Napoli-Juve, derby in famiglia e quel NOOO indimenticabile

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Sì, sono Juventina. E sono napoletana.

Quando arriva la fatidica sfida Napoli-Juve noi juventini di Napoli ci raccogliamo nel silenzio.

I giorni trascorrono lenti e quasi non vorresti pensarci, ma mentre cammini per la città senti che c’è qualcosa di diverso nell’aria…

Ti senti solo, in mezzo ai “nemici” che non parlano d’altro: in metro, per strada, nei bar, negli uffici e perfino in Università i docenti, nel bel mezzo di una lezione rivolgono il loro pensiero alla sfida con i rivali “storici” (???) e ai traditori della città che come me hanno abbracciato la fede bianconera, “Il Male Assoluto” [cit.] , tradendo le loro radici.

Quando arriva Napoli-Juve gli amici, i vicini di casa, i colleghi, non aspettano altro che punzecchiarti con sfottò e tu ci ridi su anche perché quest’anno sono momentaneamente primi in classifica e quindi ci sta (del resto loro sopportano lo strapotere bianconero da 6 anni!).

Poi però ridi di meno quando vanno sul pesante e nascondono l’offesa dietro il folklore partenopeo che però non devi mai usare verso di loro altrimenti attaccano il pippone “Vergognati tu che offendi la tua terra e la tua gente inconsapevole di essere odiata anche a Torino“. Ed ogni volta sono felice di essere lontana dal pensiero del napoletano medio sul calcio.

Ma Napoli-Juve la vivi anche in famiglia: i tuoi genitori si chiedono: “cosa abbiano fatto di male?”

In cosa hanno sbagliato per ritrovarsi una figlia juventina. Mio padre ancora si chiede cosa io abbia che non va e non si capacita di come abbia osato rovinare anche mio fratello. Che disgrazia gli è capitata!

Solitamente vivo questo per partita in uno stato di calma apparente ascoltando anche chi dice che è ancora preso, che non è decisiva per lo scudetto…

Ma volete mettere una vittoria al San Paolo nel loro periodo migliore? Si, perché quest’anno lo scontro diretto arriva in un momento della stagione in cui gli azzurri vanno a mille, non hanno ancora perso (in attesa di venerdì…) e noi siamo un po’ sottotono, fatichiamo a trovare un’idea di gioco seppur ci sia tanta materia prima e, colpo di scena: Higuain quasi sicuramente non sarà della partita.

Alla notizia mi è tornato alla mente quel “NOOOOOOO!!!”, l’urlo di dolore del cronista napoletano al gol del Pipa che, l’anno scorso, nel delirio più totale, mi fece rischiare grosso: esultare a più non posso in una casa piena di napoletani incattiviti che mai avrebbero voluto assistere al gol vittoria del numero 9 bianconero.

Higuain… (Proprio lui, che da quando è alla Juve, ci fa godere ancor più nell’essere juventini a Napoli) forse non ci sarà, per la gioia dei suoi ex tifosi che già si gongolano della vittoria certa, cosa che avviene ad ogni scontro con la Vecchia Signora.

È da ieri che nelle radio ascolto filastrocche simpatiche sul suo infortunio, leggo post sui social non proprio benevoli su quello che era considerato uno degli eroi di Napoli. Quell’eroe diventato traditore a cui augurare i mali del mondo dopo i flashmob ( cos e pazz! Solo a Napoli vedi una mobilitazione simile per un argentino… ). Si aggiungono poi i media che dispensano elogi sulla capolista e sul suo trio delle meraviglie, capaci di trasmettere lo stesso servizio per settimane, mentre la Juve attraversa una crisi profonda dalla quale sembra faticare ad uscirne.

Io ascolto tutto e tutti, sorrido e aspetto…

E’ una partita come un’altra” – mi dico – “Vale sempre tre punti… Parlerà il campo, come sempre.” Ma non è così, non è una semplice partita per noi juventini napoletani. Assomiglia un po’ ad un “derby personale”, in cui se vinci godi da morire e la vittoria ti ripaga di ogni volta in cui sei stata zitta per evitare polemiche sterili o discussioni con chi fa del calcio una questione sociale e politica, ma se perdi… Cazzo, se perdi non sei al riparo nemmeno in casa tua e ti ritrovi in balìa degli sfottò che questi esaltati ti rivolgeranno per mesi!

E allora no, allontano questa ipotesi dai miei pensieri nell’attesa di poter riascoltare un altro “Nooo!”, passare un’altra notte in bianco per l’adrenalina che non ti lascia dormire e di poter camminare il giorno dopo per le strade della città col sorriso sulle labbra, tra le facce arrabbiate e deluse dei partenopei.

 

di Alba Mauriello