Napoli-Juve, una delle tante

di Giacomo Nannetti |

Napoli-Juventus, dopo alcuni anni in cui è stata veramente fondamentale per le rispettive corse scudetto, terminate sempre (eccezion fatta per gli anni di Maradona) con il tricolore cucito sulla maglia bianconera, torna ad identificarsi come un “normal match”.

Da Napoli in molti continuano a caricare la partita definendola come il “clàsico” spagnolo, a sottolineare il valore degli azzurri come unica antagonista ad una Juve dominante – eppure la classifica parla chiaro! -.

L’appeal della gara in realtà sembra invece essere tornato agli antichi sapori: dominatori contro dominati, dove in palio c’è innanzitutto la gloria, e non di certo il tricolore. Anche il caso Higuaìn che dava mordente alla sfida è venuto meno: mancheranno quelle bordate di fischi messe sempre a tacere dai gol del Pipita che erano puro godimento per noi e colpi difficili, quasi impossibili, da digerire per loro.

I punti di distanza dai partenopei quest’anno sono addirittura 13, e malgrado il tutto esaurito e la presenza dei tifosi bianconeri (assoluta novità considerato il recente passato), il duello tra le prime due della graduatoria si è nuovamente declassato a mero confronto. Certamente al triplice fischio non ci saranno scosse rilevanti a livello di classifica.

A conferma di come le priorità in casa Juve possano essere altre, ci sono le parole di Montero, uno che conosce bene l’ambiente: “A Torino non è considerata tale (la sfida scudetto n.d.r) perché siamo la Juventus e abbiamo tanti punti avanti. A mio parere oggi come oggi la sfida più importante è il ritorno di Champions.”

Anche Chiellini è intervenuto su questo argomento facendo capire che la partita sarà più importante dal punto di vista della prestazione che da quella del risultato: “La prestazione sarà importante per l’Atletico Madrid. In questo momento abbiamo bisogno di fare una buona prova.”

Parole che suonerebbero al quanto stonate alla viglia di una sfida “scudetto”, soprattutto sulla sponda juventina, dove in realtà sarebbe il risultato a dettare legge. Per la Vecchia Signora non cambierà nulla rispetto ad altre trasferte – un esempio su tutte Firenze – dove troverà una squadra spinta da una tifoseria che ha come unico obiettivo stagionale quello di battere i nemici di sempre: i bianconeri. Le motivazioni in casa Juve non mancheranno comunque, anche perché “vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta” è più di un semplice motto, è un modo di pensare, di vivere, e soprattutto di lavorare. Sempre lo stesso difensore uruguagio ha infatti dichiarato: “La partita di Napoli, però, resta significativa proprio perché in questo ambiente vuoi vincere sempre tutto”.

Sembrerebbe essere passata un’eternità da quel gol di Koulibaly, che illuse tutti i napoletani di poter interrompere l’egemonia bianconera, eppure a neanche un anno di distanza eccoci qua a raccontare una divario troppo grande per poter rendere allettante questo confronto.

Non basteranno la fame di successi di Chiellini & Co., uno stadio pieno, Cristiano Ronaldo e tutto il resto a regalare al match quel fascino proprio degli scontri al vertice. Il gap tra le due formazioni è troppo ampio, come spesso lo è stato in passato, e dunque non ci resta che affrontarla proprio come una volta… come una delle tante.