Non privateci della Joya

di Juventibus |

Di Mario Pucciarelli 

Tiene banco in queste ore l’ipotesi di una possibile cessione di Paulo Dybala. Notizia da prendere, naturalmente, col beneficio dell’inventario, visto anche il marasma di voci che rimonta feroce durante questa sessione estiva di calciomercato. Benchè si possano intuire le ragioni squisitamente economiche e finanziarie alla base di un’eventuale scelta, mi riservo – a nome di quella parte di tifoseria che tiene fede all’orientamento assunto – di disapprovare una tale possibilità per una sequela di motivi concreti e plausibili.

Dybala in 4 stagioni ha realizzato complessivamente quasi 80 goal. Cifre che rendono giustizia al valore tecnico del pupillo bianconero e che, molto probabilmente, sarebbero più esorbitanti se i sacrifici tattici ai quali è stato sottoposto dalla guida tecnica in questi anni, non avesse finito per “svirilire” il potenziale realizzativo della Joya.

Non c’è la controprova, qualcuno direbbe, ma Dybala in area o nella sua prossimità è un vero prodigio. Esiste un terribile nesso tra le scarne prestazioni e il suo erroneo utilizzo, segnatamente a metà campo, dove lo sperpero di energie fisiche annebbia l’esplosività creativa e funambolica del ragazzo in direzione della porta. Un dejavù che ripropone il tema dell’eccessivo rigidismo tattico di alcuni tecnici per i quali pagarono dazio i grandi protagonisti del passato recente e remoto. Baggio su tutti, ma anche il primo Del Piero, giusto per fare un esempio.

Strana congiunzione astrale vedrebbe materializzarsi l’eventuale trasferimento di Dybala proprio nell’anno in cui alla conduzione tecnica bianconera giunge un tizio che coi tipetti creativi, leggeri e rapidi ci va letteralmente a nozze. Per carità, la lealtà aziendalista di Sarri di fronte agli indirizzi del gotha societario, sembrerebbe ben palesata anche all’indomani delle sue ultime uscite mediatiche. Ma siete sicuri, cari Paratici e Nedved, che nei fluidi ricami di gioco del “sarriball” i marcantoni che state braccando abbiano precisa funzionalità al cospetto anche di una rinnovata filosofia che predilige il “beau jeaux”, l’estetica, lo spettacolo?

In attesi di riscontri da parte dei nostri, auguriamoci ancora che la Joya – l’età è ancora dalla sua parte – continui a deliziare le nostre platee, come ha sempre fatto e come potrà fare.


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