DAI LETTORI – Nainggolan e l'effetto boomerang

di Juventibus |

di Giuseppe Ocello

Pjanic alla Juve. La Juventus si appresta a diventare il PSG o il Bayern di turno e la Serie A una Ligue 1 o Bundesliga qualunque. Questa l’opinione comune del bel paese calcistico. Campionato sulla carta già finito, “la banda ha colpito ancora, non ci libereremo mai dai furti dei gobbi”. Ma non funziona così da tutte le parti d’Italia. A Torino, per esempio, c’è una società che la raccolta differenziata la fa, carta e cartone li lascia ben volentieri ad altri, spende il tempo a costruire, programmare e plasmare la mentalità del vincere e del rispetto (ed in questo senso, capire cosa vuol dire vincere, sarà la tua vera sfida, caro Miralem, perché tecnicamente sei semplicemente da urlo). E quindi Benvenuto Miralem.

Vincere e Rispetto. Sono dell’idea che ci sono cose nella vita che meritano rispetto a prescindere.
Il capoclasse ai tempi del liceo, la “merda d’artista”, la parmigiana di mia madre, la Juventus.

Non me ne voglia lo spirito libero, anzi inneggio a tale spirito, ma ci sono robe che proprio no, non vanno fatte. Perché quando vinci la seconda partita di Agosto e te ne fai beffa aspettati l’effetto Boomerang, caro Radja. Perché se non rispetti, automaticamente sfregi, e nella vita se sfregi, vieni sfregiato.

“Oops”, quattro lettere che la dicono molto lunga, su quello a cui ti abituano, sulle massime ambizioni che vi propinano, sull’obiettivo stagionale che non sarà un trofeo, ma la vittoria sui gobbi. Ed il Boomerang non sta tanto nel fatto che a maggio ti ritrovi con un pugno di mosche in mano, ma nel fatto che il duo “culo e camicia” alias “Miralem e Radja” cessa di esistere da questo momento in poi. Perché lui, Miralem, l’ha capito. “Se non puoi batterli, Rispettali” quantomeno. Perché altrimenti succede che il tuo migliore amico ti lascia, per salire su quel carro lì. E te lo vorrei dire in slang sardo, o romano, o francese, ma perdonami conosco solo l’italiano: caro Radja, rispetta e magari un giorno sarai rispettato.