Nessuno tocchi il riposo di Cristiano

di Massimiliano Cassano |

Il riposo di Cristiano Ronaldo è diverso. È calibrato, negoziato, categorico e, non da ultimo, legittimo. Questo perché Ronaldo non è un giocatore normale, e averlo in squadra significa anche scendere a compromessi con la sua grandezza. Andrea Pirlo ha deciso di non convocarlo per la trasferta di Benevento in calendario domani alle 18: CR7 resterà a Torino e non si imbarcherà con i compagni, assottigliando di fatto il reparto offensivo a disposizione per il match. È giusto? La domanda che molti si pongono è se sia corretto che un calciatore non infortunato si risparmi la panchina nel caso si decida per il turnover. E se il match dovesse complicarsi? A sostenere l’attacco ci saranno soltanto Dybala e Morata, al netto di eventuali esperimenti offensivi con Kulusevski, Chiesa o Bernardeschi.

La risposta è che no, non è giusto, ma il caso specifico impone una riflessione in più. Possiamo dire che Ronaldo abbia mai fatto mancare il suo apporto alla squadra? In più di una situazione, quest’anno, la Juventus si è aggrappata al suo carisma e ai suoi gol per venir fuori da momenti complicati. La sua assenza per la positività al Coronavirus ha pesato incredibilmente sul gioco e sui risultati, e ci ha messo meno di 5 minuti – nel giorno del suo rientro contro lo Spezia – a tornare a farci esultare. Da quando è alla Juventus, Cristiano Ronaldo ha saltato 18 partite. Una sola volta è andato in panchina per 90 minuti mentre ben 4 volte non è stato convocato. Contro il Benevento sarà la quinta. Anche al Real Madrid la storia era simile: uno come Ronaldo non va in panchina, semplicemente perché quando va in campo dà tutto per se stesso e per gli altri, e quando rifiata, il riposo è assoluto.

E di riposo probabilmente ne ha un gran bisogno, visto anche il fitto calendario che accompagnerà la squadra da qui a Natale. Con il 750esimo gol in Champions League nel mirino, il turno di stop non poteva certamente arrivare nell’appuntamento infrasettimanale contro la Dinamo Kiev. Il prossimo weekend prevede in calendario il derby di Torino: insomma, Benevento o mai più. Contro i campani ci sarà spazio per far ritrovare confidenza con il campo (e, si spera, con il gol) a Dybala e se tutto dovesse andare male potremo sempre contare su un Morata in stato di grazia. Se anche questo non dovesse bastare per battere – con tutto il rispetto – una neopromossa, non sarà certo colpa di Ronaldo e del suo (meritato) riposo. Non dimentichiamolo: è il più grande, ma non è eterno.


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