in casa e incontri relativamente facili, c’è modo di mettere fieno in cascina. La Juventus adesso sembra troppo allenata, distratta perché stanca. E’ successo in passato alle squadre di mister Allegri. Poi, in genere, da marzo in avanti riescono a far bene, mettendo gambe dove servono. 
“Bisogna tenere botta e andare avanti”, si dice in questi casi. E’ necessario amarsi e stare tranquilli anche davanti ad un pareggio, ad una partita che dice poco. Nel frattempo si recupera qualche infortunato, si massaggia come vuole il campione, si fanno ballare tutti gli altri che devono stare sempre sulla corda. La rosa della squadra permette alcuni cambi e una serie di defezioni, sennò non sarebbe squadra. Dare fiducia a Rugani e Caceres è ora un obbligo, ma può funzionare ancora per qualche match. Non hanno funzionato con il Parma? Lo ha detto Cr7 quello che è successo, perché i gialloblù non hanno fatto nulla di speciale, ha spiegato il portoghese. Una sosta della nazionale, un paio di incontri senza troppi patemi e si esce dal guado. I traguardi sono altri e portano lontano, oltre frontiera, tra 15 giorni abbondanti. Ai tifosi Paratici & co. lasciano il desiderio di una rosa di 60 giocatori, ma nella realtà, della competizione e della voglia di emergere, questo non è possibile. 
E Allegri? Deve continuare a fare il pompiere perché non ci sono altre ricette possibili. Ad inizio febbraio bisogna solo star tranquilli (in questo lui è bravissimo), allenarsi ed attendere le partite vere che verranno.