“No preocupación, Giuve!”

di Vittorio Aversano |

Un pareggio, in rimonta, in casa, nel finale di gara, fa girare le scatole; specie se all’esito di un breve filotto di prestazioni scialbe e che, per un verso, sono costate l’eliminazione dal primo vero trofeo stagionale. I fantasmi di un Juventus-Frosinone di due anni fa e della disinvolta difesa di quasi un decennio fa sembrano essere tornati a spaventare.

Eppure, ragionando a mente più fredda, non tutto è da buttare.

Contrariamente alle partite con Lazio e Atalanta, la squadra ha tirato e stratirato in porta, producendo moltissime occasioni da gol; la mira, semmai, resta ancora da aggiustare e vanno intensificati gli allenamenti sui calci di punizione (stavolta, se n’è incaricato Pjanic e non Ronaldo, con il medesimo risultato). Buono il contributo di Spinazzola.

Questa verve offensiva però ha prodotto uno sbilanciamento in avanti, che ha evidenziato le lacune della fase difensiva (centrocampo) e del reparto difensivo: Pjanic non è interditore, nonostante un paio di recuperi ieri (ma li ha fatti persino Mandzukic) e, se si trova a difendere da un lato, non può essere contemporaneamente dall’altro, quando gli avversari spostano il pallone rapidamente; Khedira, dopo un mediocre inizio, ha reso una prestazione-diesel in crescendo, andandosi a posizionare più stabilmente in avanti e rendendosi, insieme a Cristiano, il più pericoloso in attacco, così lasciando però sguarnita la fascia destra, dove Cancelo, già con i propri limiti di copertura, non riusciva a ripiegare in tempo; Matuidi ha lasciato ampie praterie in più di un’occasione, quando Spinazzola era troppo largo e/o in avanti; Caceres, al rientro nel calcio che conta, ha disputato una gara sufficiente e con una certa autorevolezza, ma altrettanto non si può dire di Rugani, perennemente incerto e totalmente privo di leadership, tanto da favorire almeno due dei tre gol parmensi. Là dove Chiellini di frequente rammenda e Bonucci ricuce, si evidenziano i limiti di sostituti verosimilmente non all’altezza dei titolari.

Allegri ha analizzato bene la prestazione della propria squadra, almeno fino a due momenti, che non mi trovano d’accordo: il primo, relativo all’insistenza sull’errore finale di Mandzukic (che pure è grave ed evidente), determinato da una scelta scellerata però figlia di uno scompenso tattico collettivo della catena di destra; il secondo, nell’aver affermato che il bel gioco non porta risultato. Ecco, se quello di ieri era bel gioco, allora non ci siamo: ieri la squadra ha, con le solite difficoltà e attenuanti varie legate alla tenuta fisica, preparazione e assenze, fatto niente di più che ciò che doveva, vale a dire aggredire l’assai più debole avversaria e tirare in porta; e questo non può andare a discapito della fase difensiva, che è quella che Allegri asserisce di curare con maggiore attenzione.

Al nostro tecnico, quindi, che giustamente però ricorda che si devono subire meno gol, risponde Cristiano che, intervistato, sostiene di non essere affatto preoccupato e di trovarsi in sintonia con allenatore e staff, così che la Juventus quest’anno dovrebbe regalare soddisfazioni ai propri tifosi. Sentire queste parole da parte sua senz’altro rincuorano in questo momento, sebbene trovo curiosa la parte sul feeling con l’ambiente, posto che non c’e stata domanda diretta. Il fuoriclasse ha anche aggiunto che l’errore di ieri è consistito nel non aver fatto più gol, dimostrando una mentalità chiaramente diversa rispetto a quella del proprio allenatore e magari più tipica del Real Madrid ma, in definitiva, la via di mezzo tra il non prenderne e farne è quella da seguire. CR7 ha, infine, affermato di essere vicino alla forma migliore e questa è la notizia delle notizie, alla vigilia degli impegni cruciali.

E non posso negare che, dopo le sue parole, lo scoramento e la preoccupazione sono diminuiti.

Quindi, cosa salvare di ieri? I due gol di Cristiano, la prolificità in attacco, il rientro di Mandzukic e la convincente prestazione di Spinazzola in fase propositiva e di assistenza, insomma piccoli progressi rispetto ai giorni più recenti.

Cosa non va? Nulla di nuovo, è sempre la solita Juve, nel bene e nel male, e ricordiamoci sempre che, per DNA, ci esaltiamo nelle difficoltà. Torneranno gli infortunati, la squadra riacquisterà vigore e sicurezza nei propri mezzi. Proviamo soprattutto (io per primo!) ad accantonare le considerazioni sulla guida tecnica, dal prossimo anno si vedrá, e intanto tiriamo fuori il massimo da questa stagione, stando vicini alla squadra in questo breve periodo di appannamento, che passerà così com’è venuto: parola di CR7, cara Giuve.