Niente esperimenti col Frosinone

di Davide Terruzzi |

Quando sono i tifosi bianconeri a fare del male alla propria squadra; Calori a Perugia, Blanchard col Frosinone. Da quella partita d’andata, la Juventus ha tratto alcune lezioni: difendere sui calci d’angolo con tutti gli uomini indietro, tenere palla nei minuti finali, prendere falli, perdere tempo, non perdersi in ghirigori. Ed è inutile sottolineare che con quella vittoria gettata al vento, la Juventus, ora, avrebbe gli stessi punti del Napoli; adesso, in attesa dello scontro diretto, c’ la partita di ritorno e c’è un solo risultato, come sempre, per la squadra di Allegri. Vincere. L’unico risultato possibile, accettabile. Quella di Stellone è la formazione meno equilibrata della Serie A: concede un numero esorbitante di tiri a partita (20.5), ha la peggior difesa (48 gol subiti), ne ha realizzati 24; più di questi numeri, però, è l’esame visivo che conferma l’impressione di una squadra nettamente in difficoltà, molto più del Carpi, nel salto di categoria.

Avranno sicuramente voglia di ottenere un risultato storico, non conoscono quando incontreranno nuovamente la Juventus in A, disputeranno una partita volenterosa, grintosa, energica, ma tutto questo non può preoccupare i bianconeri. Le categorie esistono, le differenze di valore sono nette e indiscutibili. Non si può avere il timore di una partita affrontata sottogamba, con la testa già rivolta al Napoli: i tre punti servono, bisogna vincere, si deve vincere. La Juventus è più forte del Frosinone indipendentemente dal modulo scelto e dai giocatori mandati in campo. L’importanza della vittoria, credo, non suggerirà ad Allegri rotazioni corpose, scelte non testate già in precedenza: a Frosinone con i migliori, con le garanzie degli ultimi mesi. Difesa a 3 quindi, con un Bonucci che dovrà non prendere l’ammonizione che farà scattare la squalifica – e saprà farlo – e in mezzo i migliori a disposizione: si è visto col Genoa che Padoin a centrocampo lascia desiderare, mentre si sa che Hernanes non è Marchisio. Sia chiaro: anche se si dovesse giocare con un 4312 con il jolly e il centrocampista brasiliano titolare la Juventus sarebbe superiore e non potrebbe che vincere, ma non è il tempo di esperimenti, di panchine, di turnover. Davanti le uniche due punte a disposizione. In panchina ci sono i jolly: Cuadrado, Lemina e Pereyra, pronti ad entrare.

Il fantasma di Blanchard non può essere cancellato, servirà sempre a ricordarsi come gestire una situazione nei minuti finali in cui il vantaggio è precario, ma il distacco col Napoli non può certamente aumentare: a Frosinone si deve vincere. L’importanza della vittoria consiglierà di evitare cali di tensione e approcci da vacanza.