Non è solo football

di Mario Sironi |

Si è tenuta l’Assemblea degli azionisti Juventus Spa chiamata ad approvare il Bilancio 2018/19. Come negli anni precedenti, trovo interessante analizzare l’intervento di apertura del Presidente Andrea Agnelli, intervento che ci dà un quadro illuminante sullo stato del settore calcio in generale e della società Juve in particolare. Il discorso ha preso avvio da un video lanciato dallo stesso Presidente (d’ora in avanti AA), video emozionante che si è concluso con la affermazione “la Juventus non è solo un club di football”. AA ha ricordato che Juventus ha emesso in febbraio un bond (obbligazione) di 175 milioni di euro al quale sta per seguire un aumento di capitale sociale per 300 milioni dedicati interamente al piano di sviluppo della competitività sportiva, dei ricavi operativi e della maggior visibilità del brand sui mercati internazionali.

Non sono numeri enormi – ha detto AA bacchettando qualche addetto ai lavori a mio avviso – in quanto il benchmark di riferimento per Juventus è l’Europa e non l’Italia. E ha snocciolato alcuni esempi:
– il Manchester Utd ha chiesto negli ultimi anni 450 milioni agli azionisti e 1 miliardo di euro al mercato delle obbligazioni;
– il Real Madrid ha emesso bond per circa 600 milioni di euro;
– il Tottenham stesso lo ha fatto per quasi 500 milioni di euro.
I fatturati delle principali società calcistiche europee attualmente vanno dai 500 milioni del Borussia Dortmund ai quasi 1000 milioni del Barcellona. Questo è il benchmark della Juventus, dove per benchmark, ricordiamo, si intende un parametro di riferimento per valutare l’andamento di una attività commerciale o finanziaria e – in questo caso – di una società di calcio. Il fatturato Juve (senza plusvalenze) – ha proseguito AA – è passato dai 170 milioni del 2010 ai 500 odierni. Il Real Madrid, nello stesso periodo, è passato da 500 milioni a 750 con un tasso di crescita inferiore, ma con un divario da colmare ancora.
Come colmarlo? Continuando sulla strada già tracciata e che ha portato a risultati superlativi, con un metodo di gestione basato sulle tre note aree specifiche con le quali è gestita la Società:
– area sport (Paratici deus ex machina , ormai)
– area commerciale (a cura di Marco Re)
– area finanziaria (seguita da Giorgio Ricci)
Questa suddivisione ha portato in 10 anni i risultati elencati da AA e che qui ho riepilogato in forma di tabella:
Dal 2010 al 2019:
FATTURATO TOTALE
2010: 172 milioni di euro
2019: 621 milioni di euro
DIPENDENTI CLUB
2010: 85
2019: 258 (885 Con i tesserati)
CAPITALIZZAZIONE MERCATO
2010: 162 milioni di euro
2019: 1470 milioni di euro
PERCORSO SUL CAMPO
2010: Zero
2019: 8 scudetti e tutto il resto
RANKING UEFA
2010: 43° posto
2019: 5° posto (Atteso a breve il 4° posto)
AA poi ha ricordato le complessità che Juventus ha dovuto affrontare in questi anni, dove complessità è parso un vero e proprio eufemismo: ha citato dunque il calcioscommesse 2012, che ha coinvolto nostri tesserati, costringendo la squadra a giocare le partite senza allenatore (mi è sembrata una stoccata all’ingrato Conte, ma forse è solo una mia interpretazione maliziosa); ha poi ricordato le inchieste AltoPiemonte e Last Banner, inchieste definite da AA molto “intense” e per le quali ha sottolineato il ruolo di parte lesa di Juve, parlando anche di estorsioni. Tornando agli investimenti, AA ha ricordato che la Juventus in questi anni ha investito oltre 400 milioni nello sviluppo immobiliare della società ricordando i 180 impiegati per lo stadio e le strutture connesse, i 100 per il JVillage, i 90 per le aree commerciali e i 16 milioni utilizzati per le migliorie alle strutture di Vinovo.
