Nasce la Super League, la Juve tra i fondatori

di Leonardo Dorini |

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E’ stato con un crescendo di notizie, e soprattutto di fatti, che una “normale” domenica di campionato si è trasformata in una giornata che probabilmente verrà ricordata per molto tempo: nasce infatti la Super Lega, The Super League.

12 Club dalle principali leghe (6 di Premier, 3 di Liga, 3 di Seria A) hanno deciso di dar vita a questa nuova competizione; i nomi sono noti e si tratta del gotha del calcio europeo, al quale mancano probabilmente “solo” il Bayern e il PSG, con i quali, si dice siano in corso trattative.

Nella tarda serata di domenica, così, sono usciti i 12 comunicati stampa in cui tutti i Club hanno confermato questo progetto, che prevede di salire a 15 Club fondatori, invitarne altri 5 sulla base dei risultati sportivi, e creare così una competizione infrasettimanale (si parla di due gironi da 10, le cui prime 4 vanno ai Quarti di finale) che dovrebbe affiancarsi alle competizioni nazionali.

La Juventus ovviamente è fra i Club che hanno dato vita a The Super League, che ha già il suo sito ed il suo logo.

Naturalmente, il punto cruciale di questa iniziativa sono i ricavi attesi, che nelle indiscrezioni sono pari a 350 milioni annui per i Club fondatori: da chi arriveranno questi soldi? Ovviamente la parte del leone la faranno i diritti TV: non c’è dubbio che trasmettere le partite di questa competizione sarà qualcosa di estremamente ambito e se vogliamo prendere un termine di paragone, dobbiamo ricordare che il Club della Continassa, negli ultimi 8 anni anni, ha incassato per diritti TV sia nazionali che internazionali una somma complessiva di 1510 milioni (mediamente 188 milioni annui, con una punta di 233 nel 2017). E’ chiaro quindi l’impatto di questo progetto su quest’area di ricavi.

Il comunicato della Juventus entra nei dettagli, per quanto possibile, della nuova Lega: precisa che il Club continuerà a partecipare alle competizioni nazionali, e “fino all’avvio effettivo della Super League, ritiene di partecipare alle competizioni europee alle quali ha titolo di accedere”.

Dato il Comunicato molto duro della UEFA nel pomeriggio, la Juventus e gli altri Club lanciano segnali di collaborazione (“I club fondatori desiderano attuare il progetto Super League in accordo con FIFA e UEFA, tenendo in considerazione gli interessi degli altri stakeholder che fanno parte dell’ecosistema calcistico”) ma, d’altro lato, appaiono fermi nel proteggere la loro iniziativa, minacciando “di agire in giudizio al fine di tutelare i propri diritti”.

Altri dettagli riguardano l’investimento: da 2 a 8 milioni per ogni Club al fine di costituire una Società fra tutti i Club che dovrà spartirsi i 3,5 miliardi indicati come introiti (ma secondo percentuali da stabilire).

Chi ha ascoltato, in varie occasioni, il presidente Andrea Agnelli (che nel frattempo si è dimesso da ECA e dal direttivo UEFA) non dovrebbe sorprendersi di quanto sta accadendo: più volte egli ha fatto riferimento al fatto che con un audience potenziale così estesa fosse necessario incrementare l’appeal del movimento calcistico europeo, avendo a riferimento i 7 miliardi mossi dalla NFL con un bacino di appassionati enormemente inferiore.

Anche dal punto di vista finanziario, il tentativo è chiaro: dare stabilità ai propri ricavi all’interno di una competizione meno esposta alle variabili che in ogni stagione possono impedire a questo o quel top team di essere parte di una competizione che invece vuole attirare il massimo di pubblico e generare il massimo di introiti: è questo un tipo di risposta che la pandemia ha senza dubbio accelerato.

Il Comunicato della Juventus, infine, si rivolge anche al mercato, ricordando che il progetto è ancora troppo agli inizi per poter quantificare l’impatto economico finanziario dello stesso: qui starà agli operatori di mercato valutare se dare più risalto a questi importanti, ma incerte, prospettive di crescita dei ricavi o alla minaccia di riduzione dei ricavi come storicamente essi si sono manifestati.

Di certo, se c’era bisogno di una scossa ad una stagione mesta come questa, beh, non possiamo dire che non sia arrivata!