Napoli-Juventus 2-1: braccino corto senza sorprese

di Fabio Giambò |

Inter e Lazio non vincono, logica vorrebbe che si scenda in campo in casa del Napoli per provare a fare un sol boccone della squadra azzurra e dunque dare il segnale giusto alle dirette inseguitrici, ed invece stasera la Juventus ha vissuto quella che è stata probabilmente la serata più brutta della stagione dal punto di vista della prestazione. Lenti, lunghi, fisicamente in sofferenza, sempre in ritardo sulle seconde palle, poco pericolosi, un tridente pesante che non riesce a pungere, una fluidità di gioco che non fa neanche finta di venire a galla. Può sicuramente capitare di vivere una serata storta, la squadra di Gattuso si è messa quadrata sul terreno di gioco, senza voler rischiare nulla, e così è stato per praticamente tutta la gara eccezion fatta per un tiro fiacco di Higuain e per il gol di Ronaldo a partita praticamente conclusa e dunque già con i tre punti che avevano preso la strada a tinte azzurre.

Può essere che mentalmente si sia staccata la tensione a causa dei risultati altrui? Non è da escluderlo proprio per come mentalmente è partita questa partita, una sensazione tendente all’accontentarsi del pareggino indolore, sarebbe grave. Sicuramente una chiave di lettura sbagliata, ma a caldo vale tutto il contrario di tutto, anche perché non è stata una prestazione dettata da quanto fatto dagli avversari. Il problema, però, è sempre il solito da inizio stagione: arriverà mai il cambio di passo? Se si, cosa serve e quando succederà? Perché alla fine gli intoppi sembrano ancora gli stessi, e sembrano difficilmente superabili. A centrocampo Pjanic non ha gli spazi e le soluzioni per velocizzare, Bentancur va a corrente alternata, Matuidi ormai è quel che è, Rabiot non incide, e se le alternative entrano e non lasciano il segno, a corredo di un Dybala oggi particolarmente nuvoloso, la frittata sembra bruciata. Ed è un peccato considerando quanto fresche sarebbero le uova utilizzate.

Soluzioni? Ce le dia il mister, le tiri fuori il prima possibile, abbiamo bisogno di tornare a respirare, così sembra un’apnea totale, costante, insopportabile a tratti. Non significa avere lo stomaco pieno, significa andare a dormire oggi, 26 gennaio 2020, con un amaro in bocca ed una sensazione di incompiutezza che non può essere evidente anche ad occhio nudo.