Ha quindi sottolineato la apertura del JHotel nel mese di settembre (unico nel suo genere), la novità degli Store a Milano e Roma, gestiti in modo diretto senza franchising e l’avvio di un ufficio ad Hong Kong per la crescita in quella parte del mondo. Nella sua carrellata, AA ha poi sottolineato la grande operazione del nuovo logo, accolto con grande scetticismo, ma ora detentore di una grande valenza iconica e ricordato le operazioni sui settore calcio femminile e Under 23, gestite con grande professionalità seppur appartenenti a settori non ancora professionistici.
Augurando a CR7 la vittoria del prossimo pallone d’oro, AA è poi passato ad analizzare l’impatto social network della Juve che è ormai diventato il quinto club al mondo per followers sulle piattaforme digitali e si appresta a diventare il quarto con dati piuttosto interessanti :
* 90 milioni di followers nel mondo
* 1,2 miliardi di interazioni mensili
* Juventus è ormai il 4° club al mondo per fans a livello europeo e vengono stimati oltre 400 milioni di tifosi nel mondo.
Infine, in qualità di eccellente manager quale è, ha riepilogato i punti di forza e di debolezza dell’industria calcio, un’industria da lui definita molto complessa:
Opportunità:
* crescita incessante del settore, con ultimo anno a +5% e le leghe top five europee a +16% con 12 club che monopolizzano la scena e la cui crescita dipende ormai per oltre il 50% da ricavi commerciali, dunque minor peso dei diritti TV domestici che pesano ormai il 20% del fatturato;
* dunque una disintermediazione che impone riflessioni importanti sull’uso del digital che è canale che ti porta direttamente al tifoso/cliente;
* in tal senso i nuovi canali in costruzione TimVision per lega Serie A e UefaTV sono opportunità da cogliere;
* il calcio femminile, che apre a nuovi mercati e a nuovi consumatori
Minacce :
– il monopolio di pochi club sta portando tensioni all’interno delle leghe di riferimento e ci si domanda quali competizioni dovranno dovranno forse essere privilegiate…
– la pirateria, grave problema che drena risorse ai club detentori dei diritti sulle partite;
– la TV, strumento vecchio dove le fasce giovani hanno avuto un calo di frequenza del 40% , in totale decrescita;
– la crescita di intrattenimenti alternativi: AA ha citato gli E-Sports (sport elettronici virtuali) segnalando che la finale di League of Legends (gioco di strategia in tempo reale) ha avuto 59 milioni di spettatori…dunque nuovi competitor prima impensabili.
Infine AA ha concluso il suo intervento rammentando che il piano strategico del 2014 aveva come obiettivo portare il marchio Juventus a livello globale, mentre il piano strategico 2019 ha come obiettivo fare prosperare la società per soddisfare gli stakeholders (ossia azionisti, obbligazionisti, clienti, creditori, dipendenti, gruppi di interesse del territorio e amministrazioni statali), i tifosi e le future generazioni.
Altri importanti target saranno per questi anni:
– veicolare un brand Juve moderno, innovativo ed iconico;
– mantenere lo sport al centro con la leadership sportiva italiana;
– rimanere nei primi 12 club europei per fatturato;
– ridurre i costi di retribuzione del personale entro il 60% dei ricavi operativi; – posizionare la Serie A nel mercato globale.
Juventus – ha conlcuso AA – fece un aumento di capitale sociale nel 2011 per risanare la società, risanamento ormai completato. Questo nuovo aumento di capitale è volto allo sviluppo, al rafforzamento di lungo periodo nel rispetto del Financial Fair Play.
Una mia sintesi? Idee chiare , visione di lungo periodo, disponibilità di risorse . Ci attendono periodi interessanti.
#finoallafine

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