Napoli – Juve, bianconeri sotto ritmo: troppo poco anche per il Porto

di Valerio Vitali |

In Napoli – Juve cio’ che è emerso in maniera lampante è quanto i bianconeri facciano fatica a dare ritmo, intensità e velocità alle proprie giocate. Nonostante dei numeri incoraggianti (percentuali passaggi riusciti, falli commessi, tiri in porta) la Juventus ha prodotto non molto e lo ha fatto con lentezza. Sicuramente con poco cinismo (lo testimonia il fatto di essere solamente il 6° attacco della Serie A pur disponendo di Cristiano Ronaldo).

Sono mancate non tanto le geometrie e quel pizzico di inventiva, quanto l’intensità nel fraseggio nella metà campo avversaria. Che combaci poi con l’assenza di Arthur è tutt’altro che una coincidenza. La tegola del 5 brasiliano si è fatta sentire di più anche rispetto a quella di Bonucci. Non è mancata troppo la costruzione dal basso coi lanci lunghi, piuttosto il far girare palla con velocità nella trequarti del Napoli.

La “parola chiave”, che merita un focus da qualche anno a questa parte, soprattutto in Europa, è una sola: intensità. La stessa con cui il Liverpool di Klopp schiaccia gli avversari, o la stessa che ha permesso al Tottenham di arrivare in finale, al Bayern di vincere lo scorso anno e all’Atalanta di ben figurare nella scorsa edizione della Champions League. “Bruciare il campo”, essere in palla fisicamente, raddoppiare gli avversari, anticipandoli sulle “seconde palle”.

E’ da un pò di partite che non vediamo tutto questo. Il fatto che la Juve giochi ogni 3-4 giorni non è, nemmeno in questo caso, una coincidenza. La squadra vista ieri a Napoli è stata inconcludente, poco brillante, lenta nell’ultima porzione offensiva, non ha peccato di qualità o nelle geometrie. Non si discute la brillantezza tecnica o nelle scelte, nelle imbucate, ben altro. La Juve è visibilmente sotto ritmo e adagiandosi in questa maniera si rischia anche di non andar lontano contro il Porto e qui, il ritorno di Arthur (ancora ben lontano dal reintegro) sarebbe manna dal cielo.