Le parole di Nedved e quel Piccinini che “non va!”

di Willy Signori |

C’era grande voglia di polemica, l’acquolina in bocca che diventa bava: troppe giornate senza episodi eclatanti a favore della Juve, altri episodi “abbastanza” netti in favore di altre squadre insomma l’aria era elettrica.
La scintilla l’ha innescata Commisso con un gramellot che avrebbe fatto felice Dario Fo e che comunque ha fatto felici milioni di sportivi italiani, tifosi e giornalisti.

Il patron viola ha ben pensato di definire l’arbitraggio “uno schifo” per la concessione di un rigore discutibile (per chi scrive non era rigore) accordato alla Juve a 11 minuti dalla fine e sul risultato di 1-0. È venuto giù il mondo.
Tutti a battere le mani festanti manco avesse detto che la corazzata kotiomkin è una cagata pazzesca, ovazioni dalle alpi agli Appennini per il nuovo eroe senza macchia che si scaglia contro il potere sprezzante del pericolo, oscuri presagi (“gliela faranno pagare”) e commossi ricordi (“salutava sempre”).
Fa niente che nel mezzo dei presunti furti subiti abbia citato anche la recente partita con l’Inter, questo dettaglio è stato cancellato subito.

In risposta a Commisso interviene Pavel Nedved che osa ribattere in questo modo:
“Commisso ha tutto il mio rispetto, ma credo abbia esagerato. Bisogna stare più tranquilli perché è controproducente fare queste uscite… Siamo abbastanza stufi di sentir dire che la Juve non vince con merito. I nostri successi non si accettano più perché vinciamo da anni, le avversarie dovrebbero smetterla di crearsi degli alibi. Così allontaniamo la gente da questo sport che è bellissimo. Capisco che si è su di giri, ma non si fanno certe dichiarazioni, meglio prendere una tazza di tè prima”.

Tra le reazioni alle parole del vicepresidente della Juventus quella che ha fatto più rumore è raccolta nel tweet di Sandro Piccinini, storico giornalista Mediaset:

Superfluo dire che tutte le opinioni meritano rispetto, specie se espresse con educazione e da chi ha mostrato, pur nel circo del calcio parlato in tv, un livello alto di professionalità negli anni.
Secondo Piccinini, la Juventus Football Club non dovrebbe mai e per nessun motivo lasciare Nedved davanti ad un microfono. Non dovrebbe permettergli di parlare di come ci si comporta con gli arbitri perché lui non è libero, visto che più volte ha dato in escandescenza coi direttori di gara.
Ora, che il ceco non sia l’uomo perfetto va bene, che tra i dirigenti non ne esista uno che non si sia mai lamentato degli arbitraggi (anche e soprattutto a partita in corso) è un altro fatto assodato che però fanno quasi tutti finta di dimenticare ergo nessuno dovrebbe mai fare la morale a nessuno.
Non è il mio ruolo fare l’avvocato difensore di Nedved, non ne ha bisogno e potrebbe permettersi di meglio, ma mi preme far notare come sia intervenuto a difendere la Juventus (sarebbe pure il suo ruolo…) non la classe arbitrale. Nedved non parla mai di arbitri in questa intervista, Commisso lo fa, non Nedved.

Quello che sorprende però è come mai Piccinini, che dovrebbe essere superpartes e vorrebbe sicuramente essere riconosciuto da tutti come tale, si sia sentito di scrivere qualcosa per redarguire Nedved e abbia totalmente sorvolato sul delirio di Commisso. Perché Nedved può anche aver sbagliato il focus (e su questo ci torniamo più avanti) ma se non dici nulla sulle parole del presidente della Fiorentina qualcosa comincia a non quadrare.
Ha definito disgustoso un arbitraggio non solo per l’assegnazione di un rigore generoso, discutibile, sul risultato di 1-0 per la Juve, ma per una serie di “aiuti” (quali non è dato sapere); ha accusato Pasqua di aver favorito volontariamente la Juve “se stavolta è andato al Var è stato per aiutare la Juve”, ha aggiunto “che vincano in campo e non grazie agli arbitri come stavolta” intendendo che il risultato è stato deciso dall’arbitro, scientemente. Precisazione dovuta: Commisso può dire quello che vuole, pure che Pasqua è figlio illegittimo di Agnelli e gira con la Tipo regalatagli dalla Juventus, non è questo il punto.
Il fulcro del ragionamento è sul commento di Piccinini… tutto a posto qua? Niente da dire sulle dichiarazioni del patron viola? E poi perché tanta urgenza?
Perché se Nedved può avere sconfinato (ma viene tirato in causa da vicepresidente), Commisso ha invaso la Polonia, e se ti infastidiscono solo le parole del primo, c’è qualcosa che non torna.
Sicuramente tornano i like, i retweet, le citazioni, gli applausi e perché no magari tra qualche tempo dedicheranno pure a lui uno striscione allo stadio.

Detto questo veniamo a Nedved e a cosa non mi ha convinto delle sue parole:
Commisso ha tutto il mio rispetto, ma credo abbia esagerato.
Ottimo inizio: educato, pacato.

Bisogna stare più tranquilli perché è controproducente fare queste uscite…
Controproducente? Per chi? Non per Commisso che deve giustificare un’annata mediocre davanti ai tifosi e quale ghiotta occasione se non la sfida con la Juve? Meglio di un pareggio, meglio di una vittoria!
Che gli altri dicano quello che vogliono, tanto non cambia e non cambierà mai nulla.

Siamo abbastanza stufi di sentir dire che la Juve non vince con merito.
Dovrebbe esserci abituato…

I nostri successi non si accettano più perché vinciamo da anni.
Qui Nedved si scopre psicologo e cerca di spiegare perché gli altri rosicano. Anche se fosse vero non ce ne deve fregare nulla e speriamo che continuino così altri cento anni. Commisso non accetta la sconfitta perché deve pararsi coi suoi tifosi, storicamente focosi, ma dice una scemenza: il rigore fischiato a Ceccherini non decide la partita, non è uno scandalo anche se è molto generoso, se per lui questo è disgustoso mi chiedo cosa abbia pensato di quello dato a Mertens ad agosto scorso. Se Pasqua ha voluto far vincere la Juve di proposito lo dimostri.
Su questo doveva puntare Nedved a mio parere: sulla totale insensatezza del ragionamento di Commisso.

le avversarie dovrebbero smetterla di crearsi degli alibi.
Perché? Speriamo che non smettano mai invece.

Così allontaniamo la gente da questo sport che è bellissimo.
E nessuno che pensa ai bambini.

Capisco che si è su di giri.
“Capita qualche volta anche a me, quindi preferisco non rispondere. A Firenze sentono molto questa partita, trovare scuse e alibi è molto comodo, lo capisco. Abbiamo perso 2 punti a Lecce per un errore arbitrale, altre volte abbiamo vinto per decisioni favorevoli, è il calcio, solo chi non lo conosce può dire certe cose” Fine della trasmissione.

Ma non si fanno certe dichiarazioni.
E qui Nedved sbaglia, perché si mette sul pulpito a fare la predica stabilendo cosa può e cosa non può dire un altro tesserato/dirigente/presidente di un’altra società. Ognuno dica ciò che vuole, si qualificherà da solo. Bisogna replicare dialetticamente a ciò che ha detto, non criticarlo per il solo fatto di aver parlato o per il tenore di certe frasi. Se lo dicesse la Procura Federale sarebbe meglio, ma non lo fanno…

Meglio prendere una tazza di tè prima.
Possibilmente caldo, a fine primo tempo, così anche Caressa è contento.