Nessuno tocchi Matthijs de Ligt

di Stefano Francesco Utzeri |

Il tormentone degli ultimi 5/6 anni alla Juventus è sempre stato: “Barzagli, Bonucci e Chiellini non sono eterni. Dopo di loro come faremo?”. Fabio Paratici con pazienza ha atteso fino all’ultimo, fino all’infortunio di Barzagli, fino alla definitiva bocciatura (si può dire?) di Rugani, e oggi la Juventus può contare sul meglio che il mercato dei difensori centrali può offrire per età, qualità e personalità: Matthijs de Ligt.

Il messaggio di questa prima parte di stagione è chiaro: lui è una delle certezze della Juventus 2019/20. Il bilancio, al netto di meme, video, immagini, battutine, è più che positivo. A 20 anni de Ligt ha lasciato la sua comfort zone, la Johan Cruijff Arena e il De Toekomost dove è cresciuto, ha esordito da professionista, ha vinto con la maglia dei Lancieri, per una nuova avventura, la Juventus. Per la verità de Ligt ha lasciato l’Ajax a 19 anni, è diventato 20enne alla Juventus, il 12 agosto, dopo che con la squadra di Amsterdam e con la Nazionale Oranje aveva già collezionato presenze (151), gol (14) e una serie di record di precocità, arrivando da capitano a diventare Campione d’Olanda e ad un secondo dalla finale di Champions League.

19 giorni dopo aver compiuto 20 anni de Ligt si è trovato catapultato alla Juventus, titolare, contro la recente miglior rivale degli ultimi 8 anni, all’Allianz Stadium (ambiente col quale, ahinoi, aveva comunque aveva già una certa confidenza), al posto di Chiellini (anche tatticamente: sul centrosinistra pur venendo da anni nei quali ha sempre giocato sul centrodestra), con la prospettiva di essere titolare accanto a Bonucci per, probabilmente, il resto della stagione.

Fate voi i conti con tutto questo, pur con le spalle coperte da un ambiente solidissimo come la Juventus.

De Ligt ha finora giocato una buona stagione, anzi ottima considerate tutte le premesse che abbiamo fatto. Sicuramente nelle sue prime apparizioni il ragazzo di Leiederdorp ha dovuto fare i conti con una realtà diversa, un campionato più tattico, delle attese dovute anche all’investimento fatto dal club, una schiera di detrattori a preparare una critica ad ogni minima distrazione.

Nel percorso di crescita ci sono stati sicuramente problemi di adattamento sia alla situazione, che al campionato, ma finora de Ligt è stato dominante in area di rigore e nel gioco aereo, soprattutto dopo che la squadra ha digerito le situazioni da calcio piazzato che avevano fatto tanti danni nelle prime apparizioni stagionali della Juventus e, anche se non necessario per un difensore, ha trovato anche la prima gioia in bianconero, decidendo il Derby della Mole, non scontato.
Oggi quando la Juventus scende in campo senza il centrale olandese la differenza si nota immediatamente, come accaduto nel freddo di Mosca, dove è stato rimpiazzato da Rugani, col quale è inevitabile osservare in ogni situazione le categorie di differenza.

Per misurare le prestazioni e la maturità di de Ligt, l’esercizio è piuttosto facile: pensate quanti altri difensori centrali avete visto giocare a questi livelli, con questa sicurezza, questa età. Vi svelo la risposta, nessuno.

Questo de Ligt è già uno dei migliori 10 centrali al mondo, l’età fa pensare che siano ancora tantissimi i margini di miglioramento e sarà sempre più raro, almeno finché vestirà il bianconero della Juventus, vederlo seduto in panchina. Vale 75+10 milioni? Sì, li vale tutti di questi tempi.

Alzi la mano chi il 30 agosto dopo il comunicato sull’infortunio di Chiellini si aspettava, con l’olandese titolare, di essere imbattuto con 13 vittorie e 3 pareggi in 16 partite e di avere la miglior difesa del campionato? La risposta la immagino, di nuovo: nessuno.
Teniamocelo stretto. Nessuno tocchi Matthijs de Ligt.


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