Napoli-Juve 3-2: fischi, pernacchie e doppietta da finale

di Fabio Giambò |

Missione compiuta, basterebbe questo semplice concetto per mandare in archivio i 180 minuti del San Paolo: dopo l’1-1 di domenica sera è arrivata la sconfitta di Coppa Italia, ma la pratica partenopea è comunque archiviata con successo grazie alla strepitosa dippietta di Gonzalo Higuain che regala alla Juventus l’ennesima finale di Coppa Italia.

Allegri rispolvera praticamente tutti i titolari, restano fuori solamente Pjanic per scelta tecnica e Mandzukic per infortunio, ci sono un instancabile Rincon in mezzo ed uno Sturaro confusionario ma volenteroso alto a sinistra.

Parte benino la Juve con Benatia che non sfrutta al meglio un buon dialogo fra Dybala ed Higuain, ci vuole un super-Neto per chiudere la porta in faccia a Callejon poco prima del quarto d’ora di gioco, poi una fase di studio rotta dal gol dello 0-1: il Pipita riceve lontano dalla porta, decide per la conclusione improvvisa che sorprende Reina, la palla scivola così beffarda nell’angolo alla destra del portiere partenopeo. Il vantaggio esterno viene digerito con ritardo dagli uomini di Sarri, solo in avvio di ripresa arriva la reazione con Hamsik che, così come domenica in campionato, trova l’angolo giusto per riportare il risultato in parità. Appena cinque minuti dopo, però, ci pensa ancora Higuain a mettere una serie ipoteca sulla qualificazione: Alex Sandro giganteggia sulla trequarti, Dybala rifinisce per Cuadrado, l’assist del colombiano è al bacio, per il fischiatissimo ex è facile insaccare di prepotenza la rete dell’1-2. Neanche il tempo di mettere la palla a metà campo, però, e il Napoli pareggia più che casualmente: paperona di Neto, ne approfitta Mertens che insacca a porta sguarnita. E’ l’episodio che galvanizza il pubblico del San Paolo e la squadra di casa, ma la Juve, nonostante la rete del 3-2 di Insigne, sa soffrire, complice anche l’ingresso di Barzagli per Dybala ed il passaggio al 3-5-2: gigantesco in fase difensiva l’ex di Palermo e Wolfsburg, il Napoli non si fa più vedere pericolosamente dalle parti di Neto, finisce così dopo 6 minuti di recupero.

Sconfitta indolore ai piedi del Vesuvio, solita partita maschia da queste parti, tanto nervosismo in campo con continue proteste di Sarri e suoi uomini anche in episodi evidentemente insignificanti, ma alla fine ad uscire con il pass per la finale è ancora una volta la Juve. Adesso si recuperino le forze in vista delle importanti tappe di Serie A, ma soprattutto in vista della proibitiva sfida col Barcellona nei quarti di Champions.