Non ci piace dominare

di Juventibus |

Di Lazar Perović – @LazarPerovic91 

 

Da quando ho coscienza del gioco del calcio sogno di vedere una Juventus che incute terrore negli avversari di tutto il mondo. Una squadra con la filosofia offensiva per cui vittoria e gioco spettacolare vanno di pari passo. Non sono un fan di Zeman, non mi interessa fare spettacolo e perdere. Mi interessa dominare l’avversario, umiliarlo sotto ogni aspetto. Più volte mi sono chiesto cosa prova un tifoso del Barcellona, come vive le partite, come ragiona, cosa critica nel post partita.

Il nostro motto recita chiaro: “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Questa meravigliosa frase di Boniperti è un mantra entrato nel DNA della società Juventus. Allo stesso tempo, penso che rappresenti un limite. E’ una tesi che purtroppo ha avuto conferma dopo le parole di Chiellini e quelle di Buffon.

Sentire due senatori che sminuiscono la prestazione contro il Sassuolo e la indicano addirittura come esempio da non seguire mi ha completamente spiazzato. Per mezz’ora ho visto la Juventus più bella e dominante degli ultimi anni. Per un momento ho provato le stesse sensazioni che hanno i tifosi di quelle squadre abituate a vincere spazzando via l’avversario dal campo come un uragano che distrugge ogni cosa davanti a se.

Vedendo la campagna acquisti del mercato estivo conclusosi da poche settimane ho pensato che gli arrivi di giocatori ricchi di qualità in ogni reparto avrebbero portato la squadra ad evolvere dal punto di vista del gioco. Per farla breve, sono dell’idea che schierando gente del calibro di Bonucci, Dani Alves, Pjanic, Alex Sandro, Khedira, Dybala e Higuain si ha l’obbligo di dominare la partita indipendentemente dall’avversario. Te la puoi giocare alla pari contro le migliori 4-5 del mondo, ma contro le altre sei praticamente costretto a fare la partita e a imporre il tuo ritmo.

E invece no. Pare che alla Juventus si preferisca vincere 1-0 che 6-1. Non si possono subire tiri in porta, quindi si gioca per impedire agli avversari di farli, tanto poi un gol lo facciamo. Con la conseguenza che giochiamo piuttosto bassi, ci appoggiamo alla fase difensiva, attendiamo l’avversario.

Allegri resta uno dei migliori allenatori italiani e io rimango un allegriano convinto, se così si può dire. Penso che Max sia l’allenatore giusto, arrivato alla Juve nel momento storico ideale. Ci ha dato consapevolezza in ambito internazionale e a lui dobbiamo tanto. Non intendo scaricarlo per così poco. Non è un allenatore da calcio posizionale alla Guardiola, non è un maniaco come Conte, è un normalizzatore dai concetti semplici. Fino a quando porterà a casa le coppe avrà ragione lui. Da due anni ripete “datemi i giocatori di qualità e poi ci penso io a metterli in campo”, direi che la qualità abbonda e va messa in campo nelle migliori condizioni.