Morata, prove di risveglio: le statistiche

di Alex Campanelli |

Oltre al passaggio del turno in Coppa Italia, c’è almeno un altro motivo per il quale Massimiliano Allegri può sorridere questa mattina: il progressivo risveglio di Alvaro Morata dal torpore che pareva imprigionarlo ormai da diversi mesi. Certo, neanche contro la Lazio lo spagnolo è riuscito a trovare la via del gol, e alcune volte si è intestardito in giocate evitabili, ma analizzando la sua partita nel dettaglio scopriremo quanto il lavoro fatto da Alvaro sia stato utile alla Juventus ieri sera.

heatmap morata

Innanzitutto la posizione in campo: ancora una volta la heatmap ci corre in aiuto, evidenziando come il numero 9 abbia effettivamente agito da seconda punta con licenza di svariare, ma con una predilezione per il lato sinistro della trequarti avversaria (senza disdegnare i ripiegamenti difensivi). Con Zaza nella doppia veste di centravanti-guastatore, una versione più forsennata e meno fisica di Mandzukic, a Morata è stato assegnato il compito di fungere da vera e propria spalla, consentendo le incursioni del compagno e supportandolo in fase di costruzione. Un’interpretazione del ruolo ovviamente diversa da quella che può fornire un giocatore dalla struttura fisica diversa come Dybala, ma ugualmente funzionale al gioco della Juventus; in questo senso il dato più importante è quello relativo ai falli subiti, ben 6, il migliore assieme a Candreva che però ha disputato tutti i 90′, una statistica che assieme a quella relativa ai palloni recuperati (4) illustra bene lo spirito d’abnegazione con il quale Morata si è calato in una parte non proprio sua.

Detto dei meriti dell’attaccante spagnolo, passiamo ai ben meno nascosti demeriti. Anche oggi Alvaro ha faticato nel farsi vedere dalle parti dell’area avversaria, come testimoniato dall’unica conclusione in porta tentata nei 76′ disputati. La posizione in campo non giustifica l’impalpabilità di Alvaro in fase offensiva, visto anche lo 0 nella casella relativa alle occasioni create; discreta la statistica relativa ai passaggi, con l’80% degli appoggi riusciti, tutti nella metà campo avversaria, ma non ottima dato che solamente il 10% dei passaggi è stato indirizzato in verticale. Certo, i numeri non raccontano la grandissima occasione che Morata si è costruito da solo al 34′, saltando Bisevac con un bellissimo lob e lanciandosi in progressione verso l’area avversaria. Il centrale ex Lione si aggrappa effettivamente alla maglia dello juventino ma il direttore di gara, nonostante le direttive riguardanti la tolleranza zero sulle trattenute in area, non ritiene ci siano gli estremi per il calcio di rigore.

https://youtu.be/osNndgYdKRw?t=1m33s

Bene, dunque, per quanto riguarda l’applicazione in campo, il contributo dato alla squadra e la voglia di tornare ad altri livelli ma senza voler strafare. Ancora migliorabile, invece, l’apporto nella fase conclusiva dell’azione; ci aspettiamo una maggiore incisività da Alvaro, soprattutto quando verrà schierato più vicino all’area di rigore